Stromboli, il sindaco Gullo 'dopo le riprese i ringraziamenti della società...'. Le reazioni

di Riccardo Gullo*

Le isole Eolie continuano ad avere un ruolo importante nella storia del cinema, dopo le riprese di Odysseus di Christopher Nolan e lo spot promozionale di Disney Italia con lo Stromboli per il lancio mondiale di “Avatar: Fuoco e Cenere”, si concludono le riprese del film “Tre Sorelle” della regista Alice Rohrwacher nell’isola di Stromboli.

Le isole Eolie continuano ad avere un ruolo importante nella storia del cinema per il loro scenario naturalistico e per le caratteristiche sociali delle comunità isolane che hanno attratto l’interesse del “Mondo della celluloide” a cominciare dai primi documentari subacquei della Panaria Film del Principe Francesco Alliata e ispirato capolavori quali la celebre "Guerra dei vulcani" tra Ingrid Bergman e Anna Magnani, e film indimenticabili come Il Postino di Michael Radford, con Massimo Troisi, ecc.
Anche per questo l’Amministrazione ha accolto con molto favore e vivo interesse l’iniziativa comunicata per ultimo dalla Società di produzione Fandango S.p.A. riguardante l’effettuazione delle riprese del film “Tre Sorelle” della regista Alice Rohrwacher nell’isola di Stromboli, subito dopo devastata dall’Uragano “Harry”, riscontrandone successivamente – in data 18 febbraio 2026 - la loro formale comunicazione e indicando gli altri Enti con cui interfacciarsi da subito per la buona riuscita dell’iniziativa.

Lo scrivente ha avuto modo di incontrare i rappresentanti della Società con in quali si è instaurato subito un clima di intesa e di fiducia per garantire il regolare supporto all’iniziativa che ha ottenuto il patrocinio del Comune insieme all’autorizzazione per l’utilizzazione “ … del logo istituzionale del Comune di Lipari per le finalità promozionali e nei titoli di coda dell’opera”.

Di quanto sopra narrato è la stessa Società che ne dà comunicazione - in data 21 maggio 2026 - a conclusione delle riprese cinematografiche, con una nota diretta al Comune e a alle altre istituzioni interessate nella quale è stato scritto “Cogliamo innanzitutto l’occasione per esprimere il nostro sincero ringraziamento a tutte le Amministrazioni, agli Enti e alle Autorità coinvolte per la disponibilità, l’attenzione e la collaborazione istituzionale dimostrate durante tutte le fase della produzione. Il supporto ricevuto è stato fondamentale per consentire lo svolgimento delle attività nel pieno rispetto del territorio, della comunità locale e delle caratteristiche ambientali dell’isola”.

Sembra un destino, dopo la celebre "guerra dei vulcani" anche quest’ultima vicenda delle riprese delle “Tre Sorelle” ha dato fiato a qualcuno per una impropria replica ma il valore di questa esperienza non lascia spazio a nient’altro se non alle belle parole della Società produttrice, che si ringrazia sentitamente, insieme a tutto il cast, e che ci fa piacere ribadire: “…… Il supporto ricevuto è stato fondamentale per consentire lo svolgimento delle attività nel pieno rispetto del territorio, della comunità locale e delle caratteristiche ambientali dell’isola”.

*Sindaco 

Le reazioni

di Gianluca Giuffrè

ORDINANZE SENZA VISIONE: COSÌ SI PARALIZZANO LE ISOLE
C’è un punto che va chiarito subito: i carabinieri hanno fatto il loro dovere. Hanno applicato un’ordinanza. Punto.
Il problema non sono loro. Il problema è l’ordinanza. E, più in profondità, l’idea di isola che quell’ordinanza tradisce.
Perché vietare la musica il mercoledì a Stromboli — un’isola che vive di turismo, cultura, ospitalità, relazioni internazionali — non è una misura amministrativa: è un messaggio politico. Un messaggio che dice: meglio il silenzio della vita, meglio la paura del movimento, meglio la quiete del museo che il respiro di una comunità viva.
Il paradosso eoliano
Stromboli è un luogo che il mondo sogna. Un set naturale, un laboratorio culturale, un magnete per artisti, registi, scrittori, viaggiatori.

Eppure, viene governata come se fosse un oggetto fragile da chiudere in una teca. Come se la presenza di Mick Jagger, di un cast internazionale, di una produzione cinematografica fosse un fastidio da contenere, non un’opportunità da valorizzare.
Un’ordinanza che spegne la musica non tutela l’isola: la spegne.
La legge applicata non basta: serve una visione
Applicare un divieto è facile. Costruire un futuro è difficile.
E qui sta il nodo: che futuro vogliamo per le Eolie?
Un arcipelago vivo, che produce lavoro, cultura, economia, accoglienza o un arcipelago imbalsamato, dove tutto è proibito per paura di disturbare qualcuno.

Non si può chiedere turismo e poi trattare i turisti come intrusi. Non si può invocare sviluppo e poi soffocare ogni forma di vita sociale. Non si può pretendere lavoro e poi spegnere la musica perché “è mercoledì”.
Il caso Jagger non è folklore: è un campanello d’allarme
Che la musica provenisse da una cassa portatile o da un’orchestra sinfonica è irrilevante. Il punto è che un’isola che vive di relazioni internazionali non può permettersi ordinanze che sembrano scritte per un condominio litigioso.
Il mondo guarda. E quando il mondo guarda, bisogna decidere cosa mostrargli: la vitalità di un territorio o la sua paura.
La scelta è adesso
O si governa con una visione — moderna, aperta, consapevole — oppure si continua a produrre divieti che trasformano le Eolie in un luogo dove tutto è proibito e niente è possibile.
Le isole non si salvano imbalsamandole. Le isole si salvano tenendole vive.

di Rosa Oliva

Caro Sindaco Gullo, sentiamo chiaramente lo stridore di chi si arrampica sugli specchi. I ringraziamenti formali della casa produttrice del film non possono in alcun modo sanare le condizioni di grave carenza in cui la sua amministrazione ha fatto trovare l'isola a una troupe cinematografica internazionale.
Che quelli della casa cinematografica siano educati e ringrazino per l'ospitalità della comunità è ovvio; ciò che invece è parsa evidente a tutto il mondo è l’assoluta inadeguatezza e la mancanza di sensibilità istituzionale da parte di chi governa il territorio.  

​Come Pro Loco Amo Stromboli abbiamo dovuto ricordare pubblicamente ciò che persino la stampa estera, a partire dal The Guardian, ha amaramente evidenziato: un'isola di rilievo internazionale non può essere penalizzata e gestita con interventi tardivi o puramente punitivi proprio nei suoi momenti di massima visibilità, specialmente dopo un inverno di gravi abbandoni. Invece di sbandierare cortesie di rito per nascondere i disservizi, sia serio!

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