Stromboli, 'il boomerang di ritorno' di Maria Carnevale. L'intervento

di Maria Carnevale

Gentilissimo Direttore, 
non molto tempo fa  ho letto di una iniziativa della Treccani chiamata "Le parole valgono", nel senso che "se le sprechiamo"  o "le usiamo come pietre " rischiamo di fare e di farci male. In tal senso tutta la disputa sulla serata vip a Stromboli, interrotta pochi giorni fa dalle Forze dell'Ordine,  è stata condotta proprio come se ci fosse stata una sassaiola finalizzata contro un ben preciso bersaglio,   trasformatasi invece in  un  boomerang di ritorno. 

Non intendo qui aggiungere la mia personale opinione sull'Ordinanza che regola l'esercizio della musica nel nostro Comune in quanto, benché io creda nell'osservanza delle leggi e del rispetto sociale, ritengo le mie convinzioni non superiori a quelle degli altri. A decidermi di condividere quanto scrivo è stato il commento di un tizio che, in risposta a uno dei tanti post pubblicati sulla vicenda, si è permesso di asserire che "gli isolani sono tutti viddani". Certamente il turpiloquio riscontrato in vari commenti ha fatto sì che questo "signore" si sia sentito in diritto di così valutarci. Era proprio necessario dare in pasto alla stampa il dito puntato di Mick Jagger come quasi fosse quello del Padre Eterno in alcune opere d'arte rappresentanti il Giudizio Universale?
E che dire della "Vergogna nazionale"?

Non si è riflettuto sul ridicolo che sarebbe ricaduto sulla nostra piccola comunità in un'epoca in cui di scandali  nazionali ce ne sono di ben più gravi e corposi di una festa interrotta secondo legge, seppur locale? Sant'Antonio, nei suoi Sermoni, raccomanda di osservare "come sia diversa la caduta della pioggia da quella della grandine. La pioggia cade delicatamente per fecondare, la grandine cade con violenza per distruggere ". Ugualmente è per le parole: possono essere portatrici di linfa vitale o glaciali e distruttivi chicchi di grandine.
Cordialmente

L'INTERVENTO

di Rosa Oliva*

Gentilissimo Direttore,
​ho letto con attenzione l’intervento della signora Maria Carnevale e, in qualità di Presidente della Pro Loco Amo Stromboli, ritengo doveroso intervenire poiché troppi tentativi di fuorviare la discussione sono stati messi in atto sulla vicenda. L'ho fatto dopo aver riflettuto, poiché talvolta si riscontra la pessima abitudine di taluni residenti di altre isole dell'arcipelago di commentare dinamiche di territori che conoscono o frequentano poco. Sebbene ciascuno sia libero di esprimere la propria opinione, è fondamentale non fuorviare l’attenzione dal problema principale.

​Non si tratta di una "vergogna nazionale" per il presunto danno d'immagine nato dalle cronache, ma è una vergogna internazionale non attrezzarsi per promuovere adeguatamente un territorio che vive unicamente di turismo. Ed è una vergogna nazionale applicare normative senza calibrarne la reale portata, soprattutto in contesti storicamente privi di fenomeni di "malamovida", come Stromboli .
​Fermo restando che le regole vanno rispettate e che le Forze dell'Ordine hanno l'obbligo di intervenire quando chiamate a farlo, tutto ciò che si è verificato poteva - e doveva - essere evitato. 

Sarebbe bastato che l'Amministrazione Comunale di Lipari avesse dato segno della propria esistenza fin dal primo giorno in cui la troupe cinematografica e i suoi ospiti hanno messo piede a Stromboli.
​È stata una gravissima e dilettantistica sottovalutazione non comprendere che, trattandosi di una produzione cinematografica internazionale con una regista come Alice Rohrwacher e star del calibro di Mick Jagger, Isabella Rossellini, Josh O'Connor, Dakota Johnson, Jessie Buckley e Saoirse Ronan, qualsiasi imprevisto o intoppo  sarebbe immediatamente rimbalzato sulla stampa mondiale, così come è puntualmente accaduto. Viene da chiedersi, inoltre, con profonda preoccupazione: se fosse accaduto un incidente qualunque sul territorio, in che modo si sarebbe mossa una macchina amministrativa che si è dimostrata così palesemente assente?
 

Durante tutto questo periodo l'isola ha registrato solo mancanze:
-​Nessun intervento straordinario di pulizia o decoro urbano.
-​Nessun presidio fisso o temporaneo di Vigili Urbani.
-​Un'assenza totale di coordinamento logistico e istituzionale: la festa di fine produzione non poteva e non doveva forse organizzarla e  gestire  l'amministrazione stessa?
​Fortunatamente, Stromboli è un'isola sicura in cui prevalgono il buon senso e lo storico spirito di ospitalità della nostra comunità.
​Nello scritto della signora Carnevale emerge il chiaro tentativo di assimilare la comunità e le istituzioni locali. Ma la comunità e l'amministrazione sono due cose completamente distinte,  quando non esiste confronto e si vive chiusi nelle stanze del "Palazzo". Cosa c'entrano le convinzioni personali con l’esigenza oggettiva di promozione turistica, di tenuta economica delle nostre isole ? È ovvio che, scendendo sul personale, ognuno disegna il mondo secondo il proprio sentire, ma qui non stiamo parlando di esigenze singole o di sensibilità individuali.

​La signora richiama l'iniziativa della Treccani e i Sermoni di Sant'Antonio per ricordarci che "le parole valgono" e che possono ferire come pietre o distruggere come grandine. È vero, le parole valgono,ma i fatti pesano molto di più. Definire "vergogna" la gestione di questa vicenda non significa lanciare sassi contro un bersaglio, ma constatare oggettivamente il danno economico e d'immagine che avrebbe potuto subire l'isola non per colpa di chi ha parlato, ma di chi non ha agito. Nel caso in specie, le parole non hanno fatto alcun male a Stromboli o ai suoi abitanti, mentre lo stesso non si può dire per l'operato del Comune.

​Per rimanere in tema di citazioni e di testi sacri, vorrei quindi rispondere alla signora ricordando un antico e saggio detto popolare che affonda le sue radici nel libro del profeta Osea: "Chi semina vento, raccoglie tempesta". La tempesta mediatica e il ridicolo di questi giorni sono solo il frutto della totale assenza di gestione e programmazione da parte di chi avrebbe dovuto governare l'evento e tutelare il territorio, non certo della reazione di chi ne subisce le conseguenze.
​Per quanto ci riguarda, consideriamo chiusa qui questa sterile polemica: la storia e i fatti hanno già emesso il loro verdetto oggettivo, e l'amministrazione non sarà mai assolta per come ha gestito, o meglio ignorato, questa vicenda.
​Cordialmente,
*Presidente Pro Loco Amo Stromboli APSp

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opinioni

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