Stromboli, 'il boomerang di ritorno' di Maria Carnevale
di Maria Carnevale
Gentilissimo Direttore,
non molto tempo fa ho letto di una iniziativa della Treccani chiamata "Le parole valgono", nel senso che "se le sprechiamo" o "le usiamo come pietre " rischiamo di fare e di farci male. In tal senso tutta la disputa sulla serata vip a Stromboli, interrotta pochi giorni fa dalle Forze dell'Ordine, è stata condotta proprio come se ci fosse stata una sassaiola finalizzata contro un ben preciso bersaglio, trasformatasi invece in un boomerang di ritorno.
Non intendo qui aggiungere la mia personale opinione sull'Ordinanza che regola l'esercizio della musica nel nostro Comune in quanto, benché io creda nell'osservanza delle leggi e del rispetto sociale, ritengo le mie convinzioni non superiori a quelle degli altri. A decidermi di condividere quanto scrivo è stato il commento di un tizio che, in risposta a uno dei tanti post pubblicati sulla vicenda, si è permesso di asserire che "gli isolani sono tutti viddani". Certamente il turpiloquio riscontrato in vari commenti ha fatto sì che questo "signore" si sia sentito in diritto di così valutarci. Era proprio necessario dare in pasto alla stampa il dito puntato di Mick Jagger come quasi fosse quello del Padre Eterno in alcune opere d'arte rappresentanti il Giudizio Universale?
E che dire della "Vergogna nazionale"?
Non si è riflettuto sul ridicolo che sarebbe ricaduto sulla nostra piccola comunità in un'epoca in cui di scandali nazionali ce ne sono di ben più gravi e corposi di una festa interrotta secondo legge, seppur locale? Sant'Antonio, nei suoi Sermoni, raccomanda di osservare "come sia diversa la caduta della pioggia da quella della grandine. La pioggia cade delicatamente per fecondare, la grandine cade con violenza per distruggere ". Ugualmente è per le parole: possono essere portatrici di linfa vitale o glaciali e distruttivi chicchi di grandine.
Cordialmente