Storie di ctu di Salvatore Leone
Storie di ctu di
Salvatore Leone
Quando si parla del generale Luciano Garofano e della sua CTU mi ritornano in mente diverse consulenze lette e rilette negli anni della mia attività professionale. Poche quelle scritte con conclusioni veritiere. Fortunatamente, nel mio percorso giuridico ho trovato magistrati che si sono discostati dalle conclusioni aberranti di alcuni periti, decidendo il giudizio senza tenere conto della consulenza. Sarebbe il caso, di istituire un nuovo codice della consulenza tecnica d’ufficio, quello della responsabilità immediata e diretta del risarcimento danni, da avviarsi nei confronti del ctu che non ha rispettato il principio dell’equità e della verità, da portare al decidente. E’ impensabile, infatti, che un geometra nominato ctu, si soffermi sulle “deduzioni istruttorie” come se fosse a conoscenza del codice di procedura civile oppure altro ctu che non faccia emergere nel proprio elaborato il paradosso, della circostanza anomala, relativa ad un fabbricato oggetto di rigenerazione edilizia che durante i lavori, finisca in parte, all’interno del fabbricato confinante, invadendo spazi non di pertinenza. Mi è capitato di leggere un relazione peritale di un consulente nominato dal PM che riporta come asse viario un vicolo (e non si tratta certamente di un errore di copia e incolla) ed ancora, decida sulla rilevanza penale di un falso ideologico, permettendosi di qualificare un delicato giudizio civile per la tutela di diritti soggettivi come una disputa tra confinanti. Io mi fermo qui come la canzone cantata dai Dik Dik e non riporto altre ridicole considerazioni di consulenze. Giusto per fare comprendere come spesso qualche magistrato ponga a fondamento delle decisioni le conclusioni di consulenti che esorbitano il limite del mandato ponendosi nel ridicolo, per come è avvenuto nel caso Alberto Stasi. Chi aveva ragione da vendere è stato privato della propria libertà. Ormai sono più che convinto che la vera giustizia è solo quella divina per colpa del falso d'opera o d'operetta.