Rubrica medica a cura del dottor Giovanni Albano 'Microbioma intestinale'

di Giovanni Albano*

I.R.- Microbioma intestinale – parte quarantunesima
Sintesi degli argomenti trattati
Inizialmente ho  parlato di  flogosi persistente, iperinsulinemia, diabete  e quindi microbiota,  temi apparentemente scollegati tra loro ma in realtà connessi. Questa visione della medicina più ampia si chiama medicina interna integrata, he sbocca nella medicina ortomolecolare  specialità  linica he svolgo.
L intestino è la più grande interfaccia tra l’interno del corpo e l’ambiente esterno. La barriera intestinale è un sistema dinamico influenzato dalla composizione del microbioma intestinale e dall’attività delle connessioni intercellulari, regolate da ormoni, componenti della dieta, mediatori infiammatori e dal sistema nervoso enterico (ENS).

Nel corso degli anni è diventato sempre più evidente che il mantenimento di una barriera intestinale stabile è fondamentale per impedire l’ingresso nell’ambiente interno di varie sostanze e agenti patogeni potenzialmente dannosi.
L’interruzione della barriera viene definita come “leaky gut” o sindrome della parete intestinale permeabile, e sembra essere caratterizzata dal rilascio in circolo di metaboliti batterici ed endotossine. Questa condizione, causata principalmente da infezioni batteriche, stress ossidativo, dieta ad alto contenuto di grassi, esposizione all’alcol o ad allergeni cronici e disbiosi, sembra essere altamente collegata allo sviluppo e/o alla progressione di diverse malattie sistemiche,( come abbiamo visto nelle  relazioni precedenti) malattie  metaboliche e autoimmuni, tra cui l’obesità, 

la steatosi epatica non alcolica , la neurodegenerazione, le malattie cardiovascolari, le malattie infiammatorie intestinali e il diabete mellito di tipo 1 (T1D) ed alcune malattie dermatologihe.
In questa brevissima e semplice  nella rubrica medica  he appunto svolgo, partendo da una descrizione dei meccanismi che consentono l’omeostasi della barriera e analizzando la relazione tra questo complesso ecosistema e varie condizioni patologiche, si è esplorato  il ruolo della barriera intestinale nel guidare l’infiammazione sistemica, facendo luce anche sui possibili interventi terapeutici attuali e futuri. Esposizioni più complesse esulano dal contesto  semplice e divulgativo di questa rubrica. 
Parleremo nei prossimi appuntamenti, su suggerimenti di vari affezionati alla rubrica, di metabolismo dei lipidi, glucidi e la dimensione del sovrappeso a questi ordini correlata. 
Auguri di buone feste  ai lettori

*Poliambulatorio  Portosalvo Milazzo 090 47444  con navetta gratuita per gli eoliani

2) I.R.- Microbioma intestinale – parte quarantesima

ASSE INTESTINO-CERVELLO E MICROBIOTA
Come si era detto il  cervello ed il sistema neurovegetativo  intestinale sono reciprocamente collegati tramite una fitta e complessa rete di comunicazione che consente l’invio di segnali biochimici dall’intestino al cervello e viceversa. Oltre a questa connessione diretta, cervello ed intestino comunicano tramite il torrente circolatorio, attraverso il rilascio di ormoni e di molecole prodotte dal microbiota intestinale (come, ad esempio, acidi grassi a catena corta, neurotrasmettitori, vitamine). Attraverso questi collegamenti, il cervello controlla le funzioni dell’intestino e, a sua volta, l’intestino può alterare le funzioni del cervello (neuroinfiammazione).
Ma cosa succede se l’intestino ed il cervello non comunicano bene?

Quando i batteri “ buoni” del microbiota intestinale non sono più in grado di controllare i batteri “cattivi” si sviluppa la disbiosi: la barriera intestinale diventa permeabile e non riesce più a bloccare i batteri nocivi e le sostanze tossiche e dannose, che, quindi, entrano nel torrente circolatorio, si diffondono nell’organismo e possono raggiungere il cervello, alterandone significativamente le sue funzioni.
Un malfunzionamento nella comunicazione tra l’intestino ed il cervello contribuisce ad una vasta gamma di malattie neurologiche, tra cui l'epilessia, l'ictus, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, e può peggiorare le disfunzioni neurologiche conseguenti al trauma cranico.

Il Dipartimento di Danno Cerebrale e Cardiovascolare Acuto dell’Istituto Mario Negri  è attivamente coinvolto in studi volti a determinare il ruolo dell’intestino e del suo microbiota e sta studiando in modelli  animali di epilessia se un funzionamento scorretto della comunicazione tra l’intestino ed il cervello contribuisca alla generazione e alla progressione delle crisi epilettiche. Inoltre, si sta studiando se terapie mirate a correggere la disbiosi intestinale e le modificazioni della struttura dell'intestino, possano ridurre le crisi epilettiche e migliorare i deficit cognitivi, offrendo neuroprotezione.

Inoltre, in collaborazione con il laboratorio di Trauma Cranico e Neuroprotezione  dell ‘Istituto Mario Negri è in corso uno studio in pazienti con trauma cranico per valutare se le disfunzioni e la disbiosi intestinale possano contribuire alla progressione dei deficit neurologi. Contemporaneamente in laboratorio, nel modello murino (sul topo) di trauma cranico, si sta  valutando se trattamenti mirati a ripristinare il corretto funzionamento dell’intestino e del suo microbiota possano ridurre il danno.

*Poliambulatorio  Portosalvo Milazzo 090 47444 con navetta gratuita per gli eoliani

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