Panarea, rifiuti e dissalatori contestati. Le reazioni

di Federica Tesoriero

Tutti che si lamentano della Munnezza a Panarea. Tutti tutti arrabbiati col Sindaco. Tutti a gridare allo scandalo, al rispetto per l’isola! Mi chiedo ma voi albergatori e imprenditori Isolani e non, non avete appoggiato questo Sindaco e i suoi scellerati progetti che sta portando avanti? Un centro di raccolta e trasformazione rifiuti IN MEZZO ALLE CASE anziché a PUNTA PALISI!?!? Un dissalatore che renderà la vita di giorno e di notte impossibile e distruggera’ tutto ciò che la Natura ha faticosamente creato inquinando e rendendo non fruibile l’unica spiaggia di Iditella? Ma nessuno si rende conto che Lui vuole proprio questo???

Farvi incazzare così può tornare trionfante dicendo che ha risolto i problemi per cui vi lamentate? Sapete una cosa? Negli ultimi vent’anni ne sono passate di occasioni e quante ne sono state sprecate???? Panarea merita gente che la ama di più, che non sta lì ad arricchirsi e basta e poi se la munnezza si vede grida allo scandalo! Abbiate il coraggio di guardarvi dentro e capire cosa la vostra isola sta comunicando! Un cratere sommerso dietro Basiluzzo non è sufficiente?

di Gianni Iacolino*

La questione dei rifiuti a Panarea e quello dell'approvvigionamento idrico sono diventate negli ultimi mesi, anno dopo anno il terreno preferito di una certa opposizione che pratica la disinformazione come sport agonistico.  
Il metodo è semplice: si fotografano cumuli di rifiuti, si pubblicano post indignati, si gridano accuse di disorganizzazione… e si omette accuratamente tutto ciò che spiega il perché quei cumuli esistono. 

E' la strategia del verosimile si racconta ciò che appare vero purchè serve a infangare. 
Panarea è l’unica isola delle Eolie priva, da sempre, di un’area di trasferenza dei rifiuti. Non per caso, ma per volontà dei locali ed oggi da una serie infinita di ricorsi — tutti respinti  — presentati da residenti e villeggianti contrari alla sua realizzazione. 
Risultato: la nave dedicata alla raccolta passa ore e ore ferma in banchina a fare da “polmone” dei rifiuti, sottraendo tempo al servizio nelle altre isole. Anche con doppio turno estivo, il sistema non potrà mai funzionare al meglio .
Eppure, nelle proteste e nei post indignati, questa premessa indispensabile non compare mai, proprio mai. È più comodo far credere che il problema sia la “disorganizzazione comunale”, non l’assenza — voluta da alcuni — dell’unica infrastruttura che renderebbe possibile un servizio efficiente.

Stessa storia per l'approvvigionamento idrico. 
Panarea non ha risorse proprie e dipende da impianti e navi. L’amministrazione ha avviato la realizzazione del dissalatore, opera indispensabile. Anche qui, però, una pioggia di ricorsi al TAR — sempre respinti — ha tentato di bloccare l’unica soluzione strutturale.
Poi, naturalmente, ci si lamenta della scarsità d’acqua. È il classico caso in cui si tenta di spegnere l’incendio con la benzina.
C’è qualcosa di profondamente comico e tragico nel vedere chi ostacola per anni le opere necessarie, lamentarsi, poi, del fatto che i problemi non si risolvono. È una forma di autolesionismo: prima si impedisce la cura, poi si protesta perché la malattia non passa.
Un comportamento che ricorda più il francazzismo da bar che la saggezza di una comunità che vuole crescere.
Si grida allo scandalo, si pubblicano foto, si inventano colpe… ma mai, proprio mai, si citano le cause reali.
È la politica del “lamentarsi per sport”, quella che preferisce il post indignato alla soluzione concreta. 

Un'informazione faziosa non costruisce cittadini consapevoli: Costruisce solo indignati di professione, pronti a reagire ma mai a capire. Senza le premesse, senza chiarezza sulle cause, senza la verità dei fatti, l’indignazione diventa rumore, non coscienza civica. 
Un esercizio di autolesionismo pubblico, più vicino all’autolesionismo che alla saggezza di una comunità che vuole crescere.

La realtà: per la prima volta si stanno costruendo le opere necessarie. 
L’attuale amministrazione ha scelto la strada più difficile: affrontare le cause, non le conseguenze.
Sta realizzando l’area di trasferenza dei rifiuti, sta portando avanti la costruzione del dissalatore, sta intervenendo sulle infrastrutture che per decenni sono state ignorate. 
Vale la pena ricordare — con calma e senza effetti speciali — che tutte le opere in corso sono collocate nelle aree previste dal piano regolatore vigente, pienamente conformi alle norme. Non si tratta di improvvisazioni, né di “colpi di mano”: è semplice pianificazione urbanistica, quella che si dovrebbe applaudire e che invece qualcuno finge di non vedere.
Chi oggi parla di “disorganizzazione” dimentica — o finge di dimenticare — che senza queste opere qualsiasi servizio è tecnicamente impossibile. E che proprio chi protesta è spesso lo stesso che ha ostacolato, ed ancora oggi, cerca di ostacolare la loro realizzazione.
La disinformazione è un gioco di prestigio: si mostra ciò che conviene e si nasconde ciò che spiega. Ma i problemi di Panarea non si risolvono con le foto, né con i post indignati e dei falsi indignati .
Si risolvono con le opere.  E per la prima volta, finalmente, si stanno facendo. 

*Assessore

di Marcello Acunto

Leggo indignato la nota dell’Assessore Comunale Gianni Jacolino “Panarea, le opere strutturali sono l’unica risposta ai problemi di rifiuti e approvvigionamento idrico”.
Sono indignato perché detto signore, si permette di definire “francazzisti da bar” noi cittadini che cerchiamo di difendere democraticamente i nostri diritti da loro “Fancazzisti Pubblici” che continuano a “far cazzate” spacciandole per opere d’arte. Pubblico alcune foto di una piccola parte del patrimonio paesistico nel quale i “Fancazzisti Pubblici” vorrebbero continuare a far cazzate.
Intanto all’Assessore (tale perché eletto anche dai Francazzisti da bar), faccio notare che il TAR di Catania ha accolto il ricorso presentato da residenti ed operatori turistici contro la realizzazione del centro di raccolta e compattazione dei rifiuti nella località Iditella a Panarea, ritenuto inadatto e di disturbo per la zona residenziale (Sentenza n.623/2026).
Va chiarito ancora che Panarea è un’isola di soli tre Km quadrati per cui è molto difficile (e forse impossibile) trovare una località in cui fare raccolta e trattamento dei rifiuti. Spetta ai “Fancazzisti Pubblici” trovare le giuste soluzioni che non significa spostare il problema per favorire gli amici a discapito di altri. 
L’attuale situazione, a serio rischio sanitario, a questo punto, sembrerebbe voluta e suggerita da atteggiamento vendicativo e punitivo. Spero di sbagliarmi, sarebbe troppo grave.

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