Panarea, 'Per raggiungere casa ho chiamato i Carabinieri..' di Marcello Acunto
Panarea. Per raggiungere casa ho chiamato i Carabinieri
di Marcello Acunto
Intelligenza Artificiale e non
Come ogni anno anche questo, poco prima del 29 Giugno, sono rientrato a Panarea per i miei tre mesi di vacanze estive, visto che Panarea negli altri mesi è diventata invivibile per motivi che non sto ad elencare perché già noti a tutti. Ovviamente i soliti insormontabili ostacoli ed inconvenienti tra i quali i lavori pubblici sulle stradine dell' isola per il posizionamento delle tubazioni per l'inutile realizzazione del dannoso quanto inutile dissalatore che non funzionerà come sono inutili, dannosi e non funzionano quelli già realizzati a Lipari e Vulcano. Tutto ciò nonostante le vive proteste e denunce di moltissimi cittadini e ambientalisti che sanno, oltretutto, cosa significa la criminale distruzione della Posidonia.
Dopo qualche giorno di permanenza nella mia casa di Panarea, a causa della strada comunale impraticabile e solo qualche volta percorribile con i Taxi, sono caduto con il mio motorino e mi sono fatto notevolmente male. Invece di presentare denuncia con richiesta di danni, visto che era già passato il giorno 4 di luglio, sono partito con la famiglia per concedere all' impresa esecutrice il tempo per ultimare i lavori (il blocco assoluto di tutti i lavori, pubblici e privati, è dal 4 di Luglio al cinque di settembre). Sono ritornato a Panarea, con bagagli e famiglia , il 27 Luglio 2026 incontrando la situazione identica anzi peggiorata.
Nessuno dei tanti quaquaraquà che si incontrano per l'isola ha mai mosso un dito perché ciascuno, come sempre, preferisce prendere il fuoco con le mani degli altri. Per raggiungere casa ho dovuto chiamare i Carabinieri. L' amministrazione comunale responsabile non muove un dito e non si impiccia, come è desiderio di qualcuno, ma è impegnata a vincere l' immaginario braccio di ferro. In ogni caso potrebbe essere il motivo per spiegare che la Legge NON consente il sequestro di persona per lavori pubblici né altro; che la via pubblica (strada principale lato Iditella) non può essere chiusa completamente ma parzialmente lasciando il comodo e pulito passaggio per il transito di macchine, taxi e mezzi di soccorso e dei venditori ambulanti.
Che se qualcuno si fa male o subisce danni deve essere risarcito adeguatamente. Che, in ogni caso tutta la viabilità deve essere restituita integralmente e degnamente ai cittadini, per ora, fino al giorno cinque settembre 2026.