Messina, le morti sospette al Papardo: per il primo caso i periti scagionano gli indagati

Sulle «morti sospette» all’ospedale Papardo di Messina, con 11 persone indagate dalla Procura, tra sanitari e dirigenti, per omicidio colposo dopo le denunce dei familiari dei pazienti deceduti nella struttura ospedaliera, la perizia tecnica sul primo caso - quello di Gaetano Tommaso Bombaci, 66 anni, deceduto poco dopo l'intervento chirurgico il 24 settembre del 2024 - scagiona medici e azienda.

Per i consulenti incaricati dall’accusa le procedure di sanificazione furono attuate nel rispetto della normativa per la prevenzione delle infezioni e l’approccio diagnostico-terapeutico dei sanitari fu adeguato. A distanza di un anno dal dissequestro delle sale operatorie di cardiochirurgia del Papardo, scrive la Gazzetta del Sud, la consulenza medico-legale che all’epoca la pm Alice Parialò affidò a tre periti molto esperti, parla chiaro: non ci fu alcuna responsabilità né dei medici né sostanzialmente della struttura sanitaria nel decesso di Gaetano Tommaso Bombaci.

Anche un’altra consulenza affidata dalla pm sulle valvole impiantate a tre pazienti della cardiochirurgia si è conclusa con un responso netto: le valvole non avevano difetti di alcun genere, erano perfettamente funzionanti.
Sarà la pm adesso a dover tirare le conclusioni dopo il deposito di questa nuova consulenza. Mentre attende quelle sugli altri decessi.

Categoria
giudiziaria

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