Matteo Renzi ha perso la causa contro Il Fatto Quotidiano

Matteo Renzi ha perso la causa contro Il Fatto Quotidiano. 

La Corte d'Appello di Firenze ha ribaltato la sentenza di primo grado, riconoscendo gli articoli come espressione legittima di critica politica e satira, non di diffamazione.  I giudici hanno stabilito che l'uso di epiteti come "bullo", "mollusco" o "cozza" rientrava in un linguaggio dissacratorio funzionale alla critica politica, soprattutto in relazione al progetto di Italia Viva, ritenuto da Marco Travaglio una deviazione dalla vocazione di "rottamatore" originaria di Renzi. L'immagine della "cozza" è stata interpretata come metafora di un organismo che assorbe sostanze tossiche, simbolo di un politico che "trattiene" e "assorbe" i peggiori elementi da altri schieramenti. Il senatore dovrà pagare al Fatto Quotidiano 103.586,06 euro (somme e interessi legali) più 122.088,36 euro di spese legali, per un totale di 225.674,42 euro.

In un altro caso, la Cassazione ha annullato una precedente condanna a Travaglio, non diretto contro Renzi, in cui il direttore del Fatto era stato condannato a risarcire Tiziano Renzi (fratello di Matteo) per 50mila euro.  La Corte ha stabilito che non era stato considerato il diritto di critica, sottolineando che la libertà di espressione e la satira politica sono protette dalla Costituzione e dalla Cedu. I giornali tirano un sospiro di sollievo.

Categoria
giudiziaria

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