Marettimo, stop al dissalatore: lavori sospesi, atti in Procura e nodo autorizzazioni

Marettimo, stop al dissalatore: lavori sospesi, atti in Procura e nodo autorizzazioni
Stop al dissalatore di Marettimo. La Soprintendenza ai beni culturali di Trapani ha ordinato l’immediata sospensione dei lavori in via Tramontana e ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica, rilevando che il cantiere è stato avviato senza il rispetto delle condizioni obbligatorie previste nell’autorizzazione rilasciata nel 2024.

Il provvedimento richiama la tutela paesaggistica dell’intera isola e mette nero su bianco un punto preciso: l’ok della Soprintendenza era subordinato a passaggi vincolanti. In particolare, la trasmissione del progetto esecutivo per la definitiva approvazione, la comunicazione formale dell’inizio dei lavori con un preavviso minimo e la designazione di un archeologo incaricato della sorveglianza durante le attività. Prescrizioni che, secondo quanto rilevato, non risultano rispettate.

Da qui l’ordine di sospensione immediata e il richiamo anche alle possibili conseguenze penali in caso di inosservanza.
Il caso nasce da una segnalazione puntuale. Nei giorni scorsi l’ingegnere Emilio Milana, proprietario di un immobile nelle immediate vicinanze dell’area interessata, ha presentato due diffide formali nel giro di poche ore.

Nella prima ha denunciato l’avvio delle trivellazioni in un contesto residenziale senza evidenza pubblica delle autorizzazioni; nella seconda ha contestato in modo più tecnico il quadro amministrativo, sostenendo che la Valutazione di incidenza ambientale non costituisce titolo abilitativo all’esecuzione dei lavori e chiedendo chiarimenti su autorizzazioni edilizie, paesaggistiche e sull’eventuale concessione demaniale per la captazione dell’acqua marina.

Le attività, secondo quanto segnalato, riguardavano perforazioni per la realizzazione di un pozzo funzionale all’impianto. Un punto particolarmente sensibile, perché collocato a ridosso delle abitazioni. Nelle ipotesi progettuali, infatti, il sistema prevede una fase di captazione dell’acqua marina e un successivo trasferimento verso un’area più interna, dove dovrebbe essere installato l’impianto di dissalazione vero e proprio, con collegamenti e infrastrutture a supporto.

Il Comune di Favignana aveva respinto le contestazioni, parlando di indagini tecniche propedeutiche alla progettazione esecutiva e sostenendo la regolarità dell’iter. L’amministrazione ha inoltre chiarito che il progetto rientra nel programma PNRR “Isole Verdi” e che la procedura di Valutazione di incidenza ambientale si è conclusa con esito favorevole, con il coinvolgimento degli enti competenti.

Due letture opposte degli stessi fatti. Per il Comune attività preliminari compatibili con il quadro autorizzativo, per il privato interventi già sostanziali che richiedono titoli specifici. È su questo punto che interviene la Soprintendenza, senza entrare nel merito del confronto ma verificando il rispetto delle condizioni imposte: condizioni che, allo stato, non risultano adempiute.
Intanto sull’isola cresce la preoccupazione tra i residenti. Il tema non riguarda solo la disponibilità di acqua, ma anche la collocazione dell’impianto e il suo impatto sul contesto abitato.

 Le criticità segnalate riguardano soprattutto la vicinanza alle case, con timori legati al rumore continuo dei macchinari, alla movimentazione tecnica e agli effetti ambientali del processo di desalinizzazione.
A pesare è anche la questione delle priorità. Da tempo viene indicata come urgente la realizzazione del sistema fognario e del depuratore, considerati interventi essenziali per l’isola, ma su cui non risultano ancora cantieri avviati. Un ritardo che alimenta il malcontento e che si intreccia ora con lo stop al dissalatore.
La sospensione dei lavori segna quindi un passaggio chiave. Il cantiere è fermo, l’iter deve essere regolarizzato e la vicenda entra in una fase nuova, tra verifiche, responsabilità e possibili sviluppi anche sul piano giudiziario.(tp24.it)

Categoria
giudiziaria

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