Lipari, Spiaggia di Porto delle Genti 'Chi ha fallito?' PHOTO GALLERY PRIMA E DOPO

di Danilo Conti*

PORTO DELLE GENTI: UN’OPERA PUBBLICA PRIMA CONTESA E POI ABBANDONATA. CHI HA FALLITO?
La vicenda della spiaggia di Porto delle Genti richiede una lettura completa e priva di semplificazioni.
Parliamo di un intervento dal valore di diversi milioni di euro, un percorso avviato dalla precedente amministrazione e non concluso entro la fine del mandato. L’opera è stata successivamente ripresa e completata dall’attuale Amministrazione, che ne ha rivendicato il risultato in termini di capacità operativa e gestionale.
Nel dibattito pubblico, anche attraverso i canali riconducibili al movimento “Rinascita Eoliana”, il progetto è stato più volte presentato come esempio di efficacia amministrativa. Numerose le foto pubblicate e condivise che presentavano una spiaggia finalmente tornata ai vecchi splendori e superfici d’un tempo.
Gli eventi successivi impongono però una riflessione diversa.

A seguito di una seconda mareggiata di significativa intensità, la spiaggia è tornata a scomparire, compromettendo di fatto l’intervento realizzato e riportando il contesto a una condizione di criticità.
In questo quadro, è necessario riportare l’attenzione su alcuni elementi oggettivi:
- ogni opera pubblica nasce da una progettazione tecnica;
- ogni progetto è sottoposto a verifiche e validazioni;
- ogni fase esecutiva richiede controllo e responsabilità precise.
Committente, progettista, esecutore, controllore, realizzatore. Chi ha fallito?

Quando il risultato non regge alle condizioni ambientali “ampiamente prevedibili”, è doveroso attivare un processo di verifica puntuale: progettuale, esecutivo e amministrativo. Lo si deve quale forma di rispetto alla popolazione, perché la questione riguarda l’utilizzo di risorse pubbliche e, quindi, l’interesse diretto della comunità, oltre al rispetto di chi per queste opere si è speso nel corso della propria vita. 
Porto delle Genti, inoltre, non è un luogo qualsiasi. Nella tradizione locale è associato all’approdo delle reliquie di San Bartolomeo, oggi patrono dell’isola, elemento che ne rafforza il valore simbolico e identitario oltre a quello urbano e turistico. È l’unica spiaggia prossima al centro storico, inserita in un contesto che, pur mantenendo la classificazione di area portuale e quindi non ancora balneabile, conserva una funzione centrale nell’immaginario collettivo e grandi potenzialità di fruizione.

Per queste ragioni:
1) è necessario chiarire in modo trasparente le responsabilità tecniche e amministrative;
2) è opportuno valutare le eventuali conseguenze derivanti da errori o carenze nelle fasi di progettazione, verifica ed esecuzione;
3) è indispensabile riconsiderare l’intervento con criteri adeguati alle dinamiche marine del sito;
4) è prioritario restituire alla comunità uno spazio che ha valore storico, simbolico e potenziale rilevanza turistica.
Una gestione corretta delle opere pubbliche si misura sulla capacità di affrontare e chiarire anche gli esiti problematici, non soltanto quelli favorevoli.

*Presidente Comitato Eolie 2030 

Categoria
opinioni

Articoli correlati

19 aprile 2026

C'è posta per 'Il Notiziario'. Lipari, 'a Calandra marciapiede...scomparso'

'E nel lungomare di Canneto anche il nuovo marciapiede con la pavimentazione già saltata. Ma il cemento si usa o non si usa?'

19 aprile 2026

Lipari, al Cirs di Canneto finalmente arrivano i diplomi

Per la gioia di studenti, genitori e anche dei dirigenti e docenti scolastici...

19 aprile 2026
19 aprile 2026

Eolie Pride, primo appuntamento 2026

Convocata un’assemblea pubblica aperta a tutti...