Lipari, Orto e company 'il record degli sprechi di Gullo: 5 dirigenti per un costo di 500-600 mila euro l'anno..'
di Gaetano Orto, Raffaele Rifici, Cristina Dante, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Angelo Portelli, Giorgia Santamaria*
5 DIRIGENTI, MEZZO MILIONE BRUCIATO: IL RECORD DEGLI SPRECHI DI GULLO
L’Amministrazione Gullo continua a collezionare record. Purtroppo, non quelli della buona amministrazione, ma quelli degli sprechi e delle scelte incomprensibili, consumate mentre il Comune arranca tra difficoltà di bilancio e servizi sempre più carenti.
Con gli ultimi atti è stato raggiunto un livello mai visto: 5 dirigenti per un Comune di poco più di 12.000 abitanti, per un costo stimato tra i 500 e i 600 mila euro annui.
Un’enormità.
Un’anomalia.
Uno schiaffo ai cittadini.
Ricordiamo che la dirigenza non è nemmeno obbligatoria per enti delle nostre dimensioni, essendo prevista solo sopra i 15.000 abitanti. Nella provincia di Messina esiste solo a Messina (obbligatoria 250ml abitanti) , Barcellona PG (obbligatoria 40ml abitanti), Milazzo (obbligatoria 30ml abitanti) e Lipari (facoltativa 12ml abitanti). Eppure qui non solo la si mantiene, ma la si espande senza alcun criterio, fino a livelli che sfiorano il ridicolo.
Siamo arrivati al paradosso di avere lo stesso numero – e in questo momento addirittura più dirigenti – di Comuni come Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, realtà da 30.000 e 40.000 abitanti, dove peraltro diversi settori sono affidati ad interim.
Il confronto con Messina è impietoso: oltre 250.000 abitanti e appena 8 aree dirigenziali. Qui invece si moltiplicano incarichi e poltrone senza alcuna proporzione, con appena 12.000 abitanti.
La verità è semplice: questa Amministrazione ha scelto di gonfiare la macchina dirigenziale e i propri “generali”, invece di rafforzare i servizi e il personale che ogni giorno manda avanti il Comune.
E mentre si racconta ai cittadini – come fatto dall’Assessore Iacolino – che non ci sono fondi per sistemare le strade, che si interviene solo in emergenza, che mancano le risorse per la manutenzione ordinaria, si trovano invece centinaia di migliaia di euro per nuovi incarichi dirigenziali.
Il caso più emblematico è quello del dott. Domenico “Nico” Russo:
appena stabilizzato e immediatamente premiato con un incarico dirigenziale, senza che sia stata avviata alcuna procedura comparativa pubblica, senza una manifestazione di interesse aperta all’interno dell’Ente, senza trasparenza e senza un reale confronto tra le professionalità disponibili.
Una scelta che solleva interrogativi pesanti:
dov’è il merito?
dov’è la trasparenza?
dov’è il rispetto delle pari opportunità tra i dipendenti?
Vogliamo credere che non si tratti di scelte discrezionali orientate da logiche di vicinanza e fedeltà. Ma il dubbio è legittimo, perché i fatti vanno in quella direzione.
Quelle stesse risorse potevano essere utilizzate per assumere personale, scorrere graduatorie, rafforzare concretamente gli uffici e migliorare i servizi ai cittadini.
Si è scelto invece di moltiplicare i dirigenti. I “generali”.
Riteniamo legittima e doverosa la nomina a dirigente del Comandante della Polizia Municipale, in quanto prevista dalla normativa.
Ma tutto il resto – compresa la creazione di ulteriori settori, in particolare il IV – invece di una loro razionalizzazione, in un Comune in cui la dirigenza non è obbligatoria, rappresenta una deriva amministrativa grave, costosa e ingiustificabile.
Questa non è programmazione.
Questa non è visione.
Questa è gestione del potere.
E a pagare, come sempre, sono i cittadini.
*Consiglieri Comunali d'opposizione