Lipari e Vulcano: cinque motivi per andare alle Eolie tutto l’anno

di Alfonsa Sabatino

“Nascono dal fuoco e restituiscono la quiete”: con questa frase azzeccatissima una delle persone referenti di brand Eolie (rete di imprese e operatori turistici che ha l’obiettivo di promuovere l’arcipelago) ci ha salutato dopo una visita organizzata per svelare le isole fuori stagione, nel tentativo di valorizzare durante tutto l’anno la ricchezza di questo arcipelago paradisiaco, il primo sito italiano inserito dall’Unesco per il valore del paesaggio naturale vulcanico. Lipari e Vulcano, le due isole più accessibili dell’arcipelago, stanno lavorando sempre di più su un turismo destagionalizzato, fatto di outdoor, enogastronomia, benessere, artigianato e folklore.

Enogastronomia: Malvasia, capperi e grani antichi
Le Eolie hanno due grandi simboli gastronomici riconosciuti nel mondo intero: la Malvasia e il cappero. Il Cappero delle Eolie Dop viene coltivato su circa 13 ettari distribuiti tra le isole, con una produzione limitata ma molto identitaria. La raccolta continua a essere fatta a mano e molte aziende hanno iniziato a trasformarlo anche in creme, conserve e marmellate. Intorno al cappero stanno nascendo vere e proprie esperienze gastronomiche, quasi sempre abbinate al vino, che in un bicchiere porta tutta l'identità vulcanica ed eroica delle isole. Accanto alla storica Malvasia delle Lipari passita, negli ultimi anni molte cantine stanno lavorando anche sulla Malvasia secca, insieme a bianchi minerali e rossi leggeri apprezzati in tutto il mondo.


Tra le realtà più interessanti ci sono la Cantina Virgona, che unisce appunto produzione vinicola e trasformazione dei capperi, e propone degustazioni e visite guidate ai vigneti per conoscere i metodi di coltivazione, i sistemi di appassimento e vinificazione, fino all’imbottigliamento; la Tenuta di Castellaro che ha trasformato le vigne vista mare in una vera esperienza turistica con degustazioni, picnic tra i filari, visite guidate, cooking class e perfino tre residence per dormire immersi nei vigneti. Particolarmente suggestiva la cantina, scavata sottoterra fino a 17 metri di profondità: qui le pareti e le colonne lasciano visibili le stratificazioni vulcaniche accumulate nel corso di migliaia di anni, trasformando la degustazione quasi in un viaggio geologico. Anche l’azienda agricola Caravaglio lavora moltissimo sulle esperienze legate al territorio, tra tour dedicati a vino e capperi, degustazioni al tramonto e passeggiate nelle coltivazioni.

Non solo vino e capperi. L’azienda agricola Mandarano sta lavorando al recupero di antichi grani eoliani quasi scomparsi, come la Janchedda e il Barbettune. Tutto parte dai semi recuperati e dalla volontà di riportare sulle isole varietà che per anni avevano smesso di “danzare” nei campi di Lipari. Le farine vengono macinate a pietra e trasformate in pane, pasta e perfino in una birra artigianale, la Margherì, “la bionda eoliana”.

A Vulcano, invece, una delle esperienze più autentiche è quella dell’azienda agricola Lo Piccolo, considerata oggi l’ultima realtà pastorale dell’arcipelago a produrre formaggi direttamente sull’isola con il latte del proprio allevamento. Le capre pascolano libere sulle pendici del vulcano, tra ginestre, cisto e macchia mediterranea; la mungitura continua a essere fatta a mano due volte al giorno e il caseificio lavora soprattutto ricotte fresche, primosale e formaggi aromatizzati con ingredienti del territorio, dai capperi al pistacchio fino al pepe nero.

Tutti questi ingredienti, di terra e fuoco, vengono reinterpretati anche da una ristorazione di livello sempre più riconosciuta. A Lipari il nome storico resta il Ristorante Filippino, aperto dal 1910 e diventato una vera istituzione dell’isola, con cucina eoliana e pescato rigorosamente locale. A Vulcano invece il volto della cucina contemporanea è quello di Davide Guidara, chef del ristorante vegetale I Tenerumi all’interno del Therasia Resort Sea & Spa. Qui l’alta cucina lavora quasi esclusivamente sul mondo vegetale, tra orti, erbe spontanee, fermentazioni e ingredienti coltivati direttamente sull’isola. Un approccio radicale e sostenibile che ha portato il ristorante a conquistare due stelle Michelin e la stella verde.

Per una sosta autentica e dolce? A Lipari, vicino a Marina Corta, Arte e Sapori è una pasticceria tradizionale dove assaggiare la granita al gusto mandorla, pistacchio, mandarino o caffè con panna, ma anche dolci tipici come i Sesamini al miele e sesamo, le Nacatole fritte e speziate, la Spicchitedda ripiena di fichi secchi, oltre naturalmente a Cassate e Cannoli.

Musei, ossidiana e percorsi del confino
Lipari concentra gran parte del patrimonio storico e culturale dell’arcipelago, spesso oscurato dal mare da cartolina. Il cuore della visita è la Cittadella, l’antica acropoli fortificata che domina il porto. Lassù, in pochi metri, si sovrappongono epoche diversissime: resti greci, romani, normanni, spagnoli e borbonici costruiti uno sopra l’altro in una continua stratificazione difensiva. Per secoli questo promontorio ha avuto un ruolo strategico fondamentale per il controllo delle rotte del Mediterraneo e non a caso Lipari è stata più volte fortificata, assediata, ricostruita e utilizzata anche come luogo di isolamento ed esilio.

Il Museo Archeologico Eoliano Luigi Bernabò Brea permette di comprendere la storia delle isole, dal Neolitico fino all’epoca greca e romana. La sezione dedicata al Neolitico racconta il ruolo centrale dell’ossidiana nelle Eolie, con utensili, lame, oggetti da taglio, gioielli e strumenti commercializzati in tutto il Mediterraneo; mentre nella sezione ellenistica, tra i reperti più particolari si trova la collezione di oltre duemila pezzi di maschere teatrali della Tragedia Antica, legate al culto di Dionisio e utilizzate nei rituali funerari, e alcune rarissime statuette funerarie dell'Antico Egitto, ritrovate solo a Lipari e nella terra del Nilo. Accanto al museo si trovano la grande Cattedrale e il chiostro normanno, ricostruito utilizzando elementi recuperati dalle strutture precedenti distrutte nei secoli.

Poco distante, vicino al corso principale, merita una visita anche il Museo Diocesano, ospitato nella residenza del vescovo e aperto tutto l’anno nei fine settimana, che raccoglie opere e tele che raccontano la grande fede degli isolani.

Da non perdere, sulla piazza di Marina Corta, considerata il salotto di Lipari, la piccola chiesa nel mare, Chiesa delle Anime del Purgatorio, che - oggi sconsacrata - ospita un presepe permanente artigianale realizzato a mano in cartapesta e Das. I personaggi rappresentano persone realmente esistite dell’isola, e gli stessi Re Magi sono stati sostituiti dai Cantori delle Eolie.

Lipari è stata protagonista anche di una storia meno conosciuta: quella del confino fascista. Durante il regime l’isola ospitò numerosi oppositori politici e oggi un percorso con QR code https://ipercorsidelconfinolipari.it/index.asp?q_code=A13&q_lng=it permette di ripercorrere luoghi e storie dell’esilio. Sempre perdendosi nei vicoli del centro, si può scoprire la street art che ha iniziato a trasformare il volto del centro storico, soprattutto nella zona di via Nuova dei Murales, grazie alle opere firmate dall’artista Demetrio Di Grado, noto soprattutto per il suo progetto di riqualificazione urbana #Portedartista.

Infine, per comprendere l'essenza dell'isola di Lipari, è necessaria l'escursione alla vecchia cava di pomice, uno dei luoghi più surreali dell’isola. Per decenni la pomice è stata il motore economico di Lipari, insieme all’ossidiana. Poi l’ingresso delle Eolie tra i siti UNESCO e i problemi ambientali hanno portato alla chiusura definitiva delle cave nel 2005, oggi ancora parzialmente visibili.

Fanghi e benessere: Vulcano tra zolfo e acque termali
A Vulcano il benessere arriva direttamente dal sottosuolo, ed è una delle esperienze imperdibili.

I celebri fanghi termali dell’isola sono ricchi di zolfo e minerali vulcanici e da sempre vengono utilizzati soprattutto per le loro proprietà purificanti e detossinanti per la pelle, ma anche per i benefici legati alla circolazione e al rilassamento muscolare.

La pozza termale mantiene temperature intorno ai 30 gradi e il rituale è semplice: immersione breve, massimo venti minuti – meno durante l’estate – alternando bagni e applicazione dei fanghi sul corpo. Il consiglio degli isolani è di spalmarli direttamente sulla pelle e lasciarli asciugare qualche minuto all’aria prima di risciacquarsi nella pozza, così da permettere al fango di ridepositarsi naturalmente.

Meglio evitare viso e capelli: il fango negli occhi brucia parecchio e sui capelli tende a seccare molto. Attenzione anche ai gioielli in argento, che con lo zolfo si ossidano rapidamente, e agli oggetti lasciati vicino alle fumarole, dove il terreno può diventare rovente e fonderli.

Dopo i fanghi, il rituale continua quasi sempre con un tuffo nel mare lì accanto, dove alcune sorgenti termali si mescolano direttamente all’acqua salata creando punti naturalmente più caldi anche nei mesi meno estivi. L’odore intenso di zolfo resta addosso per qualche ora, ma fa parte dell’esperienza. E no, il costume non si rovina.

Trekking, vela e immersioni tutto l’anno
Le Eolie non sono soltanto barche a vela e spiagge estive. Sempre più viaggiatori scelgono l’arcipelago proprio per le attività outdoor, soprattutto nei mesi meno caldi. I 290 chilometri di sentieri permettono trekking molto diversi tra loro: crateri vulcanici, mulattiere panoramiche, antiche strade rurali e percorsi sospesi tra mare e macchia mediterranea, spesso abbinati alle degustazioni di prodotti tipici. A Vulcano il percorso più famoso resta quello che sale al Gran Cratere della Fossa, circa un’ora e mezza di cammino tra terra nera, fumarole e vista aperta su Lipari, Salina e Stromboli. Molto bello anche il sentiero che conduce alla Valle dei Mostri e al Piano, tra rocce modellate dal vento e vegetazione mediterranea. A Lipari invece uno degli itinerari più apprezzati è quello verso le Cave di Caolino e Quattrocchi, tra vecchie cave colorate, scogliere a picco sul mare e panorami che al tramonto diventano spettacolari.

Lipari sta crescendo anche sul fronte del cicloturismo e del gravel, con strade panoramiche poco trafficate e percorsi che alternano mare, cave di pomice, salite di terra nera vulcanica e piccoli borghi. Tra i percorsi più interessanti c’è l’anello che attraversa Canneto, Acquacalda e le ex cave di pomice per poi risalire verso Quattropani, uno dei punti panoramici più belli dell’isola, con vista aperta su Salina, Filicudi e Alicudi. Fuori stagione il clima più fresco rende pedalare decisamente più piacevole rispetto ai mesi centrali dell’estate.

Per i più "cauti", sono diverse le proposte legate allo yoga e alla meditazione, con piccoli retreat immersi nella natura vulcanica delle isole, lezioni vista mare, trekking all’alba e pratiche al tramonto. Restano naturalmente molto forti anche vela, snorkeling e immersioni. Le acque delle Eolie ospitano una biodiversità marina molto ricca, comprese tartarughe Caretta Caretta monitorate da associazioni e centri di recupero specializzati (in caso di avvistamenti o animali in difficoltà, il consiglio è sempre quello di contattare la Guardia Costiera o i centri locali autorizzati).

Folklore, artigianato e piccoli eventi fuori stagione
Oltre ai fuochi del 24 di agosto, sono tanti gli appuntamenti folkloristici e culturali per scoprire il lato più autentico delle isole. I Cantori Popolari delle Isole Eolie continuano a mantenere viva la tradizione musicale e teatrale dell’arcipelago con appuntamenti distribuiti durante tutto l’anno, soprattutto nei momenti più sentiti della tradizione religiosa e popolare. La Domenica delle Palme, per esempio, le vie del centro di Lipari ospitano la rappresentazione sacra dell’Ultima Cena e della Passione di Cristo, accompagnata dalla processione delle Varette e dal suono delle tradizionali “troccole”. La notte del 24 dicembre, nella Cattedrale di Lipari, il gruppo porta in scena la storica Pastorale dedicata alla nascita di Cristo attraverso canti dialettali e animazioni corali; mentre il 26 dicembre il Parco Diana ospita il presepe vivente “E vinni lu bambineddu”. Anche l’Epifania resta molto sentita, con la rappresentazione “Arrisbigghiati pasturi” nella Basilica di San Cristoforo a Canneto.

Altro appuntamento da segnare in calendario è lo Sposalizio dei Faraglioni, momento simbolico che si svolge a settembre durante la luna piena. La leggenda racconta che i Faraglioni di Lipari, al tramonto, si “sposino” idealmente sotto la luce della luna, trasformando questo scorcio dell’isola in uno dei luoghi più suggestivi dell’arcipelago. Negli anni l’evento è diventato anche occasione per concerti, degustazioni, incontri culturali e momenti dedicati alla tradizione marinara e popolare eoliana.

Ancora fuori stagione, ci sono il Lipari Green Event, il grande giro dell’isola in bicicletta del primo maggio, e le serate del 25 e 26 settembre nella piazza di Marina Corta, dove l'associazione della Chiesa delle Anime del Purgatorio organizza tavoli all’aperto, vino e cartocci di pesce fritto venduti a prezzo simbolico per raccogliere fondi per la riqualificazione della chiesetta.

Le botteghe artigianali da non perdere? L'atelier di ceramiche di Stefano Panza, che celebra i colori eoliani blu, bianco e giallo e che all'ora di pranzo ospita acquirenti e turisti per un pranzo informale in bottega, e le fragranze di Profumi di Lipari, che reinterpretano il territorio attraverso note saline, agrumate e speziate.

Informazioni pratiche
Lipari e Vulcano si raggiungono facilmente da Milazzo grazie ai collegamenti di Liberty Lines, attivi durante tutto l’anno, anche per le isole minori. Per dormire, a Vulcano il riferimento luxury è il Therasia Resort Sea & Spa, sospeso sul mare nero dell’isola. A Lipari invece le opzioni sono molto varie: dall’Hotel Rocce Azzurre, a strapiombo sul mare, fino alle diverse strutture della Aeolian Charme Collection distribuite in vari punti dell’isola. Per escursioni e attività organizzate, il tour operator Le Isole d’Italia è un ottimo riferimento sia per pacchetti pronti sia per esperienze personalizzate.(lastampa.it/viaggi/italia)

Categoria
turismo

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