Lipari, dopo circa 13 anni è quasi pronto l'ascensore che condurrà sul castello
Dopo piu' circa tredici è quasi pronto l'ascensore che condurrà sul castello. I lavori sono stati realizzati dalla ditta Fox srl di Gioiosa Marea.
Nell'ascensore per l'acropoli con recupero della struttura e dei macchinari con la valorizzazione della galleria d'accesso difatti sono stati finalmente ultimati i lavori. L'opera è rientrata nel programma operativo di azione e coesione complementare al Pon “Cultura e sviluppo” Fesr 2014/2020 rafforzamento delle dotazioni culturali. E' stata finanziata dall'assessorato regionale dell'identità siciliana con quasi 300 mila euro. Stazione appaltante il dipartimento dei beni culturali e identità siciliane e il parco archeologico delle isole Eolie. Responsabile unico del procedimento Rosario Vilardo e coordinatore per la sicurezza o, e supporto al rup Giuseppe Lumia. Direttore dei lavori Roberto Sannasardo. Responsabile del servizio di prevenzione Francesco Marotta e direttore tecnico Francesco Barbitta
Si tratta di una delle opere milionarie che non ha avuto fortuna, ma adesso potrebbe essere la volta buona soprattutto per i disabili e gli anziani che dalla via Garibaldi dove è situata la struttura potranno raggiungere la roccaforte del castello.
I retroscena. L'ascensore non funziona dalla sua installazione, che risale al 2003, tranne che per 10 giorni successivi al collaudo.
Dopo l’imprevisto si accertò che il microclima all'interno della "fossa", alta più di 40 metri, fu avverso, soprattutto per le parti metalliche che subirono un processo di "carbonatazione". Tutto il sistema venne aggredito dalla ruggine: le pulegge, le porte a sagoma inflessa della cabina non funzionarono piu’ sui binari perché i cuscinetti d'acciaio, appositamente progettati, si arrugginirono.
L'opera, finanziata con fondi regionali nel 2003, costò circa 750 mila euro e partì da un'idea dell'architetto Gesualdo Campo, ex direttore della Sovrintendenza di Messina.
Il progetto ebbe i pareri favorevoli della soprintendenza di Messina. La cabina venne progettata appositamente da un'azienda di Catania.