Lipari, cavea teatrale: firmata la convenzione di Riccardo Gullo L'intervento

di Riccardo Gullo*

Cavea teatrale: la convenzione, tornata al vaglio del Direttore del Parco Archeologico delle Isole Eolie e dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana per via di un emendamento proposto dall’opposizione,  è stata definita e sottoscritta.

Erano passati ben 15 giorni prima che si tenesse venerdì scorso, 19 c.m., la riunione consiliare per l’approvazione della nuova convenzione tra il Comune di Lipari e il Parco Archeologico delle Isole Eolie per l’utilizzazione del teatro all’aperto ubicato nel Castello di Lipari e ne sono passati invece soltanto 5 per la sua sottoscrizione definitiva, 
  Nonostante sia stato presentato e votato dall’opposizione un emendamento su divieti, garanzie, principi, ecc., riguardanti circostanze non previste dalla convenzione e comunque assenti anche in quella precedente, oggi, dopo l’assenso dell’Assessorato la convenzione è stata finalmente sottoscritta.

La nuova convenzione, differentemente da quella sottoscritta dalla precedente Amministrazione, contiene il riconoscimento della realizzazione della struttura teatrale, alla fine degli anni ’70, da parte del Comune e, finalmente, l’affidamento al Comune per una gestione celere, strutturata ed economicamente sostenibile per le associazioni e i soggetti che operano sul territorio.
   Oggi stesso gli uffici si sono attivati per dare delle risposte più rassicuranti a chi ha investito in attività sociali e culturali, e per recuperare il ritardo accumulatosi nell’iter consiliare al fine di non compromettere i programmi culturali e di spettacolo che riguardano il prestigioso sito ubicato nel Castello di Lipari.

*Sindaco 

L'INTERVENTO 

di Gaetano Orto Cristina Dante Lucy Iacono Adolfo Sabatini Raffaele Rifici Angelo Portelli Giorgia Santamaria*

I FATTI PARLANO CHIARO: CONVENZIONE PER LA GESTIONE DELLA CAVEA APPROVATA DALLA SOLA MINORANZA E FIRMATA DAL DIRETTORE DEL PARCO ARCHEOLOGICO IN UNA SETTIMANA. L'EMENDAMENTO ERA UN PROBLEMA SOLO PER GULLO, NON CERTO DELLA REGIONE. SENZA LA MINORANZA OGGI NON CI SAREBBE STATA ALCUNA CONVENZIONE DA FIRMARE.

Accogliamo con soddisfazione la sottoscrizione della convenzione tra il Comune di Lipari e il Parco Archeologico delle Isole Eolie per l'utilizzo della Cavea Teatrale del Castello. Una convenzione che oggi esiste esclusivamente grazie al senso di responsabilità dei consiglieri di minoranza.

È bene ricordarlo ai cittadini: i consiglieri che fanno riferimento al Sindaco Gullo hanno votato contro la convenzione emendata dal Consiglio Comunale. Se la minoranza non l'avesse approvata con i propri voti, oggi non vi sarebbe stata alcuna convenzione da sottoscrivere e nessuno potrebbe utilizzare la Cavea.

Questo è il primo fatto. Il secondo fatto è che l'emendamento approvato dal Consiglio non ha creato alcun problema all'Assessorato Regionale né al Parco Archeologico. Anzi, la convenzione è stata sottoscritta appena sei giorni dopo la sua approvazione.

Se davvero l'emendamento avesse creato i problemi catastrofici descritti dal Sindaco e dai suoi sostenitori, oggi saremmo ancora in attesa di autorizzazioni, pareri e chiarimenti.

Invece non è accaduto nulla di tutto ciò. L'Assessorato e il Parco Archeologico hanno dimostrato in meno di una settimana ciò che noi sostenevamo fin dall'inizio: l'emendamento non alterava minimamente i rapporti tra Comune e Regione, non modificava gli obblighi delle parti e non metteva in discussione la convenzione.

Quale altra giustificazione tirano fuori dal cilindro i consiglieri che fanno riferimento a Gullo, visto il loro voto contrario, visto che la convenzione è stata comunque sottoscritta e visto che è stato affermato chiaramente che l'emendamento non incideva affatto sugli accordi cardine fra le parti, ma regolamentava esclusivamente la gestione in capo al Comune?

I problemi dell'emendamento, evidentemente, erano più nella testa del Sindaco che negli uffici regionali. Del resto era apparso chiaro già durante il Consiglio Comunale che il vero fastidio non era rappresentato dai contenuti dell'emendamento, ma dal fatto che il Consiglio avesse osato modificare un testo predisposto dall'Amministrazione.

L'emendamento, infatti, non faceva altro che introdurre una semplice garanzia: impedire che in futuro la gestione della Cavea potesse essere affidata in maniera esclusiva o privilegiata a singoli soggetti, garantendo invece pluralità di accesso, trasparenza e pari opportunità per tutte le associazioni del territorio.

Una previsione di buon senso che non modifica il rapporto con il Parco Archeologico ma che tutela i cittadini da possibili utilizzi monopolistici della struttura. Se qualcuno si è infastidito per questa precisazione, forse dovrebbe spiegare il perché. Perché la domanda che molti cittadini si pongono è semplice: come mai un principio di trasparenza e di accesso per tutti avrebbe dovuto rappresentare un problema?

La verità è che i ritardi non hanno nulla a che vedere con il Consiglio Comunale. I ritardi hanno un nome e un cognome: Amministrazione Gullo. È stata l'Amministrazione a recedere dalla precedente convenzione nel mese di marzo, senza che ad oggi siano state chiarite le reali motivazioni di tale scelta. È stata l'Amministrazione a ridursi alla vigilia della stagione estiva per predisporre una nuova convenzione. È stata l'Amministrazione a tenere inutilizzabile per settimane l'aula consiliare a causa di lavori eseguiti con enorme ritardo, rendendola nuovamente fruibile soltanto pochi giorni prima del Consiglio.

Ed è stata sempre l'Amministrazione a tentare di trasformare il Consiglio Comunale in un semplice organo di ratifica, pretendendo che un atto venisse approvato senza alcuna modifica. Ma il Consiglio Comunale non è il notaio del Sindaco. Ha il diritto e soprattutto il dovere di esaminare, correggere e migliorare gli atti nell'interesse della collettività. Noi lo abbiamo fatto.

E mentre qualcuno annunciava sciagure, estati senza eventi e presunti blocchi della cultura, la realtà ha dimostrato il contrario: la convenzione è stata approvata, l'emendamento è rimasto integralmente nel testo ed entro sei giorni la Regione ha dato il proprio assenso. I fatti sono testardi. E i fatti dimostrano che l'unico vero ostacolo all'approvazione della convenzione non era l'emendamento della minoranza, ma l'ostinazione di chi riteneva che il Consiglio dovesse limitarsi ad alzare la mano e obbedire. Fortunatamente non è andata così.
*Consiglieri Comunali

Categoria
politica

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