Lipari, Bagnamre strada senza protezione. E si è già rischiata tragedia... di Agostino Cassarà

di Agostino Cassarà*

Non possiamo assolutamente dimenticare: dopo sei anni dall'evento mortale sfiorato continua la vergognosa incuria sulla SP 181 tra Lipari e Canneto. E come mai i lavori appena iniziati da pochi giorni sono stati sospesi?!
​Il 15 agosto 2020 è una data impressa a fuoco nella memoria di Lipari e di tutti noi. Lì, lungo la strada provinciale SP 181 in località Bagnamare — il cordone ombelicale che unisce il centro del paese a Canneto — abbiamo rischiato la tragedia vera. Un camion della nettezza urbana precipitò nel vuoto da un'altezza drammatica di circa 8-10 metri, tradito da muretti di contenimento ridicoli e del tutto palesi nella loro inadeguatezza.

Come ricorda e testimonia con profonda fede il sottoscritto, la vita del conducente fu appesa a un filo: da un lato l'intervento della Madonna, che la comunità venera devotamente proprio il 15 agosto e alla cui protezione crediamo fermamente; dall'altro, la prontezza eroica di un medico di Gallarate in vacanza nella zona, che si precipitò all'istante per soccorrere l'uomo. Fu proprio quel medico a dichiararlo senza mezzi termini: senza un soccorso immediato, l'autista sarebbe morto affogato o per la gravità dei traumi riportati.

​A distanza di sei anni da quel giorno da incubo, il tempo a Bagnamare sembra essersi fermato, o peggio, è tornato indietro. La situazione non è soltanto in uno stallo intollerabile, ma è persino peggiorata: le barriere protettive oggi sono ancora più fatiscenti e degradate di allora, prive di qualsiasi reale tenuta strutturale e ridotte a un puro, grottesco elemento estetico. In diversi tratti il muretto è ormai del tutto inesistente. Chi avesse dubbi sulla gravità dei fatti non deve far altro che scavare nella rete o sfogliare gli archivi del Notiziario delle Isole Eolie, dove sono ancora ben visibili i video e gli articoli dell'epoca che documentano l'accaduto in tutta la sua cruda realtà. Nonostante le battaglie incessanti e le denunce portate avanti dalle associazioni del territorio, tra le quali Futur Eolie, le istituzioni continuano a fare spallucce, lasciando regnare il menefreghismo lungo una delle arterie più trafficate dell'isola.

La prima urgenza e i cedimenti invisibili dell'asfalto
​Non ci si può girare dall'altra parte: la primissima cosa da fare, subito e senza perdere un altro secondo, è la ricostruzione e la messa in sicurezza dei muretti di protezione. Ma non basta mettere una pezza. Occorre subito dopo uno studio tecnico approfondito per un restyling globale di tutta la carreggiata. In questa stessa zona, sull'asfalto compaiono vistose fessurazioni longitudinali che nascondono un'insidia tremenda: il rischio concreto di un cedimento laterale dell'intera piattaforma stradale. Basta una combinazione di carico stradale più pesante in aggiunta a un'azione esterna, come un'intensa mareggiata o una perdita delle condutture in quella zona, che la tragedia è pronta e già confezionata!

Come se non bastasse, lungo tutto il tracciato la strada sta letteralmente affondando a causa del continuo dilavamento provocato dalle perdite delle tubazioni idriche sottostanti. Questo colabrodo sotterraneo genera buche continue e deformazioni dell'asfalto che sono autentiche trappole mortali, soprattutto per chi viaggia su due ruote. A coronare questo quadro da terzo mondo interviene la totale oscurità: manca l'illuminazione pubblica e la segnaletica notturna è del tutto assente, trasformando ogni transito serale in una roulette russa.

Cantiere farsa: la rabbia di un'intera comunità
​La misura è stracolma e la rabbia dei cittadini ha ormai superato il livello di guardia, specie dopo la beffa consumatasi poche settimane fa. Sulla SP 181 si erano finalmente visti degli operai al lavoro sui muretti, accendendo la speranza di una svolta; poi, improvvisamente e nel silenzio più totale, il cantiere è stato smantellato e i lavori interrotti. Nessuna spiegazione, zero trasparenza. A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca: è palese la sensazione che si sia trattato soltanto dell'ennesimo blitz di facciata, un contentino provvisorio per buttare fumo negli occhi ai cittadini e placare le polemiche, senza alcuna reale intenzione di completare l'opera.

​Servono fatti, non più promesse e fumo negli occhi. Qualora lungo quel tratto dovesse verificarsi un incidente mortale, ci saranno pesantissime responsabilità civili e penali a carico di chi ha il dovere istituzionale di vigilare e intervenire. Un cantiere di primaria sicurezza non può rimanere congelato per sei anni!
​L'associazione Futur Eolie, congiuntamente ad altre associazioni che speriamo si uniranno all'appello, e tutti i cittadini eoliani gridano ad alta voce il proprio profondo disgusto di fronte a quest'ennesima dimostrazione di abbandono. La Provincia Regionale di Messina, il Comune di Lipari e tutti gli organi competenti battano un colpo: la messa in sicurezza di Bagnamare e di tutte le altre criticità presenti sulle strade eoliane deve partire ora, prima che sia troppo tardi! Basta continuare a prorogare e rimandare o fare promesse fatiscenti... ADESSO... ORA... occorre intervenire, non domani!

*Prof. Ing. Vice Presidente Futur Eolie

Categoria
cronaca

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