Lipari, al Centro Studi presentato il libro 'Due passi fuori dalla vita' di Sonia Vespa
di Martina Costa
La chiamo grazia sottile, quella in cui alcune parole sanno farsi specchio dell’anima, ed è esattamente questa la sensazione che ha avvolto i giardini del Centro Studi Eoliano durante la presentazione di "Due passi fuori dalla vita", l’ultimo romanzo di Sonia Vespa. Tra le penombre di una serata d'estate che giunge al termine, con le sue luci che iniziano ad affievolirsi fino a scomparire per lasciare spazio al buio della sera, la pagina scritta si è trasformata in un luogo dell'anima, quello spazio interiore dove la letteratura smette di essere finzione per diventare vita vissuta.
Non conoscevo Sonia. Ne ho avuto l'occasione, dopo giorni di confronti e aggiornamenti telematici, e sono davvero felice, mentre digito queste parole al pc, di averne avuta la possibilità. Sonia è una Maestra, e non soltanto per professione: lo è nel modo in cui abita il mondo, con una presenza viva, vibrante, e una capacità rara di farsi attenta ascoltatrice dell'umano. Ed è proprio questa sua profonda sensibilità che si riflette interamente nel romanzo, il quale si dispiega come un'opera corale: un intreccio a quattro voci in cui l'Amicizia non è un semplice assetto narrativo, ma una presenza viva, un balsamo autentico capace di lenire i solchi del cuore.
Con una penna preziosa, nitida e intrisa di empatia, Sonia ha restituito la vita nella sua nuda e complessa verità. Non nasconde i dolori, né mitizza i traguardi, ma accoglie i fallimenti e le gioie con la stessa luminosa dignità. "Due passi fuori dalla vita" è una storia di fragilità, è vero, ma è altresì un promemoria lirico su come ogni "male necessario" custodisca in sé il germe di una rinascita. Leggere questo libro significa ricordarsi cosa si provi a (ri)tornare a sentirsi vivi!
E questo è uno dei tanti compiti della cultura: raccontare l'emozione. Perché lì fuori, a qualcuno, o forse a te che stai leggendo, e, sicuramente, a me che sto scrivendo, servirà a ricordarci che non siamo soli. È proprio questo il miracolo dell'Arte: creare ponti invisibili ma solidissimi tra le persone. E la presentazione del romanzo di Sonia non poteva che essere il coronamento più autentico di un percorso più ampio. Stasera si è conclusa una stagione ricca, intensa ed entusiasmante, che ha rinnovato ancora una volta il profondo legame tra la bellezza e la nostra terra.
Anche quest'estate il Centro Studi Eoliano si è confermato quel faro luminoso che da ben quarantacinque anni orienta, nutre e custodisce l'anima del nostro territorio. Camminare al fianco di artisti di calibro nazionale, registi, scrittori e scrittrici, accompagnandoli nell'incontro con il pubblico, è stato per tutti noi soci un privilegio altissimo, un dono del cuore prima ancora che intellettuale.
Il ringraziamento e la gratitudine più profonda vanno dunque a Nino Paino e Nino Saltalamacchia che, aprendo le porte del Centro Studi Eoliano, riescono a spalancare finestre sul mondo. Perché in un contesto insulare come il nostro, la cultura non è mai un semplice intrattenimento estivo. Va oltre, diventando un'ancora di salvezza, un soffio di meraviglia che ci tiene vivi. Tutti abbiamo bisogno di Cultura, di sentirci parte di una Comunità, di ricordarci, soprattutto, che di tutta la Bellezza che questo mondo ci ha donato dobbiamo farne tesoro. E ricordarsene, sempre.
Ci salutiamo così, con il cuore colmo di gratitudine per una serata intensa, custodendo ogni emozione. Perché non c’è buio che possa fare paura finché continuiamo a custodire, insieme, la nostra luce.