Lipari, al Centro Studi la presentazione del romanzo 'Il vento dei ricordi' di Susanna Tesoriero VIDEO
Lipari - Al Centro Studi Eoliano, la presentazione del romanzo “il vento dei ricordi” di Susanna Tesoriero.
Hanno dialogato con l’autrice, il prof Pino la Greca e la dottoressa Martina Costa.
L’intervento
di Martina Costa
Se c’è una cosa che mi piace fare più di tutte nella Vita, questa è quella di raccontare storie. Ho sempre sentito la necessità di farlo, fin da quando ero bambina e inventavo nomi di personaggi che abitavano favole e fiabe, che mi divertivo a racchiudere in un quadernino giallo.
Credo che esista un filo conduttore - che molti abbinano al colore rosso-, che abbia il potere di intrecciare i destini e le parole.
Crescendo, ho maturato la consapevolezza che le storie ti trovano sempre e che noi umani avremo sempre il bisogno, conscio o meno, di rifugiarci al loro interno. L’importanza della lettura credo stia proprio in questo: conoscere le storie degli altri, oltre alla propria. Altrimenti, il rischio che si corre è quello di ridurre la visuale, non vedendo oltre la punta del nostro naso.
Quando ho terminato di leggere "Il vento dei ricordi”, la prima cosa che ho fatto è stata scrivere un messaggio a Susanna. Non ci conoscevamo e, da lì a qualche settimana, insieme al dott. Pino La Greca (grazie Pino!), avrei curato la presentazione del suo romanzo. Eppure, ho percepito da subito una connessione empatica potente, capace di oltrepassare lo schermo tecnologico. Sono sempre stata convinta dell’esistenza di una penna dietro un foglio di carta, un’anima dietro ogni capitolo che accompagna chi scrive e chi legge fino all’ultima pagina. È la forza sottile della scrittura: perdurare nel tempo e riconciliarsi con il passato. Proprio come accade a Beatriz, la protagonista di questa storia, insieme alla Memoria.
In questi giorni, riflettevo sul significato della memoria anche attraverso le parole di Vitaliano Brancati, uscite proprio quest'anno alla prima prova scritta di italiano della maturità. La memoria può essere un’arma a doppio taglio: piacevole per i momenti felici, distruttiva per i ricordi che ti hanno ferito. Ma in ogni caso, è necessaria. E credo che la memoria funzioni un po’ come un’ economia circolare, dove dare e avere non sempre corrispondono. Ma dove ogni entrata supera di gran lunga qualsivoglia perdita. C’è tutto da guadagnare in termini di Esperienza, di Storia, di Vita. E questo libro ce lo insegna e lo porta sulle proprie spalle, spalle di donne che, di generazione in generazione, nel triangolo madre, figlia e nipote, ne custodiscono il valore. È la forza della Resilienza e della Speranza. La stessa forza motrice che, in Brancati, muove la figura di quel “vecchio di centodue anni”: un anziano padre che conserva in sé la speranza della luce e diviene faro per cieli grigi e carichi di nuvole.
Quale mano di ladri, dice ancora Brancati, sarà così “sacrilega di quella che si introduce nel più interno di noi stessi per rubarci i ricordi”? Quale mano può essere più dannosa e dolorosa di questa?
Abbiamo tutti paura di dimenticare, paura di tradire la memoria. Ci facciamo caso la notte quando, soli con la testa sul cuscino, cerchiamo di proiettare una sequenza cinematografica nella mente per rievocare luoghi, parole, persone ed emozioni a cui vorremmo restare morbosamente attaccati.
“Tutto è precario e incerto in questo mondo, tranne le cose che abbiamo fatte”, conclude Brancati: quelle, solo quelle, non solo ci tengono in vita, ma raccontano una storia. La nostra.
E, a tutte queste storie, belle o dolorose che siano, noi riponiamo Fede. Esse portano il nostro nome. Come quell’ulivo piantato in ricordo di Amanda, simbolo di un ricordo a cui il tempo non può permettersi di strappare la luce. Perché le persone che amiamo, così come i ricordi, continueranno a vivere nonostante l’impetuosa e frenetica velocità della vita.
Un ringraziamento a Susanna Tesoriero per averci regalato le sue parole, a Pino per avermi coinvolta nella presentazione del libro. A Nino e alla grande Famiglia del Centro Studi Eoliano. A tutti i presenti che ci hanno onorato della loro partecipazione. Momenti come questo mi confermano che ciò che ci salva è la disarmante purezza delle piccole cose... che piccole non saranno mai.
Con affetto Buona estate a tutti!
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