La scarpa dell'avvocato indiano di Salvatore Leone

La scarpa dell'avvocato indiano

di Salvatore Leone

Un mio coetaneo e collega indiano ha lanciato una scarpa al presidente della Corte Suprema indiana. Colpa di una decisione in merito al restauro di una statua del dio indù Vishnu crollata a pezzi in un tempio nel sito Unesco di Khajuraho. Mentre veniva portato fuori dall'aula, l'avvocato ha urlato che "la religione indù è stata insultata, non lo tollereremo". Il secondo presidente nella storia della Corte Suprema indiana di origine Dalit, ovvero della casta più bassa della gerarchia, ha rifiutato di deliberare sul restauro della statua, sostenendo che "la richiesta non è di competenza della Corte Suprema: la statua è crollata da sola, non è stata vandalizzata. La manutenzione spetta all'Archeological Survey of India (l'ente nazionale indiano che raggruppa le Sovrintendenze alle belle Arti). Ai fedeli di Vishnu suggerisco di pregare e meditare affinché sia lo stesso dio a intervenire". Dopo un'ondata di critiche da parte degli estremisti induisti, il presidente aveva precisato: "credo in tutte le religioni e le rispetto tutte". La famosa scarpata indiana entrerà nella storia anche dell'Unesco.

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