Ginostra, per i rifiuti al porto tre condanne al tribunale di Barcellona
Si è chiuso con tre condanne e un’assoluzione parziale il procedimento penale sulla gestione dei rifiuti nella frazione di Ginostra, sull’isola di Stromboli. La sentenza è stata pronunciata martedì scorso dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, in composizione monocratica, nella persona della giudice Anna Elisa Murabito.
Gli imputati erano Marco Giorgianni, ex sindaco di Lipari; Mirko Ficarra, dirigente e responsabile unico del procedimento del Comune di Lipari; e Carmelo Pinto Vraca, legale rappresentante della società Loveral s.r.l. Giorgianni e Ficarra erano assistiti dall’avvocato Luca Frontino, mentre Pinto Vraca era difeso dall’avvocato Tommaso Calderone. Parte civile nel procedimento Gianluca Giuffrè, rappresentato dall’avvocato Massimo Marchese.
Il Tribunale ha assolto tutti gli imputati dal capo C dell’imputazione, relativo alla presunta compromissione delle acque marine e del suolo nell’area antistante il molo di Ginostra, contestazione formulata ai sensi degli articoli 113 e 452-quinquies del codice penale. La decisione è arrivata con la formula “il fatto non sussiste”, ai sensi dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale.
È stata invece riconosciuta la responsabilità degli imputati per i reati contestati ai capi A, B e D, con il riconoscimento della continuazione tra le condotte. Nel dettaglio, il capo A riguardava la gestione non autorizzata di rifiuti, con la realizzazione e il mantenimento di un’area di deposito di cassoni e rifiuti solidi urbani su suolo demaniale non impermeabilizzato e privo di recinzione, in violazione della normativa ambientale. Il capo B contestava l’occupazione abusiva di area demaniale, attraverso il posizionamento di contenitori per RSU e attività connesse all’utilizzo dell’area pubblica. Il capo D riguardava invece le molestie olfattive ai residenti, legate alle emissioni persistenti di odori derivanti dalla putrefazione dei rifiuti accumulati e non smaltiti regolarmente.
Per questi reati il Tribunale ha disposto la condanna a nove mesi di arresto per ciascun imputato, oltre a un’ammenda di 10.105 euro. È stata inoltre concessa la sospensione condizionale della pena ai sensi dell’articolo 163 del codice penale. Sul piano civile, è stato riconosciuto il risarcimento in favore della parte civile Gianluca Giuffrè, quantificato in 7.000 euro, oltre rivalutazione e interessi, con la rifusione delle spese legali fissate in 2.010 euro più accessori. Il giudice ha stabilito un termine di novanta giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza.
Nella ricostruzione del procedimento viene evidenziato anche il ruolo investigativo svolto dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Catania e dai Carabinieri di Stromboli, che hanno condotto gli accertamenti ritenuti centrali per la definizione del quadro probatorio in un contesto ambientale particolarmente delicato come quello di Ginostra. (.messinatoday.it)