Filicudi, 17 profughi asiatici sbarcati sull'isola e con la motovedetta della Cp già trasferiti a Milazzo. L'intervento

Filicudi -  Diciassette  giovani profughi asiatici sono sbarcati sull'isola e con la motovedetta della Cp già trasferiti a Milazzo

Con una imbarcazione nella notte hanno raggiunto l'isola delle Eolie e sono stati lasciati nella parte retrostante di Punta Perciato. Sono stati proprio loro a lanciare l'allarme. Si sono quindi mobilitati la guardia costiera e i carabinieri e proprio con la motovedetta della Cp sono stati trasferiti al porto di Filicudi per essere rifocillati e successivamente con lo stesso mezzo hanno raggiunto Milazzo. E poi si proseguirà a Messina per essere trasferiti nei centri di accoglienza. Scattata la caccia all'imbarcazione che li ha trasferiti da parte delle forze dell'ordine.

Non è la prima volta che i profughi raggiungono le Eolie. il 13 marco 2026 erano stati diciannove migranti, di nazionalità iraniana e irachena, che erano sbarcati nella notte ad Alicudi. 

Il 1° dicembre 2017 nella zona sottostante le terme di San Calogero erano arrivati sempre nelle ore notturne, una ventina di profughi siriani e iracheni prontamente trasferiti nei centri di accoglienza di Messina.

L'INTERVENTO

di Cristina Roccella*

Io sono figlia di un uomo siciliano, emigrato al nord non per necessità, ma per scelta.
Davanti a casa mia quando l'Etna eruttava compariva l'immancabile "grazie Etna".
Ho scelto di tornare al sud, dopo anni di vita errante in altri continenti, in una terra che ha visto tanti suoi figli andarsene, e ha dato origine a fiorenti comunità in mezzo mondo.
Ho comprato la mia casa da signore e signori che hanno vissuto tutta la loro vita adulta negli Stati Uniti.
Questa non è una terra vessata dalle migrazioni; qui tutti quelli che arrivano lavorano, creano le proprie reti sociali, dialogano con tutti. Qui non ci sono tensioni legate alla presenza di tante etnie diverse.
Qui si riconosce la ricchezza di questi scambi. 
Qui una volta all'anno si celebra il privilegio di fare parte di una comunità che parla tante lingue, incrocia tante storie, invita al racconto e all'ascolto.
Qui riaprono le scuole grazie ai bambini nati da persone che hanno attraversato il mare.
Qui sono arrivati, mesi fa, pochi ragazzini su un'isola piccola, e la prima reazione degli abitanti è stata preoccuparsi della loro fame, della loro sete, del freddo e della paura.
Qui ieri notte sono arrivati pochi ragazzini su un'altra isola. Li hanno già portati via.
Leggere i commenti sotto l'ultima notizia, un coro quasi unanime che chiede a gran voce la "disinfestazione", come se stessero parlando di blatte, a me fa orrore. Orrore e una immensa tristezza.
La storia non insegna. La memoria non aiuta. La prospettiva è buia, molto buia.

*Assessore

Categoria
cronaca

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