Eolie, l'ordinanza che penalizza gli escursionisti di Francesca Marino

di Francesca Marino

Caro direttore, 
vorrei raccontare una storia che si ripete ormai dallo scorso anno e che non trova alcuna speranza di cambiamento.
Nei mesi di aprile, maggio, giugno e poi da metà settembre e ottobre le Eolie sono meta, per lo più, di gruppi di escursionisti italiani e stranieri che soggiornano molto spesso a Lipari e visitano le altre isole con gite giornaliere. Una delle escursioni più ambite è sicuramente Stromboli ma ahimè non è sempre facile raggiungerla o farla vivere e visitare nel migliore dei modi. 
Un gruppo numeroso che deve necessariamente spostarsi con barche più grandi deve tener conto dell'ordinanza che impone un calendario per poter andare sull'isola e soprattutto un orario limite entro il quale ogni imbarcazione più grande deve andar via (19:30).

Questa ordinanza, che potrebbe essere giustificata per i mesi di luglio e agosto, periodo di maggior affollamento e caos non ha molto senso per i mesi di bassa stagione. In primavera il sole tramonta molto più tardi delle 19:30 e gli escursionisti sono costretti a fare le loro camminate nel primissimo pomeriggio al caldo e al sole e non potendo godere via terra del fascino di vedere le eruzioni al tramonto o al buio. Gli escursionisti, rischiano di non poter andare a Stromboli perchè se la settimana in cui soggiornano il meteo non è dei migliori l'escursione salta perchè, come è già capitato, l'unico giorno di bel tempo ricade in una data in cui l'ordinanza vieta lo sbarco alle imbarcazioni di Lipari. Non tutti gli escursionisti inoltre soggiornano necessariamente una settimana pertanto il rischio di non poter andare a Stromboli aumenta.

Inoltre, questa corsa contro il tempo impedisce ai visitatori di rilassarsi a conclusione di una camminata prendendo un aperitivo o mangiando qualcosa sull'isola non contribuendo pertanto ad un maggior apporto economico alle attività locali.
In un mondo ideale sarebbero stati coinvolti tour operator locali e agenzie di viaggio che operano sul territorio e che conoscono la tipologia di viaggiatori che arriva nel nostro arcipelago in bassa stagione. In un mondo ideale si dovrebbe puntare ad incentivare e incoraggiare il turismo dei mesi "non estivi" e soprattutto il turismo stanziale. Si dovrebbe capire che offrire di più e meglio lascerebbe nei viaggiatori un ricordo ancor più bello e indelebile delle nostre isole.

Basterebbe dialogare, confrontarsi, trovare soluzioni e non creare disagi e problemi.
Ricordiamoci che il nostro arciepelago è stupendo ma chi viaggia sa che di posti stupendi ce ne sono tantissimi nel mondo pertanto la differenza nella scelta di un viaggio non la fa solo la bellezza...

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