Eolie, "i soccorsi non solo con la motoape..." di Daniele Razzoli

di Daniele Razzoli*

Quanto accaduto a Stromboli, cioè trovarsi con un femore rotto ed essere trasportato con un ape fino all’elisoccorso perché manca l’ambulanza, assomiglia molto a un episodio avvenuto otto anni fa a Lipari e riguardante un personaggio assai noto: Francesco Martino, ex presidente della Regione Sicilia. 

Nell’estate 2017, Martino ebbe un grave malore nella sua casa di vacanze, a Lipari. L’ambulanza arrivò, ma si fermò sulla strada perché per arrivare alla casa di Martino avrebbe dovuto percorrere circa 150 m di sentiero. I barellieri scesero a piedi, ma si resero conto che non sarebbero riusciti a portare su il paziente. Fui io ad aiutarli: avevo un quad, l’unico mezzo a motore che potesse passare su quel viottolo oppure fare la mulattiera di 700 metri che arrivava alla strada (dissestata, stretta, pericolosa e impraticabile per le auto). 

Con quel quad, assistito da un infermiere arrampicato alla meglio, trasportai Martino – immaginate in quali condizioni – fino alla strada. Benchè sofferente mi ringraziò con un sorriso, e lì venne preso in carico dall’ambulanza e dall’ospedale di Lipari che altro non poteva fare se non trasferirlo in elicottero a Messina. Una storia molto simile a quella di Stromboli. Che sul momento si concluse bene, anche se purtroppo poi l’ex presidente morì due mesi dopo, in ottobre. 

Adesso, pur essendo passati otto anni, un fatto del genere potrebbe ripetersi in qualunque momento: nella zona dove c’era (e c’è) la villa di Martino esiste un gruppo di case – almeno una ventina, alcune di vacanze, altre abitate tutto l’anno – i cui abitanti si troverebbero nella stessa situazione se si verificasse un incidente. E con loro anche gli ospiti di due piccole strutture turistiche. Infatti da allora non è cambiato nulla: incredibilmente, queste case non sono tuttora raggiungibili da alcun mezzo di soccorso. 

Questo perché la via pubblica (strada di Capistello inferiore) è ancora strutturalmente impraticabile, e la via di accesso alternativa – una stradella più breve e che diventerebbe transitabile con interventi minimi – passa su un terreno privato. Su questo terreno – che non è abitato - il proprietario non vuole concedere il diritto di transito a veicoli a motore. Hanno tutti ragione: il Comune non ha soldi (ma Lipari non è una località turistica alla moda? Boh), il proprietario ha diritto alla sua proprietà privata. 

La Regione o la Prefettura forse non hanno gli strumenti. Resta il fatto che il vero interesse superiore, quello dei cittadini che avrebbero diritto alla sicurezza e al soccorso, viene ignorato e continua a esserlo. Come prova quello che è successo a Stromboli e che potrebbe succedere a Lipari domani.

*Giornalista professionista di Genova e villeggiante a Lipari

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