Da Torino in linea Daniele Sequenzia. Lo Stato sociale
di Daniele Sequenzia
Caro Direttore,
senza una onesta , moderna, normativa del lavoro non esistono buoni rapporti sociali, emerge la piaga del lavoro" nero", cresce l'odio sociale, si spezzano i legami tra gli uomini, le città sono prese a ferro e a fuoco, sono soprattutto i giovanissimi , nostri figli , nipoti, fenomeno mai visto prima, rivendicano i loro sacrosanti diritti: dilaga l'odio e la paura. Per frenare la violenza, la Polizia non basta, ci si affida all'Esercito , con blindati e mitragliatrici.
Si rinforzano i partiti del Potere, vengono eletti per contrastare la Democrazia.
Si affermano i peggiori nemici dell'Uomo , assistiamo alla fine dello " Stato Sociale".
Agonizza la democrazia, cresce la miseria. Da almeno 30 anni, lo Stato Sociale è “ sotto attacco ” . Praticamente svaniti tutti i diritti dei " Lavoratori", oggi, senza alcuna protezione, esclusi dal dialogo, cancellati , ghettizzati , ridotti al silenzio.
Aumenta l' evasione fiscale, che sottrae alla comunità degli onesti, non meno di 300 miliardi di euro ogni anno.
Non pagare i " contributi" significa, non avere un minimo di pensione futura, mentre si avvita il crollo demografico, si continua ad invecchiare. Chi pagherà le future pensioni , se non si versano i contributi?
Pericolosissima la globalizzazione delle Multinazionali, che mira solo al proprio profitto,mentre si annienta ogni “ diritto al lavoro “ , senza alcun " salario minimo" , lavorare diventa una fatica insostenibile, la fame fa moltiplicare le ondate migratorie, sacrosanti diritti di esseri umani vengono ignorati.
Siamo ormai in balìa del cambiamento climatico , soffochiamo nel caldo torrido, manca in inverno il riscaldamento , siamo a secco di carburante, scoppiano tempeste improvvise, si moltiplicano gli allagamenti, franano città, ponti, strade,assistiamo impotenti a sempre nuovi conflitti.
Perché " il Lavoro " è Pilastro fondamentale , alla base della "costruzione della Repubblica Italiana"?
Dal Lavoro discendono i fondamentali diritti:
•Articolo 1: Stabilisce che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro.
•Articolo 4: Riconosce il lavoro sia come un diritto che come un dovere per ogni cittadino.
•Articolo 35: Afferma che la Repubblica tutela il lavoro in ogni sua forma e applicazione.
•Articolo 36: Garantisce una retribuzione giusta, il riposo settimanale e le ferie annuali.
•Articolo 37: Sancisce la parità di diritti e di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici.
Per quattro giorni Torino ospiterà economisti, sociologi, demografi, scrittori e altri esperti di diverse discipline in un ricco palinsesto di incontri gratuiti e aperti a tutti. Interverranno, tra gli altri, i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth e Michael Spence.
Il Festival sarà così un’occasione per mettere in dialogo esperienze, evidenze e proposte, e per costruire – insieme – una nuova visione condivisa dello stato sociale: più giusto, partecipato e sostenibile, capace di unire ricerca, politica e società civile in un progetto comune di futuro. Da quest’anno, prende il via il gemellaggio con Jéco – "Les Journées de l’Économie", festival nato a Lione nel 2008, divenuto uno dei principali appuntamenti di divulgazione economica in Francia e il cui comitato scientifico è co-presieduto da Philippe Aghion e Céline Antonin.
Tito Boeri, Direttore scientifico del Festival Internazionale dell’Economia:
“Il welfare state è un carattere distintivo dell’identità europea. Molto diverso da paese a paese, ma con tratti e obiettivi comuni: l’idea di offrire protezione contro rischi per lo più non coperti dalle assicurazioni private, ridurre la povertà e contenere le disuguaglianze senza però scoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro.
Ci viene invidiato da tutto il mondo perché offre benessere e rafforza la coesione sociale.
Dietro all’antieuropeismo della nuova amministrazione USA, si legge anche l’invidia per il welfare state europeo, costruito mentre gli Stati Uniti ci difendevano sul piano militare. Oggi, oltre a chiedere allo stato sociale di proteggerci, dobbiamo noi stessi proteggerlo perché ha di fronte a sé numerose sfide da cui potrebbe uscire fortemente ridimensionato. (...).
Per salvare lo stato sociale avremo perciò bisogno di riformarlo beneficiando dei tanti esperimenti naturali portati a termine in questi anni in tutto il mondo. Gli scienziati sociali che si troveranno anche quest’anno a Torino per il Festival Internazionale dell’Economia hanno gli strumenti per far parlare questi esperimenti, per permetterci di imparare dai successi come dagli errori.
Partecipando in persona agli eventi avremo modo di rivolgere direttamente a loro gli interrogativi
che ogni giorno sono al centro delle nostre preoccupazioni. Vi aspettiamo.”
Nel quadro dell’edizione dedicata a" Salvare lo Stato sociale", l’Ateneo promuove quattro incontri che mettono in dialogo ricerca accademica, istituzioni e società, offrendo strumenti di analisi per comprendere le trasformazioni economiche e sociali e individuare possibili risposte alle nuove emergenti fragilità.