Da Torino in linea Daniele Sequenzia 'Decreti sicurezza'
di Daniele Sequenzia
Caro Direttore,
mentre si festeggia l' 81esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, e la nascita della nostra Costituzione, il governo Meloni sforna a ripetizione "decreti sicurezza" , li spara a raffica, siamo al quinto decreto consecutivo , la cui parola d'ordine è la stessa di sempre, mandare in galera, reprimere, cacciare via, punire, violentare. Tutto il contrario di uno Stato democratico.
Mentre nulla si modifica, i problemi rimangono, cresce il malessere, si soffoca nell'insicurezza che trova immensi nuovi spazi, i mali aumentano, soffriamo continue aggressioni, circondati dalla paura, spaventati dai furti, nel continuo degrado.
Puntualmente il governo si accanisce contro chi, per legge, dovrebbe trovare la massima attenzione per essere tutelato. Tutto al contrario di una sana vita democratica. Si continua a perseguitare chiunque osi criticare e non essere allineato al suo pensiero.
La vita sociale ne soffre. Sembra di rivivere i tristi anni dal 1924 al 1945.
Le statistiche sono allarmanti. Cresce l'ignoranza. Non si investe nello studio, nella ricerca di moderne applicazioni che riducano le cause dei tanti reati.
Le carceri sono strapiene di tanti "innocenti" in attesa di giudizio.
Oggi molti governi, con le loro caste chiuse, ammantate di falsa democrazia, rimangono al servizio degli interessi del capitale, tutto a sostegno dei ricchi privilegi delle " Caste" dominanti.
Secondo l’Organismo congressuale forense, il testo “non solo lede il diritto di difesa dell'individuo, ma stravolge il ruolo e la funzione dell'avvocato, essenziale nel garantire l'assetto democratico del nostro ordinamento”.
Per l’Unione camere penali italiane, l’emendamento finisce per “trasformare il difensore in uno strumento delle politiche governative di remigrazione” , incompatibile con la Costituzione e con i principi più elementari della deontologia forense” perché “l’avvocato non può essere pagato per ottenere l’esito voluto dallo Stato, non è un fuorilegge, ma deve assistere il proprio cliente in piena libertà e indipendenza”.
L’Unione camere civili si schiera contro l’emendamento del governo. "Si tratta di una scelta che altera il ruolo dell'avvocato,semplice " robot", ne compromette l'immagine di indipendenza e introduce una logica incompatibile con la funzione difensiva. L'avvocato non può essere neppure "mai" incentivato verso un determinato esito. Non è un ausiliario, addetto alle pulizie, dell'amministrazione né un terminale delle politiche pubbliche: è il garante dei diritti della persona".
Assai preoccupato, il Presidente della Repubblica Mattarella denuncia : si tratta di un "assurdo giuridico", che calpesta norme costituzionali ,un ennesimo " imbroglio" di Stato, concepito dal governo Meloni, che tratta la Magistratura come semplice " Servizio di vigilanza emigratoria " al suo comando, ove, come tanti cagnolini", gli " Avvocati", brutalmente "sveltiscono" i" rimpatri", con un compenso di " una tantum" di 615 euro/ per pratica -emigrato , spetta loro di " convincere " i loro "assistiti ", esseri umani ridotti in schiavitù, senza la minima protezione giuridica, sospinti, contro la loro stessa volontà, a rinunciare a rimanere in Italia accettando di essere ben "impacchettati " nei lager italiani, misere anime, cancellata la loro volontà, pure scorie processate, alla fine essere rimpatriati nei loro lager di origine, dove troveranno sicuramente la morte.