Da Torino in linea Daniele Sequenzia. 'Crisi climatica'
di Daniele Sequenzia
Caro Direttore,
tutti noi abbiamo sofferto, negli ultimi tre mesi, le continue ondate di calore sahariano con temperature mai raggiunte. Come proteggersi dal caldo torrido? Basterà una nuova legge elettorale?
Qui a Torino il fiume Po ha ridotto la sua portata fino al 70%. Tutta la pianura Padana ne soffre. Molti fiumi e laghi sono in secca, mentre il nostro Mediterraneo, che bagna tutte le nostre coste, aumenta continuamente la sua temperatura.
Tutta la Penisola ne soffre. Il forte calore, assorbito, quando incontra aria fredda, alimenta la formazione di spaventose "bombe d'acqua", di violenti temporali, devastanti trombe d'aria, causando frane e allagamenti, su un territorio "debole", sempre piu' fragile.
Non si contano i danni degli incendi che hanno incenerito, dalla Spagna alla Francia, boschi centenari, ricche culture agricole, abitazioni, hotels, campeggi.
Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il pesante cambiamento climatico in corso è già costato alla Unione Europea non meno di 180 miliardi di euro, pari all’1% dell'intero Pil Europeo.
Mentre sono andati in fumo tutti i nostri risparmi, non cessa l'aumento del costo della vita , l'inflazione saccheggia i nostri salari e stipendi, molte famiglie non riescono a pagare le pesanti bollette, luce e gas, rinunciano a mangiare e a curarsi.
Giornalmente scoppiano guerre che alimentano gli odi tra i popoli. Aumentano le proteste sociali, i giovani non trovano lavoro, sfogano la propria rabbia, disprezzano le autorità, scendono in strada, distruggendo ogni cosa, mentre cresce ovunque la frustrazione contro l'immobilismo dei governanti.
Sempre più pericolosa è la crescita in Germania di violenti partiti di estrema destra, in Francia cresce la disperazione degli studenti, in Spagna sta esplodendo la " bolla" della emergenza abitativa.
Il governo non ha sufficienti coperture per affrontare la transizione ecologica, che resta fanalino di coda.
Nulla in programma per migliorare la nostra vita, i nostri salari e stipendi.
Nulla si investe nella scuola, penalizzata e soffocata da nuove tensioni, nulla nella sanità, ormai " privatizzata", mentre il debito pubblico esplode, noi siamo indebitati fino al collo per finanziare "spese militari", produzioni di nuove armi, formazione di eserciti, per il cosiddetto...." Riarmo".