Stromboli, 'l'isola erutta lava e anche rifiuti c'è rischio igienico sanitario...' PHOTO GALLERY

di Vincenzo Cusolito e Rosa Oliva*

Egregio sig. Prefetto,  (E per conoscenza a tutte le altre autorità preposte)

Facendo seguito alle precedenti comunicazioni, il Consorzio Imprese Edili di Stromboli, in collaborazione con la Proloco Amo Stromboli, sottoponiamo alla Vostra attenzione la gravissima situazione in cui versa Stromboli. Da oltre un mese, a causa degli eventi meteorologici legati al ciclone "Harry", il principale e unico scalo del territorio è solo parzialmente operativo.

Contestualmente, quello di Ginostra è stato interdetto con ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari a seguito della mareggiata del 13 febbraio, con il conseguente divieto di attracco per i mezzi veloci di linea.

Senza indugiare sull'elenco delle numerose calamità che hanno flagellato l'area negli ultimi anni — dalle eruzioni parossistiche e piroclastiche, allo tsunami, fino all'incendio e alle periodiche alluvioni — preme sottolineare come tale fragilità sia stata affrontata dalla popolazione con estrema resilienza. Giova tuttavia ricordare che, in un contesto vulcanico attivo, il mantenimento dei servizi essenziali e di una mobilità sicura non rappresenta solo un’esigenza ordinaria, ma un fattore vitale per la gestione delle frequenti emergenze.

Attualmente, a causa dei danni riportati dal molo, è consentito esclusivamente lo sbarco di mezzi gommati di peso inferiore alle 3,5 tonnellate. Tale limitazione, oltre a determinare costi insostenibili per il trasporto marittimo, impedisce di fatto l’arrivo dei materiali edili per i cantieri in corso, del carburante per la centrale elettrica Enel e per il distributore dei carburanti e limita fortemente aggravando i costi, per il trasporto dei beni di prima necessità.

Inoltre, la criticità compromette i preparativi delle attività turistiche in vista della riapertura stagionale e rende impossibile il trasferimento degli scarti solidi urbani (RSU), prefigurando un imminente rischio per la salute pubblica. Considerando che tra circa 40 giorni ricorrerà la Pasqua, data che segna l'avvio dei flussi turistici, esprimiamo forte preoccupazione per l'assenza di comunicazioni ufficiali. Ad oggi, infatti, la comunità non ha ricevuto dalle autorità competenti alcuna rassicurazione formale né chiarimenti in merito alle misure intraprese per risolvere un’emergenza che rischia di annullare ogni possibilità di sussistenza locale.

Dopo settimane di silenzio, si richiede un intervento d'urgenza che ripristini la piena funzionalità della struttura portuale. Pur comprendendo i tempi necessari per un’opera definitiva, è indispensabile una soluzione, anche provvisoria, che consenta l'attracco senza limiti di tonnellaggio. Ciò è fondamentale per garantire la sopravvivenza delle aziende e l’operatività delle infrastrutture critiche (centrale elettrica, distributori, area di trasferenza).

Si segnala che, con la popolazione attualmente ridotta ai soli residenti, la raccolta della nettezza urbana è già limitata e rischia l'interruzione totale entro pochi giorni, data l'impossibilità di conferire in discarica tramite i mezzi pesanti. È pertanto urgente conoscere il piano d’azione programmato, i tempi di realizzazione e le modalità con cui si intende garantire l'operatività dello scalo durante i lavori di messa in sicurezza.

Alla luce di quanto esposto, chiediamo a Sua Eccellenza il Prefetto di Messina di farsi promotore di un incontro tra le istituzioni regionali, comunali e gli enti delegati, al fine di fornire risposte concrete ai cittadini.

Certi della Sua attenzione, restiamo in attesa di un tempestivo riscontro e ci rendiamo disponibili per ogni azione utile a superare l'attuale fase critica.

Con osservanza,

*Presidente C.I.S. – Consorzio Imprese Edili e presidente Pro Loco 

C'è ANCHE IL TRABOCCO LAVICO

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che le reti di monitoraggio hanno registrato alle ore 19:14, primo comunicato (valutazione multidisciplinare). che dall'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza si osserva che a partire dalle ore 18:10 UTC circa, è in corso un’attività effusiva da tracimazione lavica dalla bocca N2 dell'area craterica Nord, che produce un modesto e lento flusso lavico cui fronti si attestano nella parte alta della Sciara del Fuoco. Continua l’attività esplosiva ordinaria in entrambe le aree crateriche Nord e Centro-Sud, con frequenza ed intensità a regime variabile.
Dal punto di vista sismico l'ampiezza media del tremore vulcanico si attesta attualmente all'interno della fascia dei valori alti. Non si segnalano variazioni significative nel tasso di occorrenza e nell'ampiezza degli explosion quakes.
Al momento, non sono visibili variazioni di rilievo sui segnali delle reti di deformazione
del suolo.

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