Da Milazzo Ettore Resta. Ustica. Dove sei papà. Puntata 11-Capitolo 21-22
di Ettore Resta
Ustica. Dove sei papà. Puntata 11-Capitolo 21-22
Capitolo 21
La Scolopendra stava solcando lentamente un mare dal colore blu trasparente il quale lasciava filtrare fino in profondità i raggi del sole. E questi si indentravano formando grandi separé composti da ampie lastre d'oro riflettenti dal profondo come fossero in un mare di cristallo.. I fasci luminosi fendevano quel colore intenso, meraviglioso, lasciando apparire quell'incanto come profondi strapiombi tagliati alla perfezione da enormi lame lucenti. Le donne in costume da bagno, si erano distese a prua e la sensazione di caldo era attenuata dalla brezza e dall'ombra del magnifico genoa... Soddisfatte chiacchierarono a lungo percependo in quegli attimi un senso di distensione. Non un'onda, non un rumore, non un nulla...Il rumore del motore e le sue vibrazioni erano inesistenti.. e questo faceva loro credere di essere distese su delle nuvole. Giasillo invece tutto solo era in costume al timone... Non era molto felice, si sentiva invaso da un senso di paura malgrado continuasse a seguire con interesse le due lenze gettate in acqua per la pesca a traino. In quella di dritta per esca vi era un cucchiaino, nell'altra un batuffolo bianco di morbidissime piume di gallina. Le entrambe artificiali sarebbero state buone qualora i pesci vi fosse stati. Le teneva d'occhio affinché scivolassero tranquille, provvedendo a controllare gli ami in caso fossero rimaneste incattivate alghe o eventuali plastiche galleggianti. Di sacchetti di plastica in mare ve ne erano tanti e questi, sotto il riflesso del sole, spinti dalle correnti sembrando grosse meduse. Ormai anch'essi appartenevano alla fauna marina donando una nuova caratteristica al mare e la loro mancanza avrebbe meravigliato... Quasi quasi la loro presenza era necessaria, altrimenti come avrebbe potuto imprecare la gente che andava per mare. Le prese d'acqua delle barche non si sarebbero potute tappare...Ancora meglio se si fossero arrotolate nelle eliche. '' Ha abboccato!..ha abboccato!'' strillò vedendo la lenza saltare e schiumeggiare. Senza fermare la barca, iniziò a tirar con forza. '' Deve essere molto grosso.'' Le donne dapprima si spaventarono, poi corsero a guardare curiose.'' Non mollare, non mollare '' strillò Doris. '' Tira,tira..'' disse l'altra. ''Papà non farlo scappare!'' consigliò Cinzia tutta elettrizzata. '' Deve essere grosso ''ribadì Donatella ''’’ Non credo si riesca a portarlo in barca '' commentò il neo pescatore continuando a tirate con scetticismo. Prima che la preda giungesse sottobordo sciorinò da una parte all'altra, tuffandosi ed impennandosi per liberarsi. I suoi guizzi erano a volte parecchio alti e schiumeggianti...ed il suo tiro era tanto forte che ebbe paura si spezzasse la lenza. '' Non tirare troppo, filagli un poco, filagli. '' suggerì la moglie presa dall'entusiasmo. Gli occhi le brillarono e quasi si sentì pronta a prendere lei l'azione. '' Tirate, tirate l'altra lenza..'' strillò lui. Anche l'altra era iniziata a sussultare ed a saltellare . '' Doris tira in modo che non si incrocino, altrimenti perdiamo tutto.'' ''Una parola...mi taglia le mani..'' '' Fatti aiutare.'' Ma l’amica era impacciata, non sapeva cosa fare né dove mettere le mani. ''Lascia perdere, lascia perdere, preparati ad aiutarmi a tirar su questo.'' Ma Doris presa totalmente dall'entusiasmo, non gli diede retta. ''Deve esere grosso ache questo.'' ''Donatella aiutami '' strillò Giasillo quando il pesce fu sottobordo.. ''prendi il retino, presto prendi il retino..'' Doris intanto si era fermata, stanca di tirare e nello stesso tempo curiosa di vedere cosa stessero per issare a bordo. Attimi dopo un bel palamito di media grossezza iniziò a luccicare ed a sbattacchiare in coperta impastando le lenze. Nel vederlo issare ''Evviva'' aveva esclamato la giovinetta facendo tremare i pugni di gioia come se a pescarlo fosse stata lei. '' Com'è grosso e bello...'' commentò '' Poverino...'' aggiunse. ''Tira, tira dai.. vuoi che lo faccia io?'' Non l'avesse chiesto, Doris, postasi di buona lena mise tutta la sua energia superando ogni sofferenza e più il pesce era vicino, più ella si accaniva. Lo vide andare veloce da una parte all'altra. Lo vide impennarsi verso il fondo e risalire veloce, ma continuò a tirare sempre più.'' E' grosso anche questo '' esclamò. Quando fu proprio sotto gli occhi. ''Che bestia!'' aggiunse '' Giasillo prendilo tu..' 'ed egli, toltale dalle mani la robusta lenza, continuò il tiro. '' Finalmente!'' esclamò lei. ''Il retino, il retino.'' Nel momento che stettero per issarlo su, l’ospite ebbe paura e tiratasi indietro si discostò. Lei rise nervosa in segno di vittoria. Quando anche questa preda fu sottobordo, schiumeggiò parecchio dando colpi di coda furibondi, ma ormai era stanca. Nello sporgendosi in acqua il più possibile, di tutta fretta aveva cercato di insaccarla nella larga rete nera. Non voleva entrare e lei cercò di aiutarsi con l'altra mano lasciando l'appiglio. La foga fu così tanta che sportasi troppo, ruzzolò in acqua a testa in giù ed in quello il pesce guizzò di paura ed il capopesca prontamente lo tirò in barca. ‘’Adesso peschiamo anche lei ‘’
11 Ustica. Dove sei papa Capitolo 22
''E' salvo!'' esclamò buttando la lenza con il pescato con forza in coperta .'' Altro che salvo'' replicò Donatella '' è proprio spacciato...poverino, lo sarebbe stato qualora fosse fuggito!'' ''Hoeee!'' strillò la naufraga '' non mi lascerete in acqua?'' Grazie allo scarroccio ed un poco di corrente era rimasta indietro. L’ospite rise, risero anche gli altri. Messo in moto, virato di bordo, le vele strambarono e sbattacchiando si incastrarono nelle sartie. Non fece caso, il vento non era molto e dopo il salvataggio tornando in rotta si sarebbero risistemate. Doris era rimasta là a galleggiare in quel profondo mare osservando la barca che stava ruotando intorno senza poterla raggiungerla. ''Fate presto, siete ammattiti? '' strillò. Cinzia prontamente, con l'elasticità di una giovanissima, staccato un parabordo, lo lasciò cadere in acqua e lei con alcune bracciate lo raggiunse. ''Fate presto..'' strillò ancora preoccupata. Sotto di lei il mare era parecchio profondo e qualche brutta sorpresa avrebbe messo fine alla sua vita invertendo la posizione del pesce pescato. Quando notò che la prua pian piano le stava andando incontro, si rincuorò. Da li a poco la barca le fu sopra ed ella, nuotando verso poppa, si portò ai gradini di legno della biscaggina semisommersa. Stette per salire. Il capobarca, vedendola in difficoltà, allungato un braccio l'aiutò a salire. Tutto fu un brivido.. '' Che paura ! '' esclamò grondante. ''Che paura'' ripeté guardando i pesci. '' Ed il mio berretto?'' ''Partito'' Guardato verso il mare, piano piano lo vide affondare e scomparire. '' Pazienza '' commentò ‘’ un’altra medusa diversa.’’ Postasi a sedere si riprese d'animo. '' Una simile avventura e tanta emozione non l'avrei mai sognato. Ho avuto paura, tanta paura...'' continuò. Attratta dallo sbattere dei pesci '' Sono belli grossi... proprio belli.'' '' Poverini!'' commentò l'altra ‘’chi sa quanto stanno soffrendo.'' '' Dopo quanto mi è costato vuoi per caso che li ributti in acqua?'' '' No, questo no... stanno sporcando tutto di sangue.'' ''Si laverà, penserò io a farlo.'' proruppe il capo. Dal gavone tirò fuori due secchi, in uno vi pose le prede a testa in giù, con l'altro legato ad una cimetta, iniziò a prelevare acqua dal mare scagliandola sullo sporco. '' Bisogna strofinarlo con la scopa'' commentò Dris. Così mentre il marito provvedeva a gettare acqua, lei pazientemente iniziò a strofinare fin quando il sangue non fu andato via. '' Guarda le lenze, che pasticcio '' '' Abbiamo tanto tempo a disposizione per districarle.'' '' Tagliando la parte ingarbugliata si fa presto.'' '' Come dobbiamo cucinarli?'' '' Come volete voi, a me va bene in tutti i modi... Però prima devi pulirli, io mi schifo.'' '' Anch'io, ribadì l'altra''. E mentre lui si dedicava ai pesci, la moglie si interessò delle lenze ingarbugliate. '' Adesso è compito vostro!'' disse adagiando tutto nel secchio. '' Da questo momento non desidero più essere disturbato, portate tutto in cucina. Rimessa la barca in rotta proseguirono. La meraviglia fu nel non sentire odore di cottura e nel vedere le donne quatte, quatte tornare a prua e distendersi al sole. '' Non cucinate?'' ''Pensi sempre a mangiare? Ce n’è di tempo ancora!'' Il giovane tacque e messosi con pazienza, iniziò a districare le lenze continuando a tenere d'occhio la bussola e la rotta, per raggiungere le isole bastava effettuare navigazione a vista. '' Fossi caduta in acqua io, a quest'ora sarei morta!'' continuarono. Il sole stava continuando a battere con tranquillità sulla loro pelle unta di crema. La pelle di Doris era scura e bastava poco per abbronzarsi. Donatella invece doveva guardarsi bene per evitare le scottature, la pelle bianchissima e molto fine si sarebbe riempita di vesciche, mentre Cinzia, poverina era sempre in continua crisi. Le piaceva tanto star al sole ma questo la cuoceva trasformandola in un pomodoro lentigginoso non di suo gradimento. Per ovviare in parte a ciò, dappertutto vi erano creme ed ambre di ogni genere dalle capacità filtranti. Entrambe si erano unte in modo tale da sembrare fossero cadute nell'olio. Per alcune ore a bordo ricadde la quiete, il silenzio. Le amiche continuarono a chiacchierare ed a sonnecchiare. Cosa avessero tanto da dirsi lui non riuscì a saperlo. Le loro parole non arrivavano a poppa e quindi non poteva sentirle. L' isola che dapprima era di colore verde scuro, adesso iniziava ad essere più grande e di colore più naturale. In quel colore le case stavano per apparire più distinte. '' Verso che ora arriveremo?'' '' Tardi, il sole sarà bello e tramontato.'' rispose il timoniere. Il tempo continuò a trascorrere lento. Il sole non era più caldo come nelle ore precedenti, la sua luce più tenue e l'afa si era trasformata in tepore. Affiancati alla prua due delfini correvano quai come volessero gareggiare ed essere custodi e compagni nello steso tempo. Le amiche stettero ad ammirare a lungo quei fusi d'argento andare alla stessa velocità della Scolopendra e scattare in avanti in segno di provocazione. Erano graziosi, belli. Ogni tanto tiravano la testa fuori dall'acqua per prendere respiro, per poi portarsi nuovamente giù e continuare l'improvvisato gioco. ''Sai '' disse Doris pensirosa '' Mi ero resa conto che non è il marito adatto a me.'' L'amica rimase scossa, per un istante anche confusa credendo di essere la causa di questo ragionamento. '' Tu non senti di essere la moglie adatta?'' riprese .'' Si!'' rispose. A dir vero il significato tra le due affermazioni era ben diverso, era un fattore di priorità e di difetto, ma per Doris forse aveva lo stesso significato. '' Perchè?'' .'' Non so dirti, ho la senazione...sentivo di non amarlo, e credevo di non averlo abbia amato.. è come fosse lontano, ed in quella lontananza notavo i miei sentimenti per lui sempre più lievi, più affievoliti..'' '' Non farci caso, saranno stati momenti di crisi.. passeranno.'' '' No, non credo siano stati momenti di crisi. Avevo studiato a fondo me stessa ed avevo riscontrato quanto ti ti sto dicendo... mi raccomando però non dirgli nulla, non dirgli di questa mia sensazione.. potrebbe far peggiorare la situazione.'' Donatella tacque, non ebbe da dir nulla.. solo che in quell'istante capì di trovarsi tra due sentimenti opposti: non sapeva di gioire o di rattristarsi. Credette che la sua amicizia fosse effimera, sarebbe finita come per un pacchetto di caramelle. '' Come sei arrivata a questa deduzione?'' '' Parlo con lui sempre meno... non riesco a seguirlo, nelle nostre cose, ..nei nostri progetti vi è stata tanta divergenza.'' '' Il mare? Non avresti voluto volevi venire in barca?'' '' No, questo sto cercando di superarlo, anche se non molto, lo gradisco. Sento però che avrei potuto fare a meno.. mi annoio, non è il mio ambiente.. lui non se ne è reso conto.':'' L’avevo sempre considerato un estraneo...credevo di superare questo ostacolo col tempo, invece adesso mi sto rendendo conto che il mio affetto nei suoi confronti sta per fiorire sempre più... ma non lo amavo, capisci? Non lo amavo ma mi faceva pena, non ho avuto il coraggio ne la forza di dirglielo.'' '' Vorresti lasciarlo?'... Scusami, perché l'hai sposato? Io non volvo, è stato lui ad insistere. Adesso mi rendo conto che mi mancherebbe .’’ Così il discorso , dalle sembianze di un segreto, andò oltre. Il mare era diventato di fuoco e l'isola di Vulcano aveva preso un colore nerastro dorato. Il capobarca silenzioso ed insonnolito per il lungo tempo rimasto al timone, continuò l'andare con l'intento di raggiungere al più presto il porto.'' Hai bisogno di una giacca, qualcosa?'' '' Una giacca, grazie, inizio a sentire l'umido addosso.'' Anche le donne di bordo avendo iniziato a percepire l'umido, erano corse in cabina a vestirsi. Qualche maglione le avrebbe riparate. I raggi dal colore oro erano terminati e l'isola stava per essere inghiottita dal buio. La brezza era del tutto cessata e le vele cadevano giù senza forza. '' Guardate là'' irruppe Doris mostrando col dito a dritta nella direzione di Stromboli.. Guardarono. '' Non vedo nulla'' '' Guarda, guarda'' Un enorme bagliore illumino parte dell'orizzonte..'' ecco, guardate!'' Erano razzi rossi sparati in cielo. ''E' una richiesta di soccorso!'' esclamò il giovane preoccupato. '' Ancora un altro '' questa volta la luce rossa stette in aria più a lungo. ''A bordo deve essergli successo qualcosa..'' '' Andiamo a dare aiuto!'' '' A questa velocità ti dico io'' ''E' nostro dovere '' ''Possiamo provare ad andare ma prima che arriviamo, saranno belli ed affondati. Gli stessi segnali saranno visti da tante altre imbarcazioni più veloci che si dirigeranno sui malcapitati.'' Mentre il buio veniva solcato da diverse luci tutti diretti nella stessa direzione, un improvviso ampio bagliore e poi tanta luce gialle iniziò a rischiarare l'orizzonte. '' Stanno andando a fuoco.. stanno andando a fuoco...andiamo a soccorrerli.'' '' Guarda quanti stanno correndo in loro soccorso e sono più grandi e più veloci di noi.'' Per Donatella significò un categorico rifiuto, una omissione di soccorso. Lo guardò di brutto e si allontanò. '' Non vedi quante luci gli stanno ronzando intorno... guarda, quella è una nave... si sta discostando, ovvio rifiutano l’aiuto !'' Dopo poco l'incendio si spense e le imbarcazioni corse in aiuto si riallontanarono. Ad allontanarsi fu anche la nave la quale, con i suoi fanaloni continuò ad illuminare una parte del buio. '' Saranno affondati poverini..'' '' Io credo invece che abbiano rifiutato i soccorsi! '' Abbassate le vele, rimesso in rotta , accelerato il motore, continuarono ad andare verso l'isola ormai vicina.