Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Venticinque dicembre, grande festa'

di Carlo D'Arrigo*

Venticinque dicembre, grande festa

E’ idea comune che il Natale sia un culto pagano assunto nella tradizione cristiana nella metà del IV secolo dopo Cristo. L’acquisizione della festa del Natale nasce dall'esigenza di creare unità intorno ai popoli che provenendo da mitologie simili, potevano facilmente essere convertiti al cristianesimo. 

Le Sacre Scritture non dicono in che periodo dell'anno nacque Gesù, la data del 25 dicembre è quindi una convenzione successiva a tale data ed è servita per cristianizzare le feste pagane “invernali”. Come la celebrazione del solstizio d’inverno, che significa "Sole fermo”, ed è simbolicamente legato al ritorno della luce solare dopo il buio estivo. Il Cristianesimo ha sapientemente legato la rinascita della luce del “nuovo Sole” con la nascita di Gesù. Oggi il Natale simboleggia rinascita, speranza e rinnovamento spirituale come ritorno della luce dopo le tenebre. 

Universalmente, rappresenta unione, amore, condivisione e riconnessione con i valori più profondi, invitando a rafforzare i legami, con simboli come la luce delle candele e delle stelle che emuliamo con tutte le lucine che facciamo brillare in questo periodo. E allora mi chiedo che significa “inclusione”? Inclusione è unione, condivisione, comprendere tutti, far sì che ognuno possa sentirsi accolto, non discriminato per il suo modo di essere, nel credo e nelle scelte di vita. E come si concilia questo con l'eliminazione del Natale che alcuni gridano a gran voce in nome di una infiltrazione anticristiana? 

Includiamo sì ma non escludiamo i cristiani che dopo duemila anni si riconoscono ancora nella grande festa del 25 dicembre. Stranieri, Clandestini e Profughi saranno sempre accolti ma le nostre tradizioni sono irrinunciabili, e guai se non ci fosse questo riferimento di “pace” nelle nuove generazioni. Karl Marx, padre dell’ideologia comunista, nel 1840 sosteneva che “La religione fosse l’oppio dei popoli”, e quindi era necessario eliminare la religione perché illusoria di qualcosa che non c’è. Il cristianesimo esiste da duemila anni, pensiamo proprio oggi volerlo eliminare? Per credere in cosa? 

E auguro pace e serenità ai Lettori del Notiziario delle Eolie

*Già docente di Fisica Univ. Messina

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