Da Freinburg Germania in linea Michele Sequenzia 'Alex Manzoni'
di Michele Sequenzia
Caro Direttore,
Il 58° Rapporto Censis presenta un’Italia che versa in una profonda crisi morale e culturale.
Chi oggi legge Alessandro Manzoni ? La vita di Manzoni è stata interamente dedicata alla causa italiana.
"Occorre educare il popolo, affinché col costante sentimento del dovere, colla fede nella giustizia e affetto alla patria, fosse degno dei rinnovati destini d'Italia".
Come siamo cambiati oggi ?
I classici della letteratura sono spesso considerati libri antiquati, inutili, barbosi, storie vecchie, che appartengono al passato.
Al contrario, leggere Alessandro Manzoni
è un'esperienza che ci arrichisce, illumina, ci rende umani , ci apre la mente.
Alesandro Manzoni, (1785- 1873) , libero pensatore, indipendente, liberale, Senatore del Regno d'Italia.
Il suo pensiero si caratterizza per la forte carica patriottica, per il sacrificio, l' impegno generoso, promuove e mira all'indipendenza e l'unità d'Italia.
Manzoni vuole scuotere gli italiani, combatte l'ignoranza, l'oscurantismo, la loro passività, che delinea con il poemetto Del trionfo della libertà , composto nel 1801.
Il suo è un proclama liberatorio di accesa fede repubblicana, per un futuro migliore, anti autoritaria e democratica.
Lo si coglie leggendo il carme "In morte di Carlo Imbonati (1806)", come programma di vita e di pensiero.
Leggiamo insieme i versi 207-215:
«Sentir,» riprese, «e meditar: di poco
Esser contento: da la meta mai
Non torcer gli occhi, conservar la mano
Pura e la mente: de le umane cose
Tanto sperimentar, quanto ti basti
Per non curarle: non ti far mai servo:
Non far tregua coi vili: il santo Vero
Mai non tradir: nè proferir mai verbo,
Che plauda al vizio, o la virtù derida».
Narrare la vita di Alessandro Manzoni, vuol dire rievocare tutte queste antiche memorie patrie. Tempi di dure lotte. Intere generazioni di italiani si sono sacrificate.
Oggi dove sono finite le loro storie? Chi le ricorda?
Siamo nel 1820. Il Lombardo-Veneto è territorio austriaco, dopo il Congresso di Vienna, annesso all'Impero Austro -Ungarico di Francesco Giuseppe d'Asburgo.
Su tutti vigila potentemente armata la " Santa Alleanza". Poi tutto cambia . Molti popoli europei si ribellano. L'Europa è scossa dai moti del 1848 , scoppiano violente constestazioni,
molti patrioti italiano vengono perseguitati. Il salotto milanese di Clara Maffei, sincera patriota, ospita e protegge i " Carbonari", pericolosi "terroristi", la polizia li perseguita.
La contessa Maffei ospita ambasciatori, uomini politici, poeti, scultori . Donna coraggiosa, insofferente della censura austriaca, i suoi amici patrioti, tra cui Carlo Cattaneo e Luciano Manara, hanno contribuito alla rivolta delle Cinque Giornate di Milano.Milano vuole liberarsi degli Austraci, si lotta in ogni strada.
Rileggendo "l'Adelchi , scritto tutto in segreto per evitare la dura repressione della censura, vorrei soffermarmi su alcuni passaggi "poetici", assai tristi, commoventi, ma tanto attuali, politicamente assai significativi . In realtà nel 1820 i milanesi erano schiavi,volti e voci inesitenti, cittadini senza patria. Semplici sudditi. senza nessun diritto.
La censura austriaca non ama i patrioti italiani, controlla ogni parola. Si punisce pesantemente chi si oppne, chi non si piega, chi scrive contro il regime austriaco.
Sto leggendo a voce alta cosa scrive Alessandro Manzoni: una importante lezione di democrazia per tanti giovani italiani..
"Dagli atrj muscosi, dai fòri cadenti,dai boschi, dal'arse fucine stridenti, dai solchi bgnati di servo sudir, un volgo...disperso repente si desta, intende l'orecchio, solleva la testa, percosso da novo crescente rumor.........Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, traluce de'padri lo spregio sofferto, traluce dei padri la fiera virtu' ..... S’aduna voglioso, si sperde tremante, per torti sentieri , con passioo vagante, fra tema e desire, s'avanza e rista, e adocchia e rimira scorata e confusa, ansanti li vede .... e sopra i fuggenti, con avido brando, quai cani disciolti , correndo, frugando, da ritta e da manca, guerrieri venir,gli oscuri perigli di stanze incresciose,per greppi senz'orma le corse affannose, il rigido impero , le fami durar, si vider le lance calate sui petti,a canto agli scudi, rasente gli elmetti, udiron le frecce fischiando volar....li vede rapito d'ignoto contento, ......Il forte si mesce col vinto nemico, col novo signore rimane l'antico....l'un popolo e l'altro sul collo vi sta...dividono i servi...dividono gli armenti,si posano insieme sui campi cruenti..d'un volgo disperso che nome non ha! Qual raggio di sole da nuvoli folti, ......traluce de'padri la fiera virtu, ne' i guardi , ne' i volti comfuso ed incerto , si mesce e discorda lo spregio sofferto,....col misero orgoglio d'un tempo che fu.traluce de'i padro la fiera vrtu'.
Caro Bartolino, anche tu sei un valoroso patriota, ogni giorno apri le braccia a chi ha bisogno, ci fai respirare aria buona,
il tuo Notiziario ci aiuta a sopravvivere in mezzo a tanta volgarità , a tanto cattivo governo.