Da Freinburg Germania in linea Michele Sequenzia 'Alex Manzoni'

di Michele Sequenzia

Caro Direttore, 

Intorno ai celegrati d un centro culturale. Compito, per verità, troppo arduo, sproporzionato ai limiti e all'indole di questo volumetto; il quale solo si propone di riassumere, in forma semplice ed oggettiva, una vita che interamente fu dedicata ad educare il popolo^ affinché col costante sentimento del dovere, colla fede nella giustizia e affetto alla patria, fosse degno dei rinnovati destini d'Italia. 
Siamo nel Lombardo-Veneto,  anno 1820, provincia annessa all'Impero Austro -Ungarico,    Francesco Giuseppe d'Asburgo,  imperato Austriaco che governa mezza europa, impone severe limitazioni ai milanesi. 
Rileggendo "l'Adelchi "di Alessandro Manzoni, vorrei soffermarmi su alcuni passaggi *poetici", assai tristi, commoventi, ma tanto attuali,  politicamente   assai significativi . In realtà se nel 1820  i milanesi erano  schiavi,volti e 
voci  inesitenti, cittadini senza patria, violentati, insicuri,  soffrivano  le pene dell'inferno
Sto leggendo a voce alta   cosa scrive Alessandro Manzoni:

"Dagli atrj muscosi, dai fòri cadenti,dai boschi, dal'arse fucine stridenti, dai solchi bgnati di servo sudir, un volgo...disperso repente si desta, intende l'orecchio, solleva la testa, percosso da novo crescente rumor.........Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, traluce de'padri lo spregio sofferto, traluce dei padri la fiera virtu'  .....    S’aduna voglioso, si sperde tremante, per torti sentieri , con passioo vagante, fra tema e desire, s'avanza e rista, e adocchia e rimira scorata e confusa, ansanti li vede .... e sopra i fuggenti, con avido brando, quai cani disciolti , correndo, frugando, da ritta e da manca, guerrieri venir,gli oscuri perigli di stanze incresciose,per greppi senz'orma le corse affannose, il rigido impero , le fami durar, si vider le  lance calate sui petti,a canto agli scudi, rasente gli elmetti, udiron le frecce fischiando volar....li vede rapito d'ignoto contento, ......Il forte si mesce col vinto nemico, col novo signore rimane l'antico....l'un popolo e l'altro sul collo vi sta...dividono i servi...dividono gli armenti,si posano insieme sui campi cruenti..d'un volgo disperso che nome non ha! Qual raggio di sole da nuvoli folti, ......traluce de'padri la fiera virtu, ne' i guardi , ne'  i volti  comfuso ed incerto , si mesce e discorda lo spregio sofferto,....col misero orgoglio d'un tempo che fu.traluce de'i padro la fiera vrtu'. 

Il successo e i numerosi riconoscimenti pubblici (fu senatore del Regno d'Italia) si affiancarono a problemi di salute (nevrosi, agorafobia) e famigliari (i numerosi lutti che afflissero la vita domestica) che lo ridussero in un progressivo isolamento esistenziale. Nonostante ciò, rimase in contatto epistolare con la migliore cultura europea, da Goethe ad Antonio Rosmini, subendo anche l'influsso di Walter Scott per il genere del romanzo storico.

L’Italia ormai è divenuta una fabbrica di ignoranti nel vero senso della parola; ve lo dice non un esterno, ma un professore che ha creduto per mestiere da sempre nel sapere, nella cultura, nell’insegnamento e nell’università. Il Rapporto traccia un quadro preoccupante, mettendo in evidenza una profonda crisi culturale. Ne viene fuori il Paese degli ignoranti, caratterizzato da gravi carenze culturali e attraversato da crescenti sentimenti anti-occidentali. La crisi del ceto medio, e l’affondamento dei valori occidentali che da millenni ci incorniciano e da sempre pilastro delle democrazie liberali, è al centro dell’analisi. Ecco dunque un’Italia che è un paese di ignoranti. Ultimamente addirittura un intellettuale come il collega Odiffredi, remando contro questo dato, si è scagliato contro la Riforma Gentile,
7marzo1785-22aggio 1873

Caro Direttore,
ma  di quale Italia, violentata e divisa, imbevuta di veleni,   stiamo vivendo e parlando? Giorno dopo giorno siamo accerchiati da brutte notizie.Non esco piu da casa, non mi sento protetto, tutto mi appare odioso,  mi sembra di vivere  in mezzo a tanti " zombi",infelici,  un enorme manicomio . Tutti conto tutti.Stravolto il valore dei Padri. Distrutto il senso del buon vivere, del buon rapporto.
Siamo immersi in un caos totale. Vogliamo fare un passo indietro?

Considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi per il celeberrimo romanzo I promessi sposi, caposaldo della letteratura italiana,[1] Manzoni ebbe il merito di aver gettato le basi per il romanzo moderno e di aver così patrocinato l'unità linguistica italiana, sulla scia della letteratura moralmente e civilmente impegnata propria dell'Illuminismo italiano.
Passato dalla temperie neoclassica a quella romantica, Manzoni, divenuto fervente cattolico dalle tendenze liberali, lasciò un segno indelebile anche nella storia del teatro italiano (per aver rotto le tre unità aristoteliche) e in quella poetica, grazie alla nascita del pluralismo vocale con gli Inni Sacri e allo sviluppo della poesia civile.
Il successo e i numerosi riconoscimenti pubblici (fu senatore del Regno d'Italia) si affiancarono a problemi di salute (nevrosi, agorafobia) e famigliari (i numerosi lutti che afflissero la vita domestica) che lo ridussero in un progressivo isolamento esistenziale. Nonostante ciò, rimase in contatto epistolare con la migliore cultura europea, da Goethe ad Antonio Rosmini, subendo anche l'influsso di Walter Scott per il genere del romanzo storico.

Narrare la vita di Alessandro Manzoni, vuol dire rievocare tutte queste memorie, che intorno al grande scrittore si raccolsero, come intorno ad un centro di attrazione J^ Compito, per verità, troppo arduo, sproporzionato ai limiti e all'indole di questo volumetto; il quale solo si propone di riassumere, in forma semplice ed oggettiva, una vita che interamente fu dedicata ad educare il popolo^ affinché col costante sentimento del dovere, colla fede nella giustizia^ e Vaffetto alla patria, fosse degno dei rinnovati destini d'Italia,
Siamo nel Lombardo-Veneto,  verso l'anno 1820, provincia annessa all'Impero Austro -Ungarico,    Francesco Giuseppe d'Asburgo,  imperato Austriaco che governa mezza europa, impone severe limitazioni ai milanesi. 
Rileggendo "l'Adelchi "di Alessandro Manzoni, vorrei soffermarmi su alcuni passaggi *poetici", assai tristi, commoventi, ma tanto attuali,  politicamente   assai significativi . In realtà se nel 1820  i milanesi erano  schiavi,volti e 
voci  inesitenti, cittadini senza patria, violentati, insicuri,  soffrivano  le pene dell'inferno

Sto leggendo a voce alta ( mi si perdoni l' accostamento)  cosa scrive Alessandro Manzoni:
"Dagli atrj muscosi, dai fòri cadenti,dai boschi, dal'arse fucine stridenti, dai solchi bgnati di servo sudir, un volgo...disperso repente si desta, intende l'orecchio, solleva la testa, percosso da novo crescente rumor.........Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, traluce de'padri lo spregio sofferto, traluce dei padri la fiera virtu'  .....    S’aduna voglioso, si sperde tremante, per torti sentieri , con passioo vagante, fra tema e desire, s'avanza e rista, e adocchia e rimira scorata e confusa, ansanti li vede .... e sopra i fuggenti, con avido brando, quai cani disciolti , correndo, frugando, da ritta e da manca, guerrieri venir,gli oscuri perigli di stanze incresciose,per greppi senz'orma le corse affannose, il rigido impero , le fami durar, si vider le  lance calate sui petti,a canto agli scudi, rasente gli elmetti, udiron le frecce fischiando volar....li vede rapito d'ignoto contento, ......Il forte si mesce col vinto nemico, col novo signore rimane l'antico....l'un popolo e l'altro sul collo vi sta...dividono i servi...dividono gli armenti,si posano insieme sui campi cruenti..d'un volgo disperso che nome non ha! Qual raggio di sole da nuvoli folti, ......traluce de'padri la fiera virtu, ne' i guardi , ne'  i volti  comfuso ed incerto , si mesce e discorda lo spregio sofferto,....col misero orgoglio d'un tempo che fu.traluce de'i padro la fiera vrtu'. 
   

2) Il 58° Rapporto Censis presenta un’Italia che versa in una profonda crisi morale e culturale.

Chi oggi legge   Alessandro Manzoni ? La vita di Manzoni è stata interamente dedicata  alla  causa italiana.
"Occorre  educare il popolo,  affinché col costante sentimento del dovere, colla fede nella giustizia e affetto alla patria, fosse degno dei rinnovati destini d'Italia".
Come siamo cambiati oggi ?

I classici della letteratura sono spesso considerati libri antiquati, inutili, barbosi,   storie vecchie, che appartengono al passato.
Al contrario, leggere Alessandro Manzoni 
è un'esperienza che ci arrichisce, illumina, ci rende umani ,  ci apre la mente.

Alesandro Manzoni, (1785- 1873) , libero pensatore,  indipendente,   liberale, Senatore del Regno d'Italia.
Il  suo pensiero  si caratterizza  per la  forte carica  patriottica, per il sacrificio,  l' impegno generoso, promuove e mira all'indipendenza e   l'unità d'Italia.
Manzoni  vuole scuotere gli italiani, combatte l'ignoranza, l'oscurantismo,  la loro passività, che delinea con  il poemetto Del trionfo della libertà , composto nel 1801.
Il suo è un proclama liberatorio di accesa fede repubblicana, per un futuro migliore,  anti autoritaria  e democratica.
Lo si coglie leggendo il carme "In morte di Carlo Imbonati (1806)", come   programma di vita e di pensiero.

Leggiamo insieme i  versi 207-215:
«Sentir,» riprese, «e meditar: di poco
Esser contento: da la meta mai
Non torcer gli occhi, conservar la mano
Pura e la mente: de le umane cose
Tanto sperimentar, quanto ti basti
Per non curarle: non ti far mai servo:
Non far tregua coi vili: il santo Vero
Mai non tradir: nè proferir mai verbo,
Che plauda al vizio, o la virtù derida».

Narrare la vita di Alessandro Manzoni, vuol dire rievocare tutte queste antiche memorie patrie. Tempi di dure lotte. Intere generazioni di italiani si sono sacrificate.
Oggi dove sono finite le loro storie? Chi le ricorda? 
Siamo nel 1820. Il Lombardo-Veneto è territorio austriaco, dopo il Congresso di Vienna, annesso all'Impero Austro -Ungarico di Francesco Giuseppe d'Asburgo.
Su tutti vigila potentemente armata la " Santa Alleanza". Poi tutto cambia . Molti popoli europei si ribellano. L'Europa  è scossa dai moti del 1848 , scoppiano violente constestazioni,
molti patrioti italiano vengono perseguitati.  Il  salotto milanese di Clara  Maffei, sincera  patriota,  ospita e protegge i " Carbonari", pericolosi "terroristi", la polizia li perseguita.
La contessa  Maffei ospita  ambasciatori, uomini politici, poeti,  scultori . Donna coraggiosa,  insofferente  della censura  austriaca,  i suoi amici patrioti, tra cui Carlo Cattaneo e Luciano Manara, hanno contribuito alla rivolta delle Cinque Giornate di Milano.Milano vuole liberarsi degli Austraci, si lotta in ogni strada.

Rileggendo "l'Adelchi , scritto tutto in segreto per evitare la dura repressione della censura, vorrei soffermarmi su alcuni passaggi "poetici", assai tristi, commoventi, ma tanto attuali,  politicamente   assai significativi . In realtà nel 1820  i milanesi erano  schiavi,volti e voci  inesitenti, cittadini senza patria. Semplici sudditi. senza nessun diritto. 
La censura austriaca non ama i patrioti italiani, controlla ogni parola. Si punisce  pesantemente chi si oppne, chi non si piega, chi scrive contro il regime austriaco. 

Sto leggendo a voce alta   cosa scrive Alessandro Manzoni:  una importante lezione di democrazia per tanti giovani italiani.. 
"Dagli atrj muscosi, dai fòri cadenti,dai boschi, dal'arse fucine stridenti, dai solchi bgnati di servo sudir, un volgo...disperso repente si desta, intende l'orecchio, solleva la testa, percosso da novo crescente rumor.........Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, traluce de'padri lo spregio sofferto, traluce dei padri la fiera virtu'  .....    S’aduna voglioso, si sperde tremante, per torti sentieri , con passioo vagante, fra tema e desire, s'avanza e rista, e adocchia e rimira scorata e confusa, ansanti li vede .... e sopra i fuggenti, con avido brando, quai cani disciolti , correndo, frugando, da ritta e da manca, guerrieri venir,gli oscuri perigli di stanze incresciose,per greppi senz'orma le corse affannose, il rigido impero , le fami durar, si vider le  lance calate sui petti,a canto agli scudi, rasente gli elmetti, udiron le frecce fischiando volar....li vede rapito d'ignoto contento, ......Il forte si mesce col vinto nemico, col novo signore rimane l'antico....l'un popolo e l'altro sul collo vi sta...dividono i servi...dividono gli armenti,si posano insieme sui campi cruenti..d'un volgo disperso che nome non ha! Qual raggio di sole da nuvoli folti, ......traluce de'padri la fiera virtu, ne' i guardi , ne'  i volti  comfuso ed incerto , si mesce e discorda lo spregio sofferto,....col misero orgoglio d'un tempo che fu.traluce de'i padro la fiera vrtu'. 
  
Caro Bartolino, anche tu sei un valoroso patriota, ogni giorno apri le braccia a chi ha bisogno, ci fai respirare aria buona,
il tuo Notiziario ci aiuta a sopravvivere in mezzo a tanta volgarità , a tanto cattivo governo.  

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