Da Freiburg-Germania in linea Michele Sequenzia 'Il governo del male'

di Michele Sequenzia

Caro Direttore, 
Le isole Eolie, chiedono aiuti, soffrono da decenni, mal curate e poco protette,  sono in ginocchio. Guidate male e male amministrate.  Lo leggiamo dal Notiziario . Frane, allagamenti, crolli,  non si arriva e non si parte. 
Le popolazioni a rischio.  Pericolo di malattie. Senza rifornimenti!! La furia del ciclone Harry ha imperversato e distrutto tutto.  con onde alte anche più di 10 metri. Banchine devastate, porti  impraticabili, allagati.  La Sicilia  isolata. 
Niscemi: è la città  dei miei nonni,  abbandonata, violentata, maltratta ,distrutta dall'incompetenza. Niscemi  sta per scomparire, impossibile salvarla. 

Sono secoli di abbandono, di inutili governi, di pessima politica ambientale. 
1792-   Tutto inizia con  un libro del 1792  scritto dall’archeologo e naturalista Saverio Landolina Nava e intitolato Relazione Della Rivoluzione Accaduta in Marzo 1790 Nelle Terre Vicine A S. Maria Di Niscemi Nel Val Di Noto. 
Grazie a questo libro, preziosa testimonianza,  oggi siamo in grado di sapere cosa non è mai stata fatta per Niscemi.
Dove si narra  che il 19 marzo 1790 «il lato opposto al pendio della montagna si sollevò in un piano e unitosi al pendio abbassato coll’altro lato formò li due piani inclinati che ora si vedono». 
Spaventosamente attuale. Una storia apocalittica di una enorme frana  durata otto giorni e miracolosamente finita, proprio perché lenta, evitando  un’ecatombe di morti

12 ottobre 1997, sono passati  oltre 2   secoli dalla frana del 1792, poco prima delle 14, a Niscemi la gente spaventata  scese in strada gridando al terremoto.
26 gennaio 2026- La storia sui ripete. Com'è accaduto alle 13 di domenica , quando tutta  Niscemi ha avvertito  un terrificante  boato. Un enorme frana di chilometri sta facendo precipitare le case. 
Le strade non esistono più. Crolla tutto, automobili, carri, tetti, camere da letto, cucine, scale, pavimenti, bagni, cassoni,  un disastro. Un salto nel vuoto, di oltre 100 metri.
Pericolo di incendio. Pericolo di malattie. 
Una enorme frana  si è allargaza, tagliando la cittä, spaccando tutto,  ripresentata negli stessi luoghi:  inabitabili  Sante Croci, Pirillo, Canalicchio. 

Nel 1997, l'allora sottosegretario alla Protezione civile, il vulcanologo Franco Barberi, parlò di "ordinaria malamministrazione e di completo degrado in una zona sottoposta a vincolo geologico". 
La procura di Caltagirone aprì un fascicolo per disastro colposo, ai 400 sfollati furono offerti 600mila lire al mese, per 13 mesi, come contributo per l'affitto. Arrangiatevi. 
Nel 2000 48 case e la settecentesca chiesa di Sante Croci furono demolite. Quando le ruspe s'avvicinarono al luogo di culto, una dozzina di persone fece da scudo per impedire la demolizione.
Tra ricorsi giudiziari e proteste, liti, processi, infine la chiesa fu abbattuta. 

Nel 2014, dopo che da un decennio l'area era stata dichiarata a "rischio idrogeologico molto elevato", un'altra frana spinse la Regione a stanziare altri 9 milioni di euro per la regimazione delle acque meteoriche,
per drenaggi profondi e per il consolidamento del torrente Benefizio. 
Anche qui, dopo una serie di ripicche, trattative, ripensamenti,  contenziosi, il progetto fu ritirato. Nesuna indagine della Magistratura? Tutto perfettamente legale? 
Tra il 2020 e il 2024, dopo un intervento di messa in sicurezza della provinciale 12, altri 8 milioni di euro vennero messi a disposizione per interventi di drenaggio  delle acque. Con quale successo?

Denaro in realtà, che rimase  mai investito,  mai speso, così come lo rimase l'ultimo atto ufficiale della regione Sicilia su Niscemi: il progetto, tutto rimasto sulla carta: nulla di nulla fatto.
il consolidamento della frana del 1997 e del torrente stesso nell'agosto 2025 è atroce testimonianza di un governo inesistente, di una lunga storia di inadempimenti,
di falsi annunci, di " presunti" interventi, mai realizzati, ancora oggi  su tutti i giornali del mondo,   si leggono  pesanti critiche, pessima immagine ,    cattiva gestione, testimonianza di   incapacità governativa.

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