Da Freiburg -Germania in linea Michele Sequenzia 'I Patti Lateranensi'
di Michele Sequenzia
Caro Direttore,
andiamo a letto tra gli incubi, ci svegliamo con le bombe Si gela nei rifugi, crollano le abitazioni , sono in fiamme gli ospedali.
Cosa sta succedendo?
E se la diplomazia non funziona, l'odio tra i popoli annienta la Pace, l’equilibrio mondiale diventa instabile, si liquefa come il burro,
si prega, si spera, ora si attende il " miracolo", che l'Uomo forte ci aiuti a sopravvivere. Ma come? E con quale diritto?
Perché ti scrivo questo?
Nei libri di storia si legge che ci sono voluti 41 anni per raggiugere la pace tra lo Stato Pontificio di Pio IX e il governo italiano di sua Maesta il Re Vittorio Emanuele II.
Una brutta storia, di forti tensioni, di cui non si parla più!
A partire dal 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia, la maggior parte del territorio, esclusa Roma, dominio secolare di Papa Pio IX,
è unificato sotto il governo del Re Vittorio Emanuele II di Savoia e del suo primo ministro, il conte di Cavour.
Roma, città papale, difesa dai battaglioni di Zuavi francesi, non ama i Savoia, rifiuta ogni rapporto. Robuste mura la protegge dalle truppe di Re Vittorio Emanuele III Roma- Divisa di Zuavo del 1870 Immagine illustrativa dell'articolo Zuavi pontifici
Poi tutto nasce per caso. I Francesi , ben armati a protezione del Pontefice, sono costretti a lasciare Roma, debbono raggiungere in fretta e furia l'esercito di Napoleone Terzo, che è impegnato, a Sedan, contro la Germania.
Occasione unica per i Piemontesi, che trovano Roma senza protezione armata .
Il 20 settembre 1870, si decide di attaccare il Pontefice. I Savoia entrano nelle sacre mura di Roma, irrompono i bersaglieri attraverso la breccia di Porta Pia, vi si completa il processo di unificazione dell’Italia, con la fine del potere temporale dei Papi.
Re Vittorio Emanuele II scrive: "
"Noi entrammo in Roma in nome del diritto nazionale, in nome del patto che vincola tutti gli Italiani ad una unità di nazione; vi rimarremo mantenendo le promesse che abbiamo fatte solennemente a noi stessi: libertà della Chiesa, piena indipendenza della Sede pontificia nell’esercizio del suo ministero religioso, nelle sue relazioni con la cattolicità. (…) Con Roma capitale ho sciolto la promessa che ventitré anni or sono veniva data dal mio magnanimo genitore“.
Papa Pio IX ostinatamente si dichiara prigioniero, si barrica all’interno del Vaticano, si chiude nella fortezza di Castel Sant'Angelo, e rifiuta di riconoscere l’autorità del nuovo Stato italiano .
Pio IX nega ogni contatto e nel 1874, con la formula "non expedit ", vieta ai cattolici di tutta Italia , di astenersi dal prendere parte pubblica e politica della nuova nazione italiana.
Pio IX , con l’allocuzione "Iadudum cernimus " non accetta la “vandalica spogliazione” del suo Stato Pontificio, fino alla sua morte si definirà «prigioniero dello Stato italiano».
“Giudica noi, o Iddio, e distingui la nostra causa dalla gente non santa; concedi, o Signore, pace ai nostri giorni, giacché non vi è nessun altro che combatta per noi, se non tu solo, Dio nostro”.
Si apre un lungo contenzioso . Inizia un periodo di dure contrapposizioni, di lacerazioni spirituali tra i sudditi della monarchia sabauda e la Chiesa di Roma. Si apre una lunghissima "querelle" tra Stato e Chiesa. Si apre la cosiddetta “Questione romana”, una ferita che sanguina, che rimane irrisolta fino alla firma dei Patti Lateranensi del 1929,
Scrive Papa Pio IX:
"È noto che Noi, Chiesa di Roma, adempiendo al Nostro dovere, Ci opponemmo a chi si voleva che Noi, vergognosamente, tradissimo l’ufficio Nostro abbandonando e consegnando i diritti e i domini della Chiesa, o stipulando con gli usurpatori una nefanda conciliazione. Noi, a questi iniqui ardimenti e misfatti perpetrati contro ogni diritto umano e divino, opponemmo solenni proteste davanti a Dio e agli uomini, e dichiarammo incorsi nelle censure ecclesiastiche i loro autori e fautori, e, quando fu necessario, li fulminammo con le stesse censure".
l'11 febbraio del 1929 , dopo anni di continue, intense consultazioni, di infinite trattative, Benito Mussolini , capo del governo, e Papa Pio XI firmano un accordo che riconosce la sovranità della Città del Vaticano.
Il successivo 2 ottobre, un plebiscito popolare conferma l’annessione della città di Roma al Regno d’Italia, e nel 1871 Roma è proclamata capitale del Regno d'Italia