Isole d'Italia. 'Figlie di un Dio Minore' di Davide Starvaggi
di Davide Starvaggi
Ho letto del Piano del Mare 2026 - 2028. È la prima volta che un documento ufficiale scrive che vivere su un'isola non è come vivere in terraferma.
Noi lo sappiamo da sempre, ma fa bene vederlo scritto.
Fa meno bene sapere che tanti lo diciamo , e che ogni fine estate quando i turisti se ne vanno restiamo con gli stessi problemi: affitti carissimi, medici che non restano, figli che partono e non tornano, fondi europei che lasciamo sul tavolo perché siamo troppo piccoli per prenderli da soli e tanto altro.
Il sistema attuale non funziona e non perché le persone siano in malafede, ma perché è strutturalmente sbagliato ogni isola va da sola a chiedere tutto, e da sola non conta nulla.
Io credo che questo sia il momento giusto per cambiare approccio, non con un altro tavolo o un'altra commissione, ma con qualcosa di nuovo, di concreto, di misurabile.
Nei commenti ho scritto la mia proposta, leggetela, criticatela, miglioratela.
Il dibattito serio su come vogliamo vivere queste isole tra dieci anni non può aspettare un'altra estate.
Parto da un fatto: la Costituzione italiana è stata modificata nel 2022 e oggi all'art. 119 dice testualmente che la Repubblica deve rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità. È legge vigente ma nessuno l'ha ancora trasformata in qualcosa di concreto.
Il Piano del Mare 2026-2028 riconosce che nei comuni insulari gli affitti superano quelli dei capoluoghi di regione nel 60% dei casi, che le scuole faticano a tenere insegnanti stabili, che i servizi sanitari dipendono dal meteo. Sono numeri veri, che chi vive nelle isole conosce sulla propria pelle.
Nello stesso periodo il Governo e la Regione Siciliana hanno avviato la procedura di trasferimento delle competenze riferite alla gestione dei collegamenti marittimi delle isole minori.
Un passo importante, ma cambiare chi gestisce i collegamenti senza riformare la struttura complessiva rischia di spostare il problema senza risolverlo, perchè il vero problema è che le nostre isole parlano con dieci voci separate.
Lipari, Lampedusa, Pantelleria, Ustica, Favignana: ognuna con il suo piccolo Comune, il suo ufficio tecnico sotto organico, la scarsa capacità di accedere ai fondi europei, lo scarso peso negoziale verso Roma e Bruxelles. I 10 Comuni delle isole minori siciliane insieme rappresentano 42.000 residenti e milioni di presenze turistiche ogni anno. Eppure parlano come se fossero dieci villaggi isolati, non un sistema.
La proposta si chiama AIMS "Agenzia per le Isole Minori Siciliane".
Non un nuovo carrozzone ma un consorzio pubblico tra i dieci Comuni e la Regione Siciliana, modellato su esperienze che funzionano già in Europa:
- In Scozia, l'Islands Act del 2018 obbliga ogni organo pubblico a valutare l'impatto di qualsiasi legge sulle comunità insulari prima di approvarla. Costa zero, cambia tutto.
- In Portogallo, gli abitanti delle Azzorre ricevono una compensazione diretta per i costi extra di vivere su un'isola. Perché l'energia costa di più, i trasporti costano di più, tutto costa di più.
- In Spagna, le imprese che creano lavoro stabile alle Canarie pagano tasse ridotte perché il sistema fiscale normale penalizza strutturalmente chi vive su un'isola.
L'AIMS farebbe tre cose che oggi non fa nessuno:
1) Un ufficio europeo dedicato che sa come si accede a FESR, INTERREG ecc.
Quei fondi oggi restano a Bruxelles perché i nostri Comuni sono troppo piccoli e sotto-strutturati per prenderli.
2) Una voce unica ai tavoli con il MIT, con il Ministero della Salute, con l'ENAC per la continuità territoriale aerea. Non dieci richieste separate che si annullano a vicenda.
3) Incentivi reali per chi sceglie di vivere e lavorare qui tutto l'anno: residenza agevolata, fiscalità alleggerita per le imprese che assumono con contratti stabili, sussidi per medici e insegnanti che restano.
Il modello è scalabile e se funziona in Sicilia, può diventare ANIM - Agenzia Nazionale per le Isole Minori - per tutti i 36 Comuni insulari italiani in quanto la base giuridica c'è già.
So che questa proposta ha bisogno di essere discussa, corretta, migliorata da chi conosce meglio di me certi meccanismi.
Le isole hanno bisogno di essere riprogettate, con coraggio e con metodo.