Da Freiburg - Germania in linea Michele Sequenzia 'Difendiamo il diritto allo studio'

di Michele Sequenzia

Caro Direttore,
quanti sono i nostri giovani, sto leggendo lo splendido intervento di Sergio Beninati, giovanissimo studente di Giurisprudenza, che hanno il coraggio, l'impegno, la forza, di farci sapere i loro disagi, le loro sofferenze, le privazioni come il loro profondo disinganno?
Come rispondono le " Istituzioni"? Continuamente negando loro "l'esistenza"? Con punizioni , carcere e censura?
Sono un esercito i giovani italiani, pieni buona volontà che studiano e si impegnano, che sanno tradurre in un chiaro linguaggio, e con tanta passione, il bisogno di amicizia, condivisione, fraternità, uguaglianza, che sentono il bisogno di " farsi conoscere" , la loro fame di " ascolto" , i loro bisogni sono impellenti, sono naturali, i loro tanti tentativi di comunicarci i loro bisogni "esistenziali".
Come possiamo ancora una volta, educatori, professori, classe " dirigente", egoisticamente chiudere gli occhi, tapparci le orecchie, far finta di " nulla", rinchiuderci nel nostro egoismo, davanti a tanta solitudine , disagio, dolore e sofferenza? Perché tanta " cattiva volontà"?

Come Sergio Beninati, disperatamente attaccato alla Sua  "isola", anche il giovanissimo Antonio Gramsci , dalla Sardegna, arrivò a Torino ai primi di ottobre del 1911, lo studente sardo vi era giunto con l'intento di frequentare i corsi della facoltà di Filosofia e Lettere con indirizzo di Filologia moderne. Insieme ad altri candidati, sostenne le prove d'esame che, tra scritti e orali, durarono circa due settimane , ottenendo il nono posto sui venti promossi.
Oggi, mentre in tutta Europa gli studenti continuano a protestare, in Serbia le recenti elezioni hanno portato ad un risultato sorprendente.
Alle parlamentari di domenica ha vinto la “ Lista studentesca “ (Studentska lista), il movimento degli studenti che è riuscito a sconfiggere il partito illiberale e conservatore dell’ex presidente Aleksandar Vučić.
L’affluenza è stata tra le più alte di sempre, è andato a votare quasi il 70% degli aventi diritto, segnando il record più alto dal 1992 nel Paese.

Sembra incredibile soprattutto se si pensa che la Studentska lista è nata solo due anni fa, proprio a partire dalle manifestazioni degli studenti contro il governo.
Di questo gli studenti italiani debbono far tesoro. Organizzatevi, stringete amicizie, fatevi sentire. I vostri voti sono fondamentali.
" State uniti". Basta divisioni. L'Italia ha bisogno di voi. Voi siete il futuro. Spetta a voi , Studenti italiani , spetta voi dettare al Governo le vostre condizioni.
Studenti di tutta Italia, fate anche voi blocco , unitevi tutti, come i vostri coetanei serbi.
Studiare oggi in Italia è una impresa titanica. Il Diritto allo Studio è un grosso problema irrisolto.
Torino è una città fredda, chiusa, quasi inospitale, quante sono le Case per gli studenti? (negli anni Sessanta i Torinesi non volevano affittare ai " meridionali “).
Anche Antonio Gramsci era tra quelli che venivano dal sud, ma come erano " accolti"? Torino è nata come una città operaia.
Pochi erano , come Gramsci, gli studenti universitari.
I primi mesi furono particolarmente difficili per Gramsci, in un clima freddo e inospitale e in costante lotta per la sopravvivenza.
Anche allora non esisteva  ombra di aiuto per gli studenti. Dovevano “ arrangiarsi ", come potevano. Come viverci senza stanze,
poche e scarse le mense, pochi mezzi finanziari.

Le settanta lire della borsa di studio non erano sufficienti neppure a pagare la pensione e le spese di prima necessità, perciò Gramsci aveva bisogno di risorse finanziarie ben superiori alle venti lire che gli venivano inviate dai genitori. Le lettere alla famiglia di quel periodo erano una continua e pressante richiesta di denaro e una insistenza affinché fosse sollecitato l'invio dei documenti senza i quali la borsa di studio restava sospesa. Ridotto alla fame, senza un cappotto con cui potersi proteggere dal freddo, fu soccorso da un bidello; questi gli trovò una pensione che costava settanta lire al mese e dove si faceva credito. Cosa è cambiato a Torino dal 1911?
Sono passati secoli, finito il Ventennio fascista, è nata la Costituzione, si è affermata per decenni la Democrazia Cristiana,
abbiamo avuto governi socialisti , poi " Nazionalisti"... ma il problema del sud , malgrado una pioggia di leggi a sostegno, non è stato mai risolto.

Francesco Saverio Nitti (1868-1953) , che scriveva:
"Oramai è fuori di ogni dubbio, che la differenza fra il Nord e il Sud intorno al 1860, (prima dell' impresa dei Mille) si sia accentuata rapidamente. Cause finanziarie, diversi ordinamenti politici, misure doganali, corruzione, privilegi, incomprensioni, scarsa distribuzione delle spese di Stato (esattamente con oggi con le richieste di " maggiore libertà" ) hanno largamente contribuito a determinare e ad accentuare questa crescente differenza di condizioni.
Non va però in niuna guisa omesso che l'Italia settentrionale è in condizioni naturali di sviluppo assai superiori al Mezzogiorno: per mancanza o poca diffusione di malaria, per estensione di terre
coltivabili, per distribuzione di acque, per situazione geografica, per essere grande via di traffico".
Tutta l'Italia preunitaria avvertiva la carenza di un sistema pubblico nord-sud " integrato", e la mancanza di una unica struttura centralizzata, come il bisogno della grande industria. In quali situazioni si trovava il " Regno delle Due Sicilie"? In quali situazioni si trovava il Piemonte dopo tre guerre d'indipendenza?
“ La Lombardia, così fiera delle sue poche industrie, non aveva quasi che l'agricoltura; il Piemonte , malgrado le sue vittorie, era rimasto povero, dissanguato, un Paese prevalentemente agricolo e parsimonioso, poco aperto al commercio, alla finanza, almeno nelle abitudini dei suoi cittadini.

L'Italia centrale, l'Italia meridionale e la Sicilia erano in condizioni di sviluppo economico assai modesto. Intere provincie, intere regioni , dove l'analfabetismo era diffuso, eran rimaste secolarmente quasi chiuse a ogni civiltà “.
Vorrei ricordare che Sergio Beninati , come tutti gli altri studenti e studentesse, gode di tutti i Diritti Costituzionali, di conseguenza
ha tutti i diritti di essere ascoltato.
Chi non ascolta i giovani non è democratico. Ignobile accusare i giovani di " terrorismo".
Perché tanto odio contro i nostri giudici? E quanti sono i decreti per l'ordine pubblico? A chi dare retta al Primo decreto o all'ultimo, l'ottavo?
Chi ha emesso ...la raffica... di decreti sicurezza? Chi deve rispondere del mancato " ordine Pubblico"? Sono gli studenti o la Presidente del Consiglio?

Parliamoci chiaro? Chi fa molto male il suo mestiere? Chi sono i " Veri Responsabili" dell'ordine Pubblico? Gli studenti?
Al contrario, la Costituzione apre le sue porte a tutti i giovani. Ama il dialogo, ama il confronto. Vi si respira aria sana. Non ci sono differenze nella Costituzione. Non ci sono,guerre, prigioni, esclusioni, galere, ghetti per chi non ha patria.
Noi difendiamo la Costituzione. Noi tutti, da qualsiasi parte del mondo siamo oggi in Italia, Nord, Sud, Bianchi, Neri, Gialli, amiamo, la Costituzione.
Lo ricorda anche Luigi Sturzo (1871-1959), che affermava:
" La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo
e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti, verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà.“

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