Da Freiburg-Germania in linea Michele Sequenzia 'Buone vacanze'

di Michele Sequenzia

Caro Direttore,
Il governo italiano, ancora una volta,  stenta a far quadrare i propri conti, mancano miliardi, la vita  peggiora di giorno in giorno, stiamo diventando poveri. Il governo , con l'acqua alla gola, chiede  di poter " svincolarsi" da precisi obblighi con l'UE, indebitandosi continuamente :  l'economia fa acqua da ogni lato. 

Ad oggi  ogni italiano ha un debito   che ammonta  globalmente a  ben  3.158,8 miliardi di euro. In soldoni ogni italiano, anche i neo nati 2026...sono in debito, sin dalla loro nascita, di 53.539 mila euro. 
 Rispetto a 12 mesi fa,  il debito pubblico è cresciuto di oltre 125,2 miliardi. Secondo la "Relazione sull’economia  e sull’evasione fiscale  e contributiva" segnala che l’evasione  è  ormai giunta ad oltre 100 miliardi di euro. Nessuno indaga sui paradisi fiscali. Sui milioni di evasori.  Ogni anno allo Stato,  al governo,  mancano 100 miliardi euro / anno, di evasioni fiscali. Perché non si scovano i miliardari che non pagano un euro? 

Il mercato del lavoro continua a mostrare pesanti  squilibri. Pesantissima è la condizione dei " cassaintegrati". Non cessa  il " Caos nei contratti di lavoro", che mette a repentaglio milioni di vite umane . Manca ogni legge,  manca un salario " minimo".   Le donne italiane , sempre poco considerate,. occupano posti marginali, collocate nelle  ultime posizioni in Europa per quanto riguarda  il  mercato del lavoro. Un dato su tutti: solo il 53% delle donne italiane tra i 15 e i 64 anni risulta occupato, contro una media UE del 66%.   

Tra i giovani, il tasso di occupazione  non " si "sviluppa".. Tra  i  laureati: quasi un quarto tra 25 e 34 anni non trova lavoro,  a mala pena   svolge lavori saltuari, sotto pagati,  sfruttati, o professioni a media o bassa qualificazione e a basso  reddito. 
Come stiamo ad " informazione"?  Come sopravvivono giornalisti, giornali, informatori, comunicatori ? 
Chi opera nell'informazione trova spesso sbarrata la sua strada. Ci sono argomenti , fatti di cui non si deve parlare.  Molti giornalisti vengono allontanati se non  eliminati da governi totalitari. Ne soffre l'informazione. I cittadini non sono informati. Restano degli " ignoranti". 

Per "l’osservatorio Ossigeno informazione", lo scorso anno 93 giornalisti sono stati oggetto di querele temerarie, ossia di iniziative giudiziarie infondate e finalizzate esclusivamente a intimidire e far tacere i giornalisti. L’Italia continua ad essere il Paese con il maggior numero di querele per diffamazione ed esorbitanti richieste di risarcimento danni. Oltre l’80% di questi procedimenti viene archiviato o si conclude con un’assoluzione. Spesso dopo molti anni.  Per questo, riteniamo che il modo con cui è stata recepita la Direttiva europea sulle querele intimidatorie sia un’occasione persa». Questi numeri non tengono conto di chi non rende pubblica la querela, nel tentativo di giungere a una soluzione che, anche quando avvenga, ha comunque tenuto per lungo tempo una persona in stato di autolimitazione, quando non di autocensura. Sempre per Ossigeno, nel 2025 sono stati 677 i giornalisti minacciati.  L'informazione è il sangue della democrazia. Colpire un giornalista, un reporter, un semplice fotografo è un delitto.

Chi lavora in Italia? E con quali " diritti"? E con quali redditi / salari ? Difficile trovare lavoro. L’occupazione è in calo sia per gli under 25 (-43.000) sia per la fascia 25-34 anni (-17.000). A questo si aggiunge la piaga dei NEET (quelli senza educazione, nessun lavoro  e training): nel 2024 erano 1,34 milioni i giovani tra i 15 e i 29 anni, con un’incidenza doppia, oltre i due milioni,  nel Mezzogiorno. La “fuga di cervelli” , molti scappano dall'Italia, continua senza sosta, aggrava la situazione: tra il 2011 e il 2024, quasi 440.000 giovani, in gran parte laureati, hanno lasciato l’Italia, causando una perdita di capitale umano " inestimabile." Per le donne, la situazione non è migliore. Nonostante il tasso di occupazione femminile sia al suo massimo storico, il gap con gli uomini è abissale: 54,2% contro il 71,5% maschile, una differenza di oltre 17 punti. L’occupazione è in calo sia per le  under 25 (-43.000) sia per la fascia 25-34 anni (-17.000).
Chi si sente sicuro in Paese insicuro?  Gli italiani non si sentono  sicuri. Lo  si legge ogni giorno. Diffusa è  la  sensazione di insicurezza, di disagio,  anche le strade italiane sono insicure : impotenti assistiamo alla crescita dei comportamenti violenti tra i giovani ( +55%), continua l'immigrazione irregolare e non controllata (+44%), spaventa l'aumento delle sacche di marginalità e povertà (+ 27%). Ma cosa viene fatto? Le responsabilità vengono attribuite  al governo (36%), che dimostra poca attenzione, critico è  l'operato delle forze dell'ordine, mentre  alla magistratura  si chiede una  giusta  applicazione delle leggi. Lo scontro con i magistrati è praticamente continuo. 

Di quale democrazia stiamo parlando?
Questo governo fatica a  rispettare  le leggi della Repubblica. Si usa condannare chi non la pensa come il governo, si colpisce  il diverso. Gli italiani vivono male divisi tra destra e sinistra. , perversa situazione. Vogliamo forse tornare ad un governo " totalitario"? Non è bastato il fascismo con tutta la catastrofe di una spaventosa  guerra?  Il governo non programma il nostro futuro, vuole solo" reprimere", distruggere il buon rapporto tra gli italiani. Si vogliono mantenere le cattive, vecchie  abitudini politiche. Tutto ciò non fa che peggiorare i rapporti civili e  politici.  Il governo si affida alla forza, non alla democrazia. Tra le " inutili" proposte " sicurezza",  considerate "più efficaci", che poi  non concludono nulla,  sono l'inasprimento delle pene per furti e scippi (+44%), maggiori restrizioni sul porto di armi bianche (+41%) e il potenziamento delle strutture di trattenimento per cittadini stranieri irregolari (+39%). Ma nulla viene fatto per aiutare " realmente", con nuovi, moderni  programmi culturali, i giovani, le famiglie. Si vive male in Italia. 

Famiglie e trasformazioni sociali. Per secoli la " famiglia " era stata  la "base" della vita formativa, associativa ,  degli italiani. Tutto partiva dalla famiglia". Oggi  le famiglie italiane stentano a mettere al mondo mettere al mondo i propri figli. Il Pese diventa sempre più vecchio ed obsoleto. Nascono  sempre meno figli.  Le coppie con figli sono scese al 28,4% ,  si riducono le reti familiari tradizionali, crollano i rapporti " affettivi" . Cresce  il numero di persone che vivono sole. Si accentua ovunque il disagio, l'insicurezza, l'abbandono  di molti anziani, ammalti ed impotenti,  che non hanno alcun aiuto.
Povertà, assistenza  e salute
Nel 2025 quasi 11 milioni di persone risultavano a rischio di "povertà." La povertà, lo stato di forte disagio,   di mancanza di ogni mezzo, coinvolge oltre  5,7 milioni di italiani , con incidenze molto elevate tra le famiglie di immigrazione, e  quelle numerose con figli minori.

Il Rapporto evidenzia  forti disuguaglianze dei livelli sanitari, pochi sono gli ospedali efficienti, spesso assai lontani da chi ha bisogno di urgenti interventi.  Molti sono i decessi per mancanza di una sana efficiente, moderna politica sanitaria.
Sempre piu'  mancano  moderne strutture e scarseggia il  personale qualificato, le popolazioni sono poco curate , abbandonate a se stesse,  emarginate, non esistenti quelle delle isole. . Le Aree Interne, isole, territori montani,  mostrano maggiori difficoltà nell’accesso ai minimi  servizi sanitari e si registrano livelli più elevati di mortalità, per cattiva sanita´.
Istruzione, competenze e capitale sociale

Pochi leggono e studiano. La spesa pubblica per l’istruzione è sempre piu´ insufficiente. La scuola italiana è molto vecchia. In gran parte superata dai nuovi, incisivi programmi . Mancano  iniziative  di sviluppo. Manca innovazione. Non si investe in cultura e conoscenza  che   restano assai inferiori alla media europea,  in rapporto al Pil. Solo il 31,6% dei giovani tra 25 e 34  anni ( solo 2 su dieci)  possiede un minimo   titolo terziario, contro il 44,1% della media UE. Permangono forti criticità negli apprendimenti medi  scolastici: il 36% degli studenti dell’ultimo anno delle superiori presenta scarsa capacità critica, non conoscono le lingue, non hanno   competenze sufficienti in molte materie fondamentali come italiano, scienze, fisica  e matematica.
Sul piano sociale, il Rapporto registra un deciso  calo della partecipazione politica e associativa, i giovani "rifuggono" la politica, sono scontenti, apatici,  non interessa , non leggono e non partecipano, preferendo occuparsi di  reti di aiuto informale e  volontariato. Cresce la domanda del lavoro di assistenza e cura, che coinvolge oltre 4 milioni di persone spesso senza mezzi. 
Futuro Digitale, Intelligenza artificiale e qualità della vita

Nel 2025 poco più della metà degli italiani tra 16 e 74 anni possedeva  semplici competenze digitali di base, con forti divari territoriali. Solo pochi sono capaci di  utilizzare  utili  strumenti di intelligenza artificiale, contro il 32,7% della media europea. 
Imperversano  invece  i " social media". L’uso dei "social media" resta  assai sviluppato, non sempre controllato,  soprattutto tra i giovani. Ma tutto cio non crea cittadini responsabili. Il Rapporto segnala  pericolosi fenomeni di un loro utilizzo illegale, in particolare tra gli adolescenti e giovani don.

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