Da Alicudi in linea Aldo di Nora 'Chi può parlare a nome degli isolani?'
di Aldo Di Nora
ALICUDI, CHI PUO’ PARLARE A NOME DEI RESIDENTI? In questi giorni si è molto parlato di Alicudi e del progetto del dissalatore previsto sull’isola. Titoli e dichiarazioni pubbliche hanno dato l’immagine di una comunità già compatta, come se l’intera isola avesse espresso ufficialmente una posizione unica e definitiva. Il punto, però, non è il sì o il no al dissalatore. Il punto è capire chi possa parlare pubblicamente a nome dei residenti di Alicudi, e con quale mandato verificabile.
Ogni persona ha pieno diritto di avere la propria opinione, di manifestarla e di difendere ciò che ritiene giusto per l’isola. Questo diritto non si discute. Ma una cosa è dire che un gruppo di persone esprime legittimamente una posizione; altra cosa è parlare a nome di Alicudi, o dei residenti di Alicudi, come se quella posizione fosse stata formalmente espressa dall’intera comunità. Quando si afferma pubblicamente che “Alicudi dice no”, oppure che un determinato numero di abitanti sarebbe contrario a un’opera, è naturale chiedersi su quale base venga fatta questa affermazione. Esiste una raccolta firme? Esiste un elenco verificabile? Esiste un verbale? Esiste una consultazione formale dei residenti anagrafici?
Esiste un mandato chiaro, documentato e controllabile? In assenza di questi elementi, sarebbe più corretto parlare di una posizione espressa da alcune persone, non della volontà ufficiale dell’isola. Questa distinzione è essenziale, soprattutto in una comunità piccola come Alicudi, dove le parole pesano e dove attribuire una posizione collettiva a tutti i residenti può generare equivoci, divisioni e rappresentazioni non corrispondenti alla realtà. Nessuno contesta il diritto di protestare. Nessuno contesta il diritto di opporsi a un progetto ritenuto dannoso. Quello che va difeso, però, è anche il diritto dei residenti anagrafici a non essere rappresentati senza aver espresso formalmente la propria volontà. È da questa esigenza che nasce l’idea di un Comitato dei residenti anagrafici di Alicudi: non per dividere, non per sostituirsi alle istituzioni, non per impedire il libero pensiero di nessuno, ma per creare uno strumento ordinato, trasparente e verificabile.
Un Comitato in cui ogni adesione sia sottoscritta, ogni decisione sia documentata, ogni posizione sia controllabile. Solo così si può dire, con serietà, chi rappresenta chi e su quale base. Le isole minori hanno certamente bisogno di attenzione, servizi, soluzioni concrete e rispetto. Ma hanno anche bisogno di metodo democratico. E la democrazia, soprattutto nelle piccole comunità, non può fondarsi su impressioni, dichiarazioni generiche o numeri non verificabili. Deve fondarsi su atti chiari, responsabilità personali e partecipazione reale. Il caso del dissalatore ha fatto emergere proprio questo tema: prima ancora del merito dell’opera, esiste una questione di rappresentanza. Chi parla a nome di Alicudi? La risposta non può essere affidata a slogan o titoli di giornale.
Deve nascere dai residenti anagrafici, attraverso un percorso serio, documentato e trasparente. Prima ancora di ogni decisione sul merito, Alicudi ha bisogno di un metodo: chiaro, democratico, documentato e rispettoso dei residenti anagrafici.