Controcorrenteoliana: Malvasia, assemblea, delocalizzazione e futuro

Controcorrenteoliana: Malvasia, assemblea, delocalizzazione e futuro

Qualche scompiglio fra i produttori di vino eoliano. Anche se la Doc Malvasia delle Lipari si avvia verso una modifica con il parere dell'assemblea dei soci verso un’importante modifica per entrare nel disciplinare a gamba tesa e per avere la possibilità di produrre una versione secca del vino più importante delle isole Eolie. Si aspetta l’approvazione della Regione Siciliana e del Comitato Nazionale Vini, organismo interno del ministero dell’Agricoltura e poi verrà alla luce il Doc Malvasia delle Lipari Bianco. Versione desiderio di molte aziende che parlano di richieste del mercato che poi é quello che comanda la produzione. Una trasformazione naturale imposta come valore economico alla natura, dice qualche consumatore. Quando arriverà l'approvazione, i produttori di Salina Igt potranno candidare il proprio vino alla nuova Doc . Attualmente il disciplinare della denominazione prevede la Doc Malvasia delle Lipari passito, la Doc Malvasia delle Lipari senza altra definizione intendendo quella dolce naturale e una versione liquorosa mai realizzata. L’assemblea dei soci ha approvato invece la modifica del disciplinare prevedendo la Malvasia delle Lipari Bianco, la versione Vendemmia Tardiva che prende il posto della Dolce Naturale mentre rimane la versione Passito senza ulteriori modifiche.

C’è anche un’altra modifica approvata: i produttori hanno previsto la possibilità di inserire le Uga, le Unità Geografiche Aggiuntive come già accade in molti altri territori. Pertanto chi vorrà potrà aggiungere in etichetta accanto al nome e alla versione della Doc una delle sette isole Eolie da cui proviene il vino. Quindi si potrà scrivere, qualora l’iter venga approvato, Doc Malvasia delle Lipari – Isola di Salina, oppure Isola di Panarea e così via per tutto l’arcipelago delle Eolie. L’assemblea (12 iscritti) con i titolari di 9 cantine  ha discusso animosamente la possibilità di prevedere una deroga alla vinificazione al di fuori dalle isole Eolie sulla richiesta d 2 aziende. Oggi si producono ufficialmente 200 mila bottiglie di Igt Salina che domani potranno candidarsi ad avere il marchio Doc. Dovrebbe essere un ulteriore effetto traino anche per la versione Passito prodotta in circa 60 mila bottiglie. La concessione, blindata nelle regole, della vinificazione e imbottigliamento fuori dalle isole Eolie ha il sapore della delocalizzazione che potrebbe portare ad imbottigliare dove si vuole con uva raccolta in ogni luogo. In Italia le leggi ci sono ma mancano i controlli. La quantità non va a braccetto con la qualità. Intanto bisogna sempre dire cosa appartiene alle Eolie e cosa si vuol passare per eoliano mormora l'uomo che pigia ancora l'uva con i piedi usando la testa.

 

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