100 anni di motori mai spenti 1926-2026 di Francesco Biancheri
100 anni di motori mai spenti 1926-2026
di Francesco Biancheri
Coraggio e lungimiranza, insieme a un pizzico di necessaria follia, hanno dato vita a un'impresa che ha fatto sì che l'isola di Lipari potesse essere dotata di energia elettrica, quando in molte aree non solo della Sicilia, ma anche dell'Italia continentale l'energia elettrica non era ancora arrivata. Oggigiorno sono poche le centrali elettriche che l'Enel non ha nazionalizzato negli anni '60 del 1900: Lipari, Capri, Tremiti e qualche altra nel profondo Nord Italia. Il lavoro da pionieri che queste industrie hanno svolto è esemplare. Bartolomeo Zagami non aveva dietro le spalle fondi di investimento, né venture capitalist, ma solo un'intuizione figlia più del sogno che della realtà del tempo. Infatti, ha rischiato per questo: anticipare i tempi. Molte aziende non decollavano proprio per questo, perché precorrevano i tempi, non perché le idee e i progetti industriali non fossero validi. Quando Bartolomeo Zagami ha iniziato la sua avventura, la
produzione di energia elettrica su scala industriale era nota come attività d'impresa solo nelle grandi città dove erano presenti le industrie pesanti. Il "triangolo" Milano-Torino-Genova e le grandi città capoluogo, mentre gran parte dei piccoli comuni italiani ne erano sprovvisti e lo sono stati per molti decenni; poi, il conflitto mondiale ha differito ancor di più questo tempo. Il vecchio motore trainato dai buoi da Sotto Monastero o “Baruni” è ancora lì, e da quel giorno la SEL di strada, in salita, ne ha fatta tanta, senza mai fermarsi, tra le mille difficoltà che ha comportato la gestione così tecnicamente complessa della produzione e della distribuzione dell'energia, quella energia che tanto ha migliorato la vita dei liparesi, del loro ospedale, delle cave di pomice, delle botteghe artigiane, dei negozi, della vita domestica, della sicurezza
stradale grazie all'illuminazione pubblica, che via via si estendeva anche ai borghi più remoti dell'isola. Personalmente ricordo quando “Anciulu u lattaru cu sceccu” portava, putrella per putrella, i tralicci a San Salvatore; ricordo anche "i letturisti" dei contatori che erano quasi amici di famiglia, i quali puntualmente passavano di casa in casa. In questo senso riferisco un aneddoto che fa parte dei miei ricordi d'infanzia. A casa mia, a Diana, veniva a leggere il contatore un operaio della SEL piuttosto robusto, il Sig. Bardi, e siccome il contatore della luce era in una posizione scomoda, quasi al soffitto, ogni volta erano “jastimi” perché doveva arrampicarsi con la scala in alto per rilevare i consumi; non ricordo invece particolari "jastime" al recapito della "bolletta di Zagami", al contrario di quanto invece avveniva all'arrivo della bolletta della SIP, del telefono, che generava in casa un clima da girone dantesco! Ricordo anche "a jatta i lastricu" del nuovo capannone della centrale elettrica. E poi ricordo l'attenzione ed il rispetto che l'azienda aveva verso i propri dipendenti. A quel tempo concetti come "welfare aziendale", CSR, ESG non si sapeva neppure cosa fossero, nemmeno nella più lontana immaginazione, ma Bartolomeo Zagami li attuava, anche in questo con coraggio e lungimiranza. Lo ricordo bene questo signore austero, perché abitavamo vicini di casa, quando usciva con la sua bella Giulietta bianca, ma senza ostentazione, con sobrietà. Sì, oltre al coraggio e alla lungimiranza, un altro dato caratteristico che gli riconosco è stato il suo esempio di sobrietà di vita. La SEL è ora chiamata a guardare alle sfide del futuro, in un contesto di quelli che sono gli obblighi della produzione di energia in un sito protetto dall'UNESCO e nel clima dei grandi cambiamenti che questo comparto economico sta vivendo: fonti rinnovabili, quali eolico, energia prodotta dalle maree, fotovoltaico, biomasse e così via. Mi piace pensare che se Bartolomeo Zagami fosse ancora qui, si metterebbe a progettare una centrale che sfrutti le forze della natura: il vento, le maree, il sole, per aumentare la produzione e poi magari con un bel cavo sottomarino per collegarla al resto della rete… fantasie? Non sono un ingegnere né un "Bartolomeo", so soltanto che la SEL nel tempo per i liparesi non è più una semplice azienda di erogazione, ma una parte condivisa della comunità. E a tal proposito è bene rammentare che in quei cento anni, nei periodi in cui l'economia non era florida come adesso, spesso una mano tanto ignota quanto generosa ha evitato a qualche famiglia il disagio del distacco dell'energia. Questo è bene che vada ricordato con giusta riconoscenza. Ed ancora, questa piccola azienda, con i suoi ridotti mezzi, ha fatto sempre egregiamente fronte alle emergenze, come il terremoto che ha colpito Lipari nel 1978, quando il black out fu gestito con competente professionalità. Potrei andare ancora avanti, ma non vorrei passare per l'agiografo della SEL.
Da economista d'impresa dico solo che è veramente raro, in questi infelici tempi, che un'azienda raggiunga il traguardo dei cento anni, in salute gestionale e sempre sotto il controllo della famiglia fondatrice. C'è da esserne orgogliosi che questo primato sia stato raggiunto a Lipari. Auguro all'azienda cento e cento anni ancora di servizio prezioso alla nostra comunità.