Uccidere un giornale VIDEO
di Gery Palazzotto
Tutto parte da una stampante che non funziona. Si trova nel corridoio di un settimanale che macina inchieste in una città nella quale l’intreccio tra politica, magistratura, baroni universitari e mafia è fortissimo. Una città nella quale c’è un verminaio.
Verminaio è una definizione della commissione antimafia che nel 1998 è arrivata in quella città dopo l’omicidio di un professore universitario. La città è Messina e questa storia la conoscono in pochi perché il sistema di connivenze ramificato e consolidato ha fatto sì che rimanesse confinata a livello di bega locale, di questione di provincia.
Eppure c’erano tutti gli elementi perché diventasse un racconto sulla prepotenza del potere costituito, sull’ingiustizia fatta sistema, sulla pressione nei confronti dei non allineati, sulla macchina di protezione dei collusi.
Per una valanga di accuse ingiuste il settimanale di inchiesta “Centonove” è stato chiuso per sempre, venti giornalisti sono finiti in mezzo a una strada, il suo editore, il giornalista Enzo Basso si è fatto sei mesi di arresti.
Ci sono voluti nove anni prima che la Cassazione annullasse tutto.
Oggi ci sarebbe solo da recensire le macerie: soldi, professioni, vite. Ma siccome la verità non teme la polvere, proviamo a mettere da parte i rottami e, non potendo riparare ciò che è stato rotto, proviamo a raccontarlo, questo caso. Il caso dell’assassinio di una testata giornalistica che in molti volevano morta.
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NOTIZIARIOISOLEOLIE.IT
17 aprile 2026
Cassazione, 'Annulla senza rinvio le sentenze di condanna del giornalista Enzo Basso e dispone...'
'la trasmissione degli atti al Tribunale di Messina per l’ulteriore corso….' E’ una sentenza tranchant senza molti precedenti per il fondatore di Centonove...