Stromboli, dopo il 'caso Party' continua 'l'attacco' di Orto e company. Le reazioni

di Gaetano Orto Antonino Russo Cristina Dante Adolfo Sabatini Giorgia Santamaria Raffaele Rifici Lucy Iacono Angelo Portelli*

GULLO SI AUTOASSOLVE, MA L’ISOLA DI STROMBOLI E LE EOLIE PAGANO IL PREZZO

Il Sindaco Gullo prova disperatamente a confondere le carte, ma i cittadini hanno capito benissimo che qui si stanno mescolando volutamente due questioni completamente diverse.
Da una parte c’è la vergognosa ordinanza che abbiamo contestato fin dal primo momento, dentro e fuori il Consiglio Comunale: un provvedimento becero, punitivo e privo di qualsiasi sensibilità istituzionale, che ha trascinato Stromboli e le Eolie sulle cronache nazionali e internazionali per una figura imbarazzante fatta davanti al mondo intero.
Dall’altra c’è la normale lettera di ringraziamento inviata dalla produzione cinematografica a conclusione delle riprese. Una lettera indirizzata a tutti gli enti coinvolti e non certo un premio speciale al Comune di Lipari. Scambiarla per una medaglia al merito amministrativo significa davvero arrampicarsi sugli specchi.
La verità è che l' Amministrazione Gullo, oltre al gratuito patrocinio e alla concessione del logo istituzionale — cioè il minimo indispensabile — non è stata capace di garantire a Stromboli nemmeno condizioni decorose durante una vetrina cinematografica internazionale.

E mentre il Sindaco oggi si rifugia dietro formule di circostanza, restano le immagini di un’isola lasciata nell’incuria: mamcato decespugliamento, manutenzioni inesistenti, spazi pubblici trascurati, criticità diffuse e perfino cimiteri in stato indecoroso.
Altro che celebrazioni. Altro che autoassoluzioni.
Una produzione cinematografica internazionale, per educazione e correttezza istituzionale, ringrazia sempre chi collabora. Ma nessuna lettera potrà cancellare ciò che l' Amministrazione ha mostrato in quei giorni: improvvisazione, assenza di programmazione e totale incapacità di comprendere il valore strategico dell’immagine dell’isola.

E tutto questo stride ancora di più se si considera che appena la settimana scorsa le Eolie erano state protagoniste di un importante evento internazionale di promozione territoriale, con la presenza della stampa estera, organizzato dalla società “Brand Eolie” insieme ai suoi collaboratori e sostenuto da ben 140 aziende eoliane.
Mentre imprenditori, operatori economici e realtà private investono energie, risorse e credibilità per costruire nel mondo un’immagine moderna, accogliente e qualificata delle Eolie, l’amministrazione comunale riesce invece a far parlare Stromboli e le Eolie per ordinanze assurde, polemiche internazionali e condizioni di degrado che offendono l’isola e chi ogni giorno la vive e la promuove seriamente.
Ed è ancora più grave che, davanti a una figuraccia nazionale, il Sindaco continui a raccontare una realtà parallela invece di assumersi responsabilità politiche evidenti.
Le Eolie meritano rispetto. Non propaganda, autocelebrazioni e maldestri tentativi di riscrivere la realtà.

*Consiglieri Comunali d'opposizione

LE REAZIONI 

di Luca Chiofalo

La casa di produzione Fandango ringrazia gli enti e le amministrazioni e chiude la questione: una tempesta in un bicchiere d’acqua! 
Ovviamente, non si era offeso nessuno per l’intervento, a norma di legge e regolamenti, delle forze dell’ordine al party di Stromboli con Jagger. 
Sono mancate, come spesso accade, la “misura” e la sagacia comunicativa a chi, tra di noi, anche se legittimato a criticare scelte e ordinanze, avrebbe dovuto usare maggiore prudenza nelle esternazioni, per evitare il rischio di danneggiare involontariamente l’immagine delle Eolie. 
La stampa (col nome di Jagger e delle Eolie a fare “audience”) sguazza in queste situazioni.
Per quanto riguarda il fulcro della questione, anche dopo Gullo nessuno creda che torneremo alle centinaia di ragazzini e adulti poco cresciuti in grave alterazione da stupefacenti e alcol ogni sera, alle risse, agli schiamazzi ed al disordine degli anni passati che, questi si, hanno fatto vergognare gli Eoliani più avveduti. 

Intrattenimento, musica ed eventi vanno incoraggiati ma ben pianificati, senza arrecare disturbo e pregiudizio al diritto di ogni Eoliano e gradito ospite di non essere vessato dal rumore degli altri. 
Lo sancisce la legge e le attuali interpretazioni, sempre più restrittive, (visto l’andazzo) che obbligano gli enti a risarcire i cittadini in caso di danni da “malamovida”. 
A Jagger & company stenderemo sempre un meritato tappeto rosso, nel rispetto, però, del nostro fragile equilibrio.

di Lorenzo Cusolito

Non è mia abitudine espormi in certe situazioni, ritenendomi una persona mansueta e aperta, ma da amante ed estimatore del “cinema”, quale sono, trovo sia opportuno spendere qualche parola a riguardo.
Ho avuto la fortuna e il privilegio di girare qualche scena da figurante nel nuovo lavoro della bravissima regista “Alice Rohrwacher”, autrice di film meravigliosi come “Le meraviglie” e “La chimera”, ovvero “Three Incestuous Sisters” (tratto dalla novella di Audrey Niffenegger), che vanta un cast del calibro di Jessie Buckley, Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Josh O’Connor, Isabella Rossellini, Alba Rohrwacher e ultimo il cameo dell’istrionico e camaleontico frontman dei celeberrimi The Rolling Stones, il grandioso “Mick Jagger”.
Ora, qual è il punto?

Per chi, come me, respira settima arte da quando emetteva i primi gemiti, tutto questo è stato un sogno ad occhi aperti, una fiaba nella fiaba. Un posto come la mia terra, Stromboli, già magica di per sé, ospitava una troupe cinematografica di grande spessore che riporterà la mia isola dove deve stare, restituendole quella dignità e quel rispetto che merita, e che altri avevano bistrattato e calpestato, non solo a livello territoriale ma soprattutto a livello umano.
Loro, al contrario, hanno regalato qualcosa che non può essere né comprato né assimilato: hanno portato “umanità”.
Respirare le atmosfere di questo ammaliante set — dalla gentilezza dello staff, che va dai responsabili comparse ai macchinisti, truccatrici, parrucchiere e costumisti, passando per l’imperturbabile e lodevole sorriso di Alice — il loro approccio verso le bellissime personalità isolane, la semplicità degli attori… non dimenticherò mai il timido e affascinante sorriso di Josh, o la pacatezza di tutte le attrici che vedevo sedute non lontano da me a godersi un drink ai tavoli della Libreria di Stromboli; la professionalità e l’eloquenza, ma anche l’indissolubile dolcezza degli sguardi di Isabella e, ultimi ma non ultimi, i formidabili balletti di Daniele a fine lavorazione…

Mi sono dilungato troppo, lo so. Il fatto è che tutto questo privilegio non è stato né accompagnato né accolto a braccia aperte come si sarebbe dovuto fare. Invece, la nostra amministrazione ha ritenuto opportuno rispondere a tutto questo con l’assenza: un’isola abbandonata a sé stessa, incapace di cogliere l’importanza e il peso cinematografico di un’autorialità che in Italia manca da troppo tempo, specchio di un Paese dove, sempre più spesso, la cultura viene vista come un lusso anziché un diritto.
E l’episodio che ha visto coinvolte le forze dell’ordine in data 20/05, ai danni della Libreria, dove l’intero cast stava festeggiando la fine delle riprese, coincisa con la festa di compleanno dell’attore britannico Josh O’Connor, chiedendo alle ore 00:10 di silenziare una piccola cassa e interrompere una tranquilla e pacifica festicciola, previa segnalazione avvalendosi della “pressappocanza” comunale emanata dal nostro primo cittadino, che tanto poco ha fatto per la nostra isola, è stato l’emblema perfetto di tutto questo.
Perché Stromboli, oltre a essere patrimonio nostro, è patrimonio di tutti. E ha bisogno di vivere ed “esplodere” di arte, cultura, musica, cinema e vitalità.
E se tutto ciò, per qualcuno, risulta essere rumore… beh, allora io pretendo ad ogni costo di essere “assordato”. PACE. 

di Gianni Iacolino

Un concentrato mortale di oscuri (mica tanto) interessi e di indifferenza al bene comune ha avvelenato per anni il nostro ambiente e sociale. 
Una cultura del privilegio, della prepotenza, del “non rendere conto”, del fatalismo, del lamento perpetuo e dello scaricare la colpa sugli altri ha creato il terreno di coltura perfetto per l’illegalità. 
Gli scontri ormai quotidiani tra chi amministra rispettando le regole della convivenza civile e chi vuole soltanto difendere il proprio tornaconto – soldi, guadagno, vantaggi personali, costi quel che costi, ci mostrano con chiarezza quanto sia degenerato il clima sociale nella nostra comunità. 
Ci chiediamo perché il clima sociale sia degenerato: basterebbe guardare il traffico di interessi.
Tutti sciarriati, l'uno contro l'altro. È la cultura del privilegio, della prepotenza, del “io non rispondo a nessuno”, del lamento giornaliero, l'essere contro, come se la comunità fosse un fastidioso dettaglio burocratico.  
L’episodio di Stromboli ? Ultimo in ordine di tempo almeno fino a stamattina mentre scrivo alle 9,45.  Subito trasformato in arma politica, sfruttando  l’ignoranza che su Facebook corre più veloce della lava. 

E tutto questo contro l’unica amministrazione che ha avuto il coraggio di dire basta alla malamovida, fenomeno che oggi molte città italiane stanno finalmente iniziando a contrastare.
Se qualcuno sogna ancora un futuro di liberismo sfrenato per il nostro arcipelago - Trump docet ! - un modello in cui pochi accumulano ricchezza a danno dell’ambiente e della vita sociale, sappia che troverà un ostacolo fermo e determinato in questa amministrazione comunale.
Ed è bene che lo sappiano anche i cittadini: la società civile deve ritrovare il coraggio di farsi parte attiva in questo percorso di civiltà, perché la tutela del bene comune non può essere delegata solo alle istituzioni. Sarebbe anche ora che la società civile, che a Lipari  è molto più numerosa delle cornacchie delle tastiere, smettesse di fare la comparsa e salisse sul palco: la civiltà non si costruisce con i like, ma con il coraggio. 

Categoria
politica

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