Sciacca, per le terme ci sono due società ad Acireale problemi con l'acqua...
SCIACCA, DUE PROPOSTE PER LE TERME. ANCORA ATTESA PER ACIREALE
di Leo Sorrentino
Passo avanti nel percorso avviato dalla Regione Siciliana per il rilancio del sistema termale. Alla scadenza dell’avviso pubblico sono arrivate due proposte per le terme di Sciacca, mentre non si registrano sviluppi analoghi per il complesso di Acireale.
A presentare i progetti sono state le società Terme di Saturnia spa e Massinelli & Partners Consulting srl, nell’ambito del partenariato pubblico-privato. La procedura entra ora nella fase di valutazione da parte del dipartimento delle Attività produttive.
«Oggi si è compiuto un passaggio decisivo per il futuro delle terme di Sciacca – ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani –. Ci avviciniamo alla soluzione di un problema storico». L’obiettivo indicato è la riattivazione del complesso e il rilancio del turismo termale.
Per Sciacca è previsto un investimento regionale di 50 milioni di euro attraverso la finanza di progetto, con concessione, progettazione e gestione affidate al soggetto selezionato.
«Il fatto che siano arrivate due proposte concrete rappresenta un segnale positivo», ha affermato l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, annunciando la fase di verifica della compatibilità dei progetti.
Terme di Acireale e il ritardo per uscire dal degrado: le analisi sulle acque sarebbero positive, ma nessuno lo dice
di Giuseppe Bonaccorsi
“I campioni sulle analisi delle acque termali per riaprire il complesso di Acireale sono positive…”. “Anzi no, ni…Non siamo autorizzati a parlare…”. È il mistero che avvolge il recupero dello stabilimento termale di Acireale e di cui è venuto a conoscenza Dossier. Dopo mesi di trivellazioni speciali effettuate sino a una profondità di 100 metri presso le Terme Santa Venera al Pozzo, in territorio di Aci Catena, e dopo l'analisi dei campioni si è, infatti, scoperto che le acque sarebbero relativamente idonee. Secondo notizie finora ufficiose, gli esperti incaricati dell’Università di Messina, avrebbero individuato una falda di acqua non contaminata di tipo termale che, con una temperatura che oscilla orientativamente sui 22- 23 gradi centigradi, potrebbe essere in grado di ripristinare il complesso dei bagni chiuso da oltre 11 anni.I rilievi disposti dal Dipartimento regionale Acqua e rifiuti e del settore minerario, su precisa disposizione del governatore Renato Schifani (CataniaToday.it)