Rubrica medica a cura del dottor Giovanni Albano 'Ruolo biologico'
di Giovanni Albano*
I.R.- Metabolismo – parte 72,
Il colesterolo riveste un ruolo biologico primario, ben lungi dall'essere un semplice nemico per la salute. All'interno dell'organismo umano, questa molecola lipidica funge da componente strutturale insostituibile e da prezioso precursore biochimico.
Il colesterolo costituisce il mattoncino fondamentale per la sintesi del nucleo degli ormoni steroidei, un gruppo eterogeneo e vitale di molecole che comprende i glucocorticoidi (come il cortisolo, deputato alla risposta allo stress e al metabolismo), i mineralcorticoidi (come l'aldosterone, che regola l'equilibrio idrosalino e la pressione arteriosa) e gli ormoni sessuali (estrogeni, progesterone e testosterone). Senza un adeguato apporto e sintesi di colesterolo, la regolazione endocrina dell'intero organismo verrebbe compromessa alla base.
Un altro ambito in cui il colesterolo è assolutamente cruciale è il sistema nervoso. Esso rappresenta una componente strutturale maggiore della mielina, la guaina lipidica che avvolge e isola le fibre nervose. La mielina permette la conduzione rapida ed efficiente degli impulsi elettrici lungo i neuroni; alterazioni nella disponibilità di colesterolo a livello cerebrale possono quindi impattare negativamente sulla funzionalità neurologica. Inoltre, il colesterolo è indispensabile per la fluidità delle membrane cellulari in ogni tessuto, partecipa alla formazione dei Sali biliari essenziali per la digestione dei grassi e concorre alla sintesi della vitamina D.
Accanto al colesterolo, nel quadro del metabolismo lipidico figurano i trigliceridi. Questi rappresentano la principale forma di riserva energetica del corpo umano: vengono immagazzinati nel tessuto adiposo sotto forma di gocciole lipidiche e mobilitati nei momenti di digiuno o di aumentato fabbisogno energetico. Tuttavia, livelli persistentemente elevati di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) riflettono spesso dismetabolismi legati a una dieta scorretta, sedentarietà o resistenza all'insulina, e concorrono in modo sinergico con il colesterolo ad alterare il profilo cardiovascolare complessivo.
La criticità clinica sorge quando il delicato equilibrio omeostatico viene meno e si instaura una condizione di eccesso cronico, in particolare a carico del cosiddetto colesterolo LDL. L'accumulo di lipoproteine nel sangue scatena processi aterogeni: le particelle di colesterolo penetrano nell'endotelio vascolare, subiscono ossidazione e innescano una risposta infiammatoria cronica con il reclutamento di macrofagi. Questo processo porta alla formazione progressiva di placche fibro-lipidiche (ateromi) sulle pareti delle arterie, restringendo il lume vasale, riducendo l'elasticità dei vasi e aumentando drasticamente il rischio di eventi trombotici acuti, infarti e ictus.
Vuoi approfondire in modo particolare la distinzione tra colesterolo LDL e HDL, o preferisci concentrarti sulle strategie nutrizionali per mantenere equilibrati sia i trigliceridi che il colesterolo?
• Traccio qui la tabella delle raccomandazioni dei valori della coleterolemia in base ai fattori di rischio.
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I valori normali (oppure quelli obiettivo della terapia, quando presente) vengono valutati in base al calcolo del profilo di rischio cardiovascolare:
• Soggetti a basso rischio: LDL inferiore a 116 mg/dL
• Soggetti a rischio moderato: inferiore a 100 mg/dL
• Soggetti ad alto rischio: inferiore a 70 mg/dL
• Soggetti ad altissimo rischio: inferiore a 55 mg/dL
Sui fattori di rischio parleremo al prossimo appuntamento
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