Rubrica medica a cura del dottor Giovanni Albano 'colesterolo e trigliceridi'

di Giovanni Albano*

I.R.- Metabolismo – parte quarantaquattresima
Un passo indietro per capire meglio colesterolo e trigliceridi
Cosa sono le lipoproteine già trattate nella precedente rubrica
I principali lipidi presenti nel sangue (come trigliceridi e colesterolo) risultano altamente idrofobici (quindi non solubili nel plasma).
Pertanto, affinché non si aggreghino in grosse gocce lipidiche (come l’olio nell’acqua) devono essere trasportati da particolari molecole chiamate lipoproteine.

Le lipoproteine si distinguono in base alla densità e alle dimensioni. Le principali tipologie sono:
•    Le lipoproteine a bassissima densità (VLDL), che sono sintetizzate dal fegato e trasportano gli acidi grassi ai vari tessuti periferici.
•    Le lipoproteine a bassa densità (LDL), che originano dall’impoverimento di acidi grassi delle VLDL e trasferiscono il colesterolo ai tessuti periferici.
•    Le lipoproteine ad alta densità (HDL), sintetizzate sempre a livello epatico, che rimuovono il colesterolo dai tessuti periferici e lo riportano al fegato.
Le LDL sono il trasportatore predominante del colesterolo sierico e lo veicolano ai tessuti che ne hanno bisogno come le ghiandole surrenali, le gonadi,  cervello, membrana mielinica.
Mentre le lipoproteine HDL sono considerate anti-aterogene, i livelli circolanti di LDL sono direttamente associati alla gravità della malattia aterosclerotica.
Per questo motivo, le lipoproteine LDL vengono comunemente chiamate "colesterolo cattivo", mentre le HDL "colesterolo buono", benchè questa distinzione sia assolutamente semplicistica.
Tipi di LDL

Le lipoproteine a bassa densità (LDL), chiamate “colesterolo cattivo”, sono grandi molecole composte da proteine e lipidi.
All’interno di queste particelle troviamo un nucleo ricco di trigliceridi e colesterolo esterificato, circondato da uno strato di fosfolipidi accoppiato a colesterolo libero e specifiche proteine, come l’apolipoproteina B (apoB) o l’apolipoproteina A1 (apoA1).
In generale, le lipoproteine LDL possono essere classificate in diverse tipologie:
•    LDL più grandi e meno dense, più galleggianti,  se mi permettete il termine, ( che comprendono:
o    LDL I (grandi)
o    LDL II (intermedie)
•    LDL piccole e dense (sdLDL), che comprendono:
o    LDL III (piccole)
o    LDL IV (molto piccole).

Le particelle LDL sono fondamentali per la formazione e la progressione delle placche aterosclerotiche; tuttavia, sono piuttosto eterogenee per forma e densità. Tra tutte, quelle più piccole e dense risultano maggiormente aterogene, sarebbero considerate come il colesterolo veramente  cattivo.
L’aumento del colesterolo LDL è associato a un rischio aumentato di malattie cardiovascolari.1
Inoltre, è spesso associato a diabete, ipertensione, ipertrigliceridemia e aterosclerosi 
In caso di ipercolesterolemia grave, i pazienti possono presentare xantomi con noduli gialli o placche sul tendine di Achille; ad esempio, xantelasma sulle palpebre o anelli bianchi dell’arco corneale che rivestono la cornea
Quali sono le lipoproteine LDL più pericolose
Esiste un’associazione stretta tra le caratteristiche chimico-fisiche delle LDL e la presenza di malattia aterosclerotica.
A tal proposito, è stato ampiamente documentato che le LDL piccole e dense (sdLDL) hanno un potenziale aterogenico maggiore rispetto ad altre sottofrazioni LDL.

La proporzione di colesterolo sdLDL rappresenta quindi un marcatore migliore per la previsione delle malattie cardiovascolari rispetto a quella del colesterolo LDL totale.
Dunque abbiamo visto come la divisione
tra colesterolo così detto buono e cattivo non è poi così semplicistica.
Perché le LDL piccole e dense sono pericolose lo vedremo nel prossimo appuntamento.

*Poliambulatorio  Portosalvo Milazzo 090 47444 con navetta gratuita per gli eoliani

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