Prima Pagina: Eolie. Lettera al ministro. 4 comitati per 4 dissalatori

Al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
On. Gilberto Pichetto Fratin
Via Cristoforo Colombo, 44 — 00147 Roma
PEC: segreteria.ministro@pec.mase.gov.it
PEC (p.c. Ufficio di Gabinetto): segreteria.capogab@pec.mase.gov.it
e, per conoscenza:
Al Presidente della Regione Siciliana, On. Renato Schifani
PEC: presidente@certmail.regione.sicilia.it
All'Assessore Regionale del Territorio e dell'Ambiente, On. Giusi Savarino
(tramite Dipartimento Regionale dell'Ambiente; e-mail staff: staff.assessore.territorioambiente@regione.sicilia.it)
Al Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dell'Ambiente
PEC: dipartimento.ambiente@certmail.regione.sicilia.it
Al Sindaco del Comune di Lipari, Dott. Riccardo Gullo, e al Presidente del Consiglio Comunale di Lipari
PEC: protocollo@pec.comunelipari.it
Alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana
PEC: sopmare@certmail.regione.sicilia.it
All'ISPRA — Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
PEC: protocollo.ispra@ispra.legalmail.it
All'ARPA Sicilia — Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente
PEC: arpa@pec.arpa.sicilia.it
Al Presidente della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall'insularità, On. Tommaso Calderone
(presso la Camera dei Deputati)
All'Unità di missione PNRR presso il MASE
PEC: mase@pec.mase.gov.it
Oggetto: Programma PNRR “Isole Verdi” (M2C1, Investimento 3.1) — Impianti di dissalazione nelle isole di Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli (Comune di Lipari). Richiesta di verifica urgente sulla conformità ambientale (principio DNSH), sullo stato di attuazione rispetto al target europeo M2C1-19 e istanza di convocazione di un tavolo tecnico istituzionale.
Illustre Signor Ministro,
i Comitati firmatari — espressione apartitica di residenti, proprietari e operatori economici delle quattro isole minori dell'arcipelago eoliano interessate dagli interventi in oggetto — si rivolgono a Lei nella Sua qualità di titolare del Programma “Isole Verdi”, finanziato con 200 milioni di euro a valere sul PNRR, Missione 2, Componente 1, Investimento 3.1 — Next Generation EU.
Desideriamo anzitutto ribadire, come già dichiarato pubblicamente in ogni sede, che le nostre comunità non sono contrarie alla dissalazione né all'autonomia idrica delle isole, che anzi riteniamo obiettivi vitali. Le nostre osservazioni riguardano il come, il dove e il quanto di questi specifici interventi, e la loro compatibilità con il quadro giuridico europeo che li finanzia.
1. Il profilo ambientale e il principio DNSH
Gli interventi ricadono in contesti di eccezionale valore: l'arcipelago è sito UNESCO, i fondali interessati ospitano praterie di Posidonia oceanica (habitat prioritario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”), esemplari di Pinna nobilis — specie in pericolo critico di estinzione, protetta ai sensi dell'Allegato IV della medesima Direttiva 92/43/CEE — e, a Filicudi, l'area archeologica sommersa di Capo Graziano.
Nelle stesse acque è stata inoltre recentemente documentata la presenza dell'ippocampo (Hippocampus spp.), specie protetta dalla Convenzione CITES (Appendice II) e dal D.Lgs. 121/2021, che vieta cattura, detenzione e commercializzazione senza autorizzazione. L'ippocampo è specie strettamente associata alle praterie di Posidonia: la sua presenza costituisce un riconosciuto indicatore biologico dello stato di conservazione e della funzionalità dell'habitat, e conferma il pregio ecologico dell'area marina destinata agli scavi delle condotte e allo scarico della salamoia.
Gli stessi provvedimenti autorizzativi regionali (D.A. n. 13/GAB del 9.2.2026 per Alicudi; D.A. n. 83/GAB del 26.3.2026 per Panarea; decreti di verifica di ottemperanza del giugno 2026 per Filicudi, Alicudi e Stromboli) riconoscono la sensibilità dei siti, subordinando i lavori a condizioni ambientali stringenti — tra cui, per Filicudi, la trasmissione preventiva di rilievi georeferenziati, cronoprogramma e misure di tutela della Posidonia, con eventuale trapianto “a zolla” — e a clausole di salvaguardia con sospensione immediata in caso di rinvenimenti.
Ricordiamo che tutti gli interventi PNRR sono soggetti al principio DNSH (“Do No Significant Harm”) ex art. 17 del Regolamento (UE) 2020/852 e agli orientamenti tecnici 2021/C 58/01. Un danno agli habitat protetti non costituirebbe soltanto un illecito ambientale, ma un potenziale vizio di conformità europea del finanziamento stesso, con conseguenze sulla rendicontazione dell'Italia verso la Commissione.
Chiediamo pertanto che il Ministero verifichi, prima della prosecuzione dei lavori, l'effettivo adempimento di tutte le condizioni ambientali prescritte e la piena conformità DNSH degli interventi, anche mediante l'Unità di missione PNRR.
2. Il profilo temporale: il target europeo è già scaduto
Il target M2C1-19, fissato dalla decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, prevedeva l'attuazione di progetti integrati completi nelle 19 isole entro il 30 giugno 2026: termine ormai decorso. Il D.L. 19/2026, convertito nella L. 50/2026, ha allineato per legge i termini contrattuali alla medesima data, anch'essa superata.
Le nostre comunità assistono, in queste settimane, a un'accelerazione senza precedenti — immissioni in possesso d'urgenza dei terreni (a Filicudi il 6 luglio u.s.), trasporti in elicottero, apertura simultanea dei cantieri in piena stagione turistica — che appare dettata non da esigenze tecniche, ma dal tentativo di sanare a posteriori un ritardo ormai consumato.
Chiediamo di conoscere: (a) lo stato ufficiale di attuazione e rendicontazione degli interventi eoliani rispetto al target M2C1-19; (b) se il Ministero abbia avviato o intenda avviare con la Commissione europea interlocuzioni di revisione o rimodulazione della misura; (c) quali sarebbero le conseguenze economiche, per il Comune di Lipari e per la collettività, di un mancato o parziale riconoscimento del target.
3. Il profilo economico e gestionale
Segnaliamo elementi di fatto documentati che meritano la valutazione del Ministero titolare:
• il dissalatore esistente di Lipari produce circa la metà dei 4.100 mc/giorno previsti, ed è all'origine di una crisi idrica che dal 1° gennaio 2026 ha determinato un deficit di circa 70.000 metri cubi;
• il Comune di Lipari ha riconosciuto negli ultimi due consigli comunali del 2025 debiti fuori bilancio per 4.380.182 euro relativi al solo servizio idrico, cui si aggiungono tre commissariamenti regionali per forniture d'acqua non pagate;
• lo studio “Costi ambientali ed economici della dissalazione”, con case study sulle isole minori siciliane, elaborato da Fondazione UniVerde e Marevivo e presentato alla Camera dei Deputati il 7 marzo 2024 alla presenza di un rappresentante di codesto Ministero — successivamente richiamato negli atti di indirizzo e controllo della Camera (XIX Legislatura) — ha rilevato per gli impianti fissi delle isole minori siciliane un costo medio di produzione dell'acqua dissalata di circa 12 euro al metro cubo, con costi di gestione degli impianti di Lipari e Lampedusa superiori a 12 milioni di euro l'anno per 1,5 milioni di metri cubi prodotti, e ha documentato effetti di degrado degli ecosistemi marini nelle aree di sversamento della salamoia. Tali risultanze divergono in misura rilevante dalle stime prospettate in sede progettuale per i nuovi impianti: proprio questa divergenza rende necessario che venga reso pubblico, per ciascun impianto, il piano economico-finanziario di esercizio, con il costo atteso al metro cubo e l'indicazione del soggetto su cui graverà;
• la Regione Siciliana, nel valutare la proposta di dissalazione avanzata dalla società Webuild per l'area di Palermo, l'ha respinta (conferenza stampa di Palazzo d'Orléans, 15 maggio 2025) all'esito di un'analisi tecnico-economica condotta dall'assessorato competente e dalla Cabina di regia per l'emergenza idrica, ritenendola fuori scala sia sul piano produttivo (capacità proposta da tre a cinque volte superiore al fabbisogno reale stimato) sia sul piano economico (oneri giudicati insostenibili per la finanza pubblica e per l'utenza). In quella stessa sede, la Cabina di regia ha enunciato due principi di portata generale: che l'acqua dissalata ha costi di produzione significativamente elevati e che la strategia regionale privilegia la diversificazione delle fonti, considerando i dissalatori una componente limitata di un sistema più articolato.
Non chiediamo di estendere meccanicamente quel giudizio — riferito a un progetto specifico — agli impianti eoliani. Chiediamo qualcosa di più semplice e di difficilmente eludibile: che il medesimo criterio di valutazione applicato dalla Regione al caso palermitano — proporzionalità tra capacità produttiva e fabbisogno reale, sostenibilità dei costi di investimento e di esercizio per l'ente e per l'utenza — venga applicato, con pari serietà istruttoria, anche agli impianti delle isole minori. Alla luce dei dati sopra richiamati (i costi di esercizio degli impianti fissi esistenti documentati nello studio presentato alla Camera, l'impianto di Lipari a metà regime, le perdite di rete non aggredite, un ente locale già gravemente esposto), riteniamo che tale verifica sia doverosa prima di consolidare investimenti i cui costi di gestione graveranno per decenni sulla collettività. Appare inoltre legittimo domandarsi se la priorità dell'investimento pubblico non debba essere il ripristino della piena efficienza dell'impianto esistente di Lipari, la riduzione delle perdite e l'accumulo preventivo.
4. Il profilo partecipativo
Le comunità isolane hanno appreso localizzazioni e caratteristiche degli impianti a decisioni assunte, senza un reale confronto preventivo. Le osservazioni presentate nei procedimenti (formalmente acquisite, per Panarea, nel D.A. n. 83/GAB/2026), le perizie tecniche autofinanziate dai cittadini, gli esposti alle Procure e alla Corte dei conti e il ricorso pendente al TAR di Catania testimoniano non ostilità preconcetta, ma la volontà di partecipare a scelte che segneranno il futuro delle isole per decenni.
Le nostre richieste
Tutto ciò premesso, i Comitati firmatari chiedono al Signor Ministro:
1.
la sospensione cautelativa dei lavori nelle more delle verifiche di cui ai punti 1 e 2, limitatamente agli interventi per i quali risultino condizioni ambientali non ancora adempiute o contenziosi pendenti;
2.
la convocazione urgente di un tavolo tecnico istituzionale presso il MASE, con Regione Siciliana, Comune di Lipari, Soprintendenza del Mare, ISPRA e ARPA Sicilia e una rappresentanza dei Comitati, per esaminare stato dei lavori, criticità e possibili alternative progettuali (inclusa la rilocalizzazione degli impianti contestati in siti già compromessi);
3.
la trasmissione degli atti di monitoraggio del programma Isole Verdi relativi agli interventi eoliani, ai sensi della normativa sull'accesso civico;
4.
l'attivazione di un monitoraggio ambientale indipendente, affidato ad ISPRA e ARPA Sicilia nell'ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), con dati pubblici, su Posidonia, qualità delle acque e dispersione della salamoia, prima, durante e dopo i lavori;
5.
una valutazione comparativa trasparente, condotta secondo i medesimi criteri di proporzionalità e sostenibilità economica applicati dalla Regione Siciliana nell'istruttoria sul progetto Webuild, tra il completamento degli impianti come progettati e le alternative disponibili (efficientamento dell'impianto di Lipari, riduzione delle perdite, riuso, approvvigionamento integrativo), sotto il profilo dei costi di investimento e di esercizio a carico dell'ente e dell'utenza.
Confidiamo che il Ministero, quale amministrazione titolare e garante della corretta attuazione del Programma verso l'Unione europea, vorrà dare riscontro alla presente con l'urgenza che la stagione dei cantieri impone.
Con osservanza,
Comitato “No dissalatore” — Alicudi
Comitato “Occhio Vigile su Filicudi” — Filicudi
Pro Loco Amo Stromboli — Stromboli
Comitato “Salvaguardare Panarea” — Panarea
Isole Eolie, lì 13 luglio 2026

Categoria
cronaca

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