Passeggiando con il pensiero connettivo

Passeggiando con il pensiero connettivo  
di Mauro Alvisi*

Cammino.  
Non ho una meta precisa. Ho solo una domanda in tasca: perché alcune cose crescono e altre marciscono?  
Perché un gruppo di bambini in un cortile può diventare un'orchestra, e lo stesso gruppo, un’ora dopo, può diventare caos?  

Il pensiero peripatetico, lo insegnava Aristotele al Liceo, serve proprio a questo: a mettere in movimento il corpo per mettere in movimento le idee. Se il corpo sale e scende, anche il pensiero fa lo stesso.  
Salire verso la vetta. Scendere per raccontarla.

E allora vi invito a passeggiare con me.

1. PRIMA TAPPA: IL GIARDINO DI LEONARDO

Ci fermiamo davanti a un vortice d’acqua. Leonardo da Vinci lo disegnava ossessivamente nei suoi codici.  
"Guarda" mi dice Leonardo. "L’acqua non va dritta. Va a spirale. Il movimento genera forma."  
"Maestro" gli chiedo "e l’uomo?"  
"E l’uomo è uguale. Se resta fermo si riempie di fango. Se si muove, si auto-organizza. Ogni frattale nel grande è uguale al frattale nel piccolo."

Leonardo mi ha lasciato la prima intuizione: il mondo non è lineare. È frattale.  
Una foglia ripete l’albero. Un gesto ripete una cultura. Un bambino ripete un gruppo.  
Ma i frattali da soli non bastano. Possono essere belli e sterili. Servono le frequenze. Serve che vibrino insieme.

2. SECONDA TAPPA: L’UNIVERSO DI EINSTEIN E GIORDANO BRUNO

Alziamo gli occhi. Bruno bruciò per aver detto che l’universo non ha centro. Einstein 400 anni dopo gli ha dato le equazioni.  
"Professore" chiedo a Einstein "lei ha unificato lo spazio e il tempo. Ma ha unificato anche le persone?"  
Einstein sorride: "Io ho parlato di campo. Ogni massa curva lo spazio intorno. Ogni pensiero fa lo stesso. Ogni relazione è gravità."  

Giordano Bruno aggiunge: "E ogni mondo è collegato. Non esistono isole. Esistono solo reti che non si vedono ancora."

Ecco la seconda intuizione: viviamo in un campo di onde.  
Non siamo oggetti separati. Siamo frequenze che si attraversano. Quando due frequenze si incontrano possono fare due cose: distruggersi, o andare in risonanza.  
La risonanza è già neghentropia.
3. TERZA TAPPA: IL LABORATORIO DI SCHRÖDINGER E PRIGOGINE

Entriamo in un laboratorio freddo, anni ’40. C’è Schrödinger con il suo gatto e con un libro appena scritto: Che cos’è la vita?  
"Professore" gli dico "nel mondo tutto va verso il disordine. Perché noi no?"  
Lui mi guarda e conia una parola: Neghentropia.  
"Entropia è la morte termica. È quando tutto si sparpaglia. Neghentropia è il contrario. È quando un sistema importa ordine per restare vivo. Gli organismi si nutrono di neghentropia."

Anni dopo arriva Ilya Prigogine, premio Nobel. È più chimico che fisico.  
"Schrödinger aveva ragione" dice Prigogine. "Ma solo nei sistemi aperti. Le ‘strutture dissipative’ nascono proprio dal caos. Dal disordine esce un ordine più alto. Ma solo se c’è scambio con l’ambiente."

Terza intuizione: senza scambio, senza relazione, non c’è vita.  
Un sistema chiuso muore. Un sistema aperto, che respira, che comunica, può diventare più complesso.  
Questo vale per una cellula. Vale per una classe. Vale per una società.

4. QUARTA TAPPA: IL DESERTO DI NIETZSCHE E IL LABIRINTO DI JUNG

Fa caldo. Camminiamo in un deserto. C’è Nietzsche con il bastone.  
"L’uomo" dice "è una corda tesa tra la bestia e il Superuomo. Tra il Super Io e il Super Noi."  
"Super Io?" chiedo.  
"Sì. La coscienza morale che giudica, che separa, che dice tu sbagli. È necessaria. Ma se resta lì, uccide. Il Super Noi invece è oltre. È quando l’individuo capisce che la sua forza serve al branco."

Più avanti troviamo Jung. Sta raccogliendo coincidenze significative.  
"Le chiamo sincronie" dice. "Non sono caso. Sono due eventi che vibrano sulla stessa frequenza di senso. Quando due persone sono in sintonia, l’universo risponde."

Quarta e quinta intuizione messe insieme: dobbiamo passare dal Super Io al Super Noi.  
E per farlo dobbiamo allenarci alle sincronie. Alle sintonie.  
Non è misticismo. È fisica delle relazioni.

5. QUINTA TAPPA: IL CANTIERE DI VIRILIO E IL CASINÒ DI TALEB

Ora il paesaggio cambia. È una città velocissima. C’è Paul Virilio che filma tutto in accelerazione.  
"La velocità" dice "uccide lo spazio. E quando uccidi lo spazio, uccidi la relazione. Resta solo l’incidente."  
"Che fare?" gli chiedo.  
"Rallentare. Tornare al corpo. Tornare al gruppo. La tecnologia deve essere al servizio della lentezza sociale, non il contrario."

Giriamo l’angolo e c’è Nassim Taleb seduto a un tavolo da poker.  
"Il mondo è governato dai Cigni Neri" dice. "Eventi rari, ad alto impatto, imprevedibili. Non puoi prevederli. Puoi solo diventare antifragile."  
"Antifragile come?"  
"Come un sistema che dal colpo impara e diventa più forte. Come un gruppo che da una crisi tira fuori nuove regole."

Sesta e settima intuizione: il futuro non si prevede. Si prepara connettendo.  
Virilio ci dice di rallentare per sentire. Taleb ci dice di esporci al colpo per crescere.  
Entrambi parlano di sistemi. Entrambi parlano di resilienza. Nessuno dei due parla di individui isolati.

6. LA RADURA: NASCE LA CONCURANZA

Ci sediamo. Dopo tanta strada.  
Ho portato con me tutti questi pensatori perché ognuno mi ha dato un pezzo. Ora devo montare il puzzle.

Leonardo: frattali.  
Einstein e Bruno: campi e onde.  
Schrödinger e Prigogine: neghentropia e sistemi aperti.  
Nietzsche: dal Super Io al Super Noi.  
Jung: sincronie e sintonie.  
Virilio: rallentare per relazionare.  
Taleb: antifragilità collettiva.

Manca una parola. Manca il nome per il "come".  
Lo chiamo CONCURANZA.  

Non è competizione. Non è cooperazione ingenua.  
Concuranza è Intelligenza di Sciame applicata agli umani.  
È quando un gruppo impara a salire insieme, a scendere insieme, a narrare insieme la via.  
È quando le frequenze individuali non si sommano, si moltiplicano.

La formula è semplice:  
AI + SI + EI = Neghentropia Sistemica  
Dove:  
AI = Artificial Intelligence: la capacità di calcolare, prevedere pattern, misurare.  
SI = Social Intelligence: la capacità di sentire, entrare in risonanza, creare fiducia.  
EI = Economical Intelligence: la capacità di trasformare l’energia relazionale in valore concreto, sostenibile.

Senza AI siamo ciechi. Senza SI siamo freddi. Senza EI siamo sterili.  
Con tutte e tre, il sistema diventa neghentropico. Genera più ordine di quanto ne consumi.

7. IL CRUSCOTTO: COME MISURARE LA NEGHENTROPIA

"Molto bello" mi direte "ma come si misura?"  
Un sistema complesso senza indicatori è solo poesia. E io non faccio il poeta. Faccio lo scienziato o meglio il  pedagogista della Scienza.

Ecco il mio Cruscotto di Neghentropia per la Concuranza. 7 indicatori fondamentali:

1. INDICE DI RISONANZA RELAZIONALE  
Quanto le frequenze individuali vanno in fase?  
Si misura con: densità di scambio, tempi di risposta, capacità di ascolto attivo.  
AI può tracciarlo. SI può sentirlo.

2. INDICE DI FRATTALITÀ  
Quanto il comportamento del piccolo replica il comportamento del grande?  
Se in classe vale una regola, vale anche nella scuola? Se vale nella scuola, vale nella città?  
La coerenza frattale è efficienza.

3. INDICE DI SINCRONIA JUNGHIANA  
Quanti "eventi significativi" accadono senza causa diretta?  
Quante idee nascono in due posti diversi nello stesso momento?  
È l’indicatore che il campo sta lavorando.

4. INDICE DI APERTURA SISTEMICA  
Quanto il sistema scambia con l’esterno? Quanta energia, informazione, affetto entra ed esce?  
Un sistema chiuso ha entropia che cresce. Un sistema aperto può farla calare.

5. INDICE DI ANTIFRAGILITÀ  
Dopo un errore, dopo un conflitto, il sistema torna uguale o torna migliore?  
Taleb insegna: misura lo stress positivo.

6. INDICE DI TRADUZIONE A VALLE  
Quanta conoscenza prodotta "in vetta" viene riportata giù e narrata?  
È l’indicatore Alvisi. È l’abilità di scendere. Senza questo, tutto il resto è vanità.

7. INDICE DI VALORE CONCRETO EI  
La relazione ha prodotto beni comuni? Tempo risparmiato? Conflitti evitati? Soldi generati e ridistribuiti?  
La neghentropia che non si tocca, non esiste.

Se questi 7 indicatori crescono insieme, allora sì: stiamo andando verso un’Intelligenza Sociale Neghentropica.

8. RITORNO A VALLE

La passeggiata finisce qui. Siamo tornati a valle.  
E come dicevo all’inizio: salire non serve a nulla se non si sa scendere.  

Il mondo oggi è malato di entropia. Notizie, algoritmi, guerre, solitudine. Tutto spinge al disordine, alla separazione, al "ognuno per sé".  
L’AI da sola accelera l’entropia se non ha una SI che la guidi.  
L’economia da sola produce entropia se non ha una SI che la orienti.

La Concuranza è la proposta opposta.  
È dire: noi non siamo atomi. Siamo onde.  
E le onde, quando si incontrano nella frequenza giusta, non si annullano.  
Creano un’onda più grande.

Questo è il vero significato di Super Noi.  
Questo è il vero significato di Intelligenza Sociale.  
Questo è il vero significato di Neghentropia Universale.

Non è utopia. È fisica. È biologia. È pedagogia.  

Basta iniziare a camminare. Insieme.  
E ogni passo, se fatto in risonanza, è già un atto di neghentropia.

*Professore e opinionista

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