Lipari, sulla chiusura dell’edicola libreria tra memoria nostalgica e verità dei fatti di Mimma Sparacino
di Mimma Sparacino
Sulla chiusura dell’edicola libreria tra memoria nostalgica e verità dei fatti
Negli ultimi giorni abbiamo letto, commentato post accorati, articoli di stampa e persino interviste televisive dedicati alla chiusura dell’edicola libreria del nostro paese.
Comprendiamo la nostalgia e la tristezza di tutti assolutamente condivisa poiché, anche noi siamo cresciuti tra quei fumetti e quei libri legati da un affetto sincero a un luogo che ha rappresentato un pezzo della nostra storia comunitaria e alla persona che lo gestiva.
È proprio per questo affetto e per il rispetto della storia che avevamo deciso di stare in silenzio, ma quando la memoria affettiva lascia il posto alla disinformazione, alla ricostruzione di comodo, alle speculazioni che dipingono la nostra famiglia in modo ingiusto, è doveroso ristabilire la realtà dei fatti.
La crisi di questo spazio non nasce dal COVID, né da un’improvvisa spietatezza della proprietà; è la storia di una difficoltà finanziaria che affonda le sue radici negli anni ben prima del COVID, abbiamo cercato negli anni di fare da cuscinetto, accettando acconti saltuari mostrando una pazienza che solo un profondo legame poteva giustificare. Abbiamo proposto soluzioni alternative come ridimensionamento dei locali e tentato transazioni, mediazioni, discussioni con l’aiuto e la presenza di professionisti competenti dall’una e dall’altra parte ma ogni mano tesa è stata respinta.
È facile vedere i difensori della cultura sulle pagine del giornali, o Leonida tastiera solidali e pronte ad inveire contro di noi, certo fa effetto ed è di grande effetto vedere in scena il martirio del furgone, l’immagine della “vittima resistente” buttata in strada da “proprietari senza scrupoli”.
È facile leggere i proclami di pseudo giornalisti che sfruttano le emozioni influenzando la percezione per vendere di più, è facile per gli intellettuali, gli imprenditori locali scoprirsi paladini della cultura a cose fatte, ne vogliamo parlare?
Per anni vi siete serviti di questo posto, conoscendo le difficoltà e, fare oggi i mecenati col portafoglio, i sacrifici e la vita degli altri, è a dir poco ridicolo!
MIMMO NON HA MAI AVUTO AIUTO DA NESSUNO DI VOI!!! LA VERA SOLIDARIETÀ IN TUTTI QUESTI ANNI L’ABBIAMO DATA NOI IN SILENZIO E A NOSTRE SPESE, E’ TEMPO CHE QUESTA GOGNA MEDIATICA E DI PAESE FINISCA.
NON CERCHIAMO COMMISERAZIONE ESIGIAMO PERÒ RISPETTO PER IL NOSTRO LAVORO, PER I NOSTRI CARI, PER I NOSTRI FIGLI E PER LA VERITÀ.
La Famiglia Sparacino