Le belle arti di Alfio Ziino
di Alfio Ziino
Dalla antica Grecia abbiamo ereditato anche la nomenclatura delle Belle Arti: architettura, pittura, scultura, musica, letteratura, danza. Ad esse è stato oggi aggiunto il cinema.
Definire arte il cinema è un assurdo, un assurdo interessato. Il cinema è una impresa, la astrazione di imprenditore: "E' imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata alla scopo della produzione o dello scambio di beni o di servizi (così il Codice Civile)".
Nel cinema vi è un produttore (l'imprenditore) il quale organizza innanzi tutto uno staff (regista, attori, comparse, tecnici) ed appronta i mezzi per la concreta realizzazione del prodotto poi venduto al pubblico al pari di detersivi, auto e quant'altro. Ovviamente a fini di lucro. Avete mai udito l'esistenza di un tale impianto (produttore, staff. mezzi materiali) in capo ad un pittore, o uno scultore, o un musicista etc..? con la conseguente vendita a folto pubblico? Mai. Ed allora?
Il cinema è da circa 60 anni "pascolo" della sinistra culturale (si fa per dire) e non, tesa allo scrocco di pubblico denaro per il tramite di finanziamenti a fondo perduto per la produzione. Finanziamenti elargiti a quattro scappati di casa, ad esempio non rammento a quale accattone che ottenne duecentomila euro incassando poi 17 spettatori (fonte del ministero che ne elenca, di similari, una lunga schiera).
Il cinema italiano poi. Rammento Gassman, Anna Magnani, Vittorio De Sica e pochi altri. Oggi, nella non mia profonda conoscenza, mi sovvengono solo alcune putt...,nelle, romane
per lo più. Ma che vadano ad apprendere dal cinema USA.
P.S. che nulla c'entra con quanto sopra. La scorsa settimana, sulla 7, si è svolta in diretta una intervista alla signorina Elly Schlein, avente a tema la attuale condizione degli italiani.
La consaputa signorina, con aria grave o greve scegliete voi, esordì affermando che i tempi sono duri per tutti e che gli italiani devono imparare a spendere meno, a risparmiare, etc. etc.. Il conduttore, interrompendola, parola più o parola meno: "onorevole, io mi intendo di orologi, lei ha al polso un Patek Philippe da trecentomila euro". Immediata copertura, con la manica, del prezioso aggeggio e:"davvero? non lo sapevo, me lo hanno regalato". Beh, la trasmissione è finita a "schifio" tanto da essere interrotta. E dopo mezz'ora ne è sparita la registrazione.
Rammentate quel Ministro cui venne contestato di avere una casa vicino al Colosseo?. Anche lui cadde dal pero "me la hanno regalata". Il Ministro, però, si dimise.