Lipari, ospedale con l'ossigeno: il direttore del presidio annuncia 'cardiologo non c'è da lunedì ambulatorio chiuso...'

di Gaetano Orto Lucy Iacono Giorgia Santamaria Raffaele Rifici Adolfo Sabatini Cristina Dante Angelo Portelli*

AL SINDACO DEL COMUNE DI LIPARI ALL’ASSESSORA COMUNALE ALLA SANITÀ E, P.C. AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
ALL’ASSESSORATO REGIONALE DELLA SALUTE AL DIRETTORE GENERALE DELL’ASP DI MESSINA AL DIRETTORE GENERALE DELL’A.O. PAPARDO AL PREFETTO DI MESSINA

OGGETTO: OSPEDALE DI LIPARI – LE RASSICURAZIONI DEL SINDACO E DELL’ASP SMENTITE DAI FATTI. SOSPENSIONE DELLA CARDIOLOGIA E MANCATO RISPETTO DEI TERMINI DELLA CONVENZIONE CON IL PAPARDO?

Adesso basta con le rassicurazioni. I fatti stanno dimostrando esattamente il contrario. Ieri il Sindaco, rispondendo alla nostra nota, ci invitava a rispettare i ruoli e le competenze e affermava che, nonostante la sospensione della convenzione con il Papardo, “i servizi di Emergenza-Urgenza, Anestesia e Cardiologia restano pienamente operativi”. Questa mattina anche l’ASP ha rassicurato cittadini e istituzioni sulla continuità dei servizi. Peccato che, poche ore dopo, dal Presidio Ospedaliero di Lipari arrivi una nota ufficiale, datata 28 agosto, con la quale il Direttore dell’U.O.C. di Medicina Interna chiede di sospendere l’ambulatorio di Cardiologia nei giorni 31 agosto, 1, 2, 3 e 4 settembre, proprio per “assenza del medico”. Quindi: il Sindaco rassicura, l’ASP rassicura e il Direttore dell’Ospedale comunica la sospensione della Cardiologia.

LA DESTRA NON SA COSA FA LA SINISTRA? O, più semplicemente, nessuno sa realmente cosa stia accadendo nell’Ospedale di Lipari? Questa volta non sono indiscrezioni, non sono “speculazioni politiche” e non sono post sui social. È un documento ufficiale del nostro Ospedale. E allora chiediamo al Sindaco: da dove arrivano le sue informazioni? Perché se davvero, come sostiene, il Comune svolge una “costante sollecitazione e controllo”, dovrebbe essere informato di ciò che accade nell’Ospedale della propria comunità, anziché essere smentito il giorno dopo dai fatti e dagli atti ufficiali. Ma c’è anche un’altra questione che pretende una risposta.

L’articolo 10 della convenzione con il Papardo prevede espressamente che le parti possano recedere unilateralmente, ma con un preavviso di 30 giorni da comunicare a mezzo PEC. Chiediamo pertanto all’ASP, al Papardo, alla Regione e al Sindaco di verificare immediatamente se tale termine sia stato rispettato e quando sia stata formalmente comunicata la decisione di interrompere la convenzione. Perché, se il termine previsto dalla convenzione non fosse stato rispettato, saremmo di fronte a una questione che non può essere semplicemente liquidata con un comunicato stampa o con una rassicurazione.

E qui torniamo al punto politico. Il Sindaco continua a ripeterci che “non è competenza del Comune”. Lo sappiamo bene. Ma non sarà competenza del Comune gestire l’Ospedale; è però preciso dovere politico del Sindaco e dell’Assessora alla Sanità difendere gli interessi della comunità eoliana e pretendere che i servizi sanitari siano garantiti.

Quando l’Ospedale perde servizi, quando la Cardiologia viene sospesa e quando emergono dubbi persino sul rispetto degli accordi sottoscritti, non ci si può nascondere dietro il semplice richiamo alle competenze altrui. E l’Assessora Roccella? Ancora una volta non pervenuta. Aveva molto da dire quando era fuori dal Palazzo e partecipava alle battaglie per la sanità. Oggi che è dentro il Palazzo, ci aspetteremmo fatti, iniziative e risultati. Invece, mentre l’Ospedale continua a perdere pezzi, il silenzio dell’Assessora è assordante.

E allora, ancora una volta, ci toccherà fare noi quello che dovrebbe fare chi amministra. Come già accaduto in altre occasioni, saremo noi a chiedere alle autorità competenti di verificare la situazione e, soprattutto, perché una convenzione che prevede un preavviso di 30 giorni rischi di essere interrotta con modalità e tempi che sembrano non rispettare quanto previsto dall’articolo 10.

Chiediamo pertanto all’ASP, al Papardo, all’Assessorato regionale della Salute e al Prefetto di Messina di accertare formalmente la vicenda, verificando il rispetto della convenzione e le responsabilità connesse alla sospensione dei servizi.

Gli eoliani non hanno bisogno di rassicurazioni. Hanno bisogno di un Ospedale che funzioni. E soprattutto hanno bisogno di amministratori che sappiano difenderlo. Se il Sindaco e l’Assessora non sono in grado di farlo, abbiano almeno l’onestà politica di riconoscerlo e di farsi da parte. Perché non è più accettabile che mentre il Sindaco e l’ASP rassicurano, il giorno stesso un documento ufficiale dell’Ospedale racconti una realtà completamente diversa. La salute degli eoliani non si difende con i comunicati.
Non si difende con le rassicurazioni. E soprattutto non si difende dicendo continuamente: “non è competenza nostra”. Si difende con i fatti.

*CONSIGLIERI COMUNALI

Categoria
politica

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