Lipari, Iacolino 'C'è un cittadino che scrive indignato al Notiziario perchè non ha acqua...' Le reazioni nel web

di Gianni Iacolino*

C'è un cittadino che scrive indignato al Notiziario locale perchè nel suo quartiere l'acqua arriva molto meno di un tempo. Peccato che, da queste parti, l’acqua non sia mai sgorgata dalle montagne (che non abbiamo), ma da un equilibrio fragile tra consumi crescenti, navi cisterna insufficienti e un dissalatore che oggi produce un terzo di quanto dovrebbe.
Ma il nostro concittadino sembra vivere in un mondo dove gli anni non passano, i consumi non aumentano, le infrastrutture non invecchiano, le piscine non spuntano come i funghi mentre le forniture regionali si assottigliano pericolosamente ogni anno di più. E non basta lamentarsi per far scorrere l’acqua.
Nel mondo reale, invece:
A Lipari non abbiamo sorgenti;
Da qualche anno le navi cisterna inviate dalla Regione arrivano con quantità nettamente insufficienti;

Da tanti anni il dissalatore funziona a regime sempre più ridotto;
solo a Vulcano tutto fila liscio, perché lì si dispone di un dissalatore che funziona bene come si sta cercando di fare nelle altre isole attualmente sprovviste, ma pronte a ricorrere al TAR con le scuse più fantasiose. Col duplice risultato di perdere i ricorsi da parte dei ricorrenti ed, allungando i tempi, far perdere pure il finanziamento. Qualcuno ha dato il giusto  risalto a tutto questo paradosso? 
Non mi risulta.
Ogni richiesta di potenziamento delle forniture viene puntualmente inoltrata, sollecitata, risollecitata… e spesso cade nel vuoto, perché trovare un interlocutore regionale oggi, con tutte le inchieste in corso, è come cercare un ago in un pagliaio.
E qui arriva la parte più ironica:
a Lipari, proprio in questo clima, si stanno preparando alle elezioni gli stessi che hanno sempre sostenuto quella classe politica regionale che da decenni gestisce – e continua a gestire – anche le forniture idriche, le navi cisterna ed i dissalatori.
Un dettaglio che, curiosamente, non compare mai nelle lamentele né nelle analisi dei blog locali.
L'informazione locale, intanto, cosa fa?
Pubblica la lamentela del giorno senza un controllo, senza un contesto, senza neanche un “scusi, ma sa come funziona il sistema idrico?”. Una notizia lasciata al vento, che si deforma fino a diventare disinformazione.

Il risultato è un clima in cui:
chi governa viene accusato di gestire ciò che non gestisce;
chi dovrebbe informare preferisce, alla verifica, il copia-incolla alla facebook;
chi legge si convince che tutto sia colpa dell’amministrazione, anche quando l’amministrazione non ha neanche il rubinetto in mano.
Nel frattempo, il sindaco continua le missioni settimanali a Palermo per chiedere ciò che spetta all’isola, mentre la Regione – tra uffici svuotati, dirigenti imbalsamati e indagini della magistratura che si moltiplicano – risponde con la rapidità di una tartaruga.

Ma tranquilli: la colpa è sempre di chi sta piu' vicino. E la magia della disinformazione scientifica che non mi stancherò di sottolineare trasforma il cittadino in un professionista del lamento anche quando il lamento è fuori bersaglio. 
E così, mentre il clima preelettorale si scalda (a Lipari dura dal 2022, praticamente un’era geologica), blog spregiudicati e Notiziari distratti alimentano un malcontento che non serve a nessuno: né a chi governa oggi, né a chi governerà domani. Perchè un'isola che si abitua a lamentarsi invece di capire, finisce per restare sempre all'asciutoo. E non solo di acqua.

*Assessore

LE REAZIONI NEL WEB

Oliva 'siete allergici ad una stampa rea di non essere servile ed arroccati in una gestione 'clientelare' della comunicazione…'

di Rosa Oliva

​E voi, cosa avete fatto concretamente per contrastare la disinformazione, oltre a rifugiarvi nel solito, logoro scaricabarile? Vi siete limitati a qualche post stizzito sul tanto criticato Facebook o a riunioni talmente inconsistenti che, per il troppo fumo e la poca sostanza, si sarebbe dovuto ricorrere ai pompieri?

Dopo un intero mandato, dare la colpa a chi c’era prima, alla Regione o al 'destino cinico e baro' non è più una spiegazione: è un alibi scaduto. Quanti incontri reali avete organizzato per informare i cittadini, invece di arroccarvi in una gestione "clientelare" della comunicazione? Avete usato l’informazione come una clava per dileggiare la comunità e una stampa rea di non essere servile, tradendo un’evidente e cronica allergia a ogni forma di critica.

​Invece di onorare il vostro ruolo unendo la cittadinanza, avete scientemente alimentato fazioni, preferendo il conflitto al confronto e lacerando il tessuto sociale per pura convenienza tattica. 

Non avete alcuna attenuante: siete i responsabili del degrado di questo territorio, inclusa la ferita inferta alle coscienze più sensibili, che nel vostro operato non vedono più una guida, ma l'origine della divisione.

La democrazia è bannere i cittadini su Rinascita e non consentire sul sito del comune i commenti alle loro communicazioni. Persino il Sindaco di Catania tiene la rubrica il cittadino scrive…

di Gianluca Giuffrè 

Mi raccomando, non parlate, non scrivete, non esprimete dissenso e non lamentatevi. Il regime eoliano si infastidisce se qualcuno espone le problematiche vive

di Fabrizio Oliva 

Io sono stato bannato su Facebook da un capogruppo Agrip dalla pagina di Rinasciata Eoliana, da una pagina sociel pro Gullo e persino dal “vecchio” Notiziario. Non amano le critiche perché vogliono sentirsi liberi di fare i bellocci ed i moralizzatori e dire che millatntano tanto la democrazia però si comportano come una dittatura. Questa è la peggiore amministrazione di sempre. 

di Concetta Russo 

Va tutto bene, sono i migliori, fateli lavorare, scusa devono avere il tempo di organizzarsi

di Rosa Oliva 

Ecco la democrazia di Rinascita Eoliana hanno chiuso la possibilità di commentare a fronte della legittima reazione dei cittadini a un post su Fb dell’assessore Iacolino, che ama il dileggio anziché l’informazione. Vedete che mi bannano come ha fatto il loro capo gruppo Agrip circa 2 anni fa

di Francesco Coscione

La "scienza misteriosa" del rubinetto asciutto.
Il "nostro concittadino" che commette l'ardire di indignarsi per la mancanza d'acqua  prima di osare aprire un rubinetto per riempire una banale pentola, avrebbe l'obbligo morale di consultare l'organigramma regionale, studiare lo stato dei dissalatori e verificare l'agenda delle missioni a Palermo. Solo allora capirebbe la prima regola d'oro della politica locale: la responsabilità è sempre di qualcun altro.
È ammirevole la solerzia con cui l’Amministrazione ci spiega che l’acqua non sgorga dalle montagne (che non abbiamo); meno male che ce lo hanno ricordato, perché noi cittadini, nel nostro "mondo immaginario", pensavamo che il compito di chi governa fosse proprio quello di gestire le criticità di un territorio che si conosce da secoli, non di redigere l'elenco delle scuse.
E se l'acqua non c'è, caro concittadino, non disperare! Anziché pretendere servizi minimi in cambio delle tasse, impara l'arte della "cucina a secco": internet è pieno di ricette che non richiedono acqua. Ma attenzione: non cercarle su Facebook! Come ci insegnano, i social sono la porta dell'inferno, il regno del "copia-incolla" e della disinformazione... a meno che, s’intende, non vengano usati dai banchi del potere per propinarci sermoni da 2.927 follower. In quel caso, il post diventa Verità Rivelata.
Mentre l’informazione locale viene bacchettata perché non fa da "filtro" alle lamentele, vorrei salutare l’amico Salvatore Naso. Caro Salvatore, spero ti consoli sapere che la tua cisterna vuota non è un disservizio, ma un "equilibrio fragile". Mentre paghi profumatamente rifornimenti privati per permettere alla tua famiglia di lavarsi, sappi che la colpa è della magistratura, dei dirigenti regionali "imbalsamati" e delle tartarughe palermitane. Mai di chi, standoti vicino, dovrebbe rappresentarti e darti risposte, invece di scriverci letterine sulle "scienze misteriose".
Ti suggerisco un consiglio pratico: appendi in bagno, proprio sopra il rubinetto che fischia a vuoto, il mantra del giorno: "Un’isola che si abitua a lamentarsi invece di capire, finisce per restare sempre all’asciutto".
E quando tuo figlio, guardando il fondo della cisterna, ti chiederà come sia possibile che in decenni di tasse e governi nessuno sia riuscito a far funzionare un... tubo, rispondigli con il Salmo 139: «La tua sapienza è troppo meravigliosa per me, troppo alta, e io non la posso comprendere».
D’altronde, tra un ricorso al TAR e una missione a Palermo, l’unica cosa che scorre a fiumi, in quest'isola, è la retorica.

Categoria
politica

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