Lipari, da 3 giorni Istituto occupato dagli studenti di Davide Starvaggi PHOTO GALLERY
di Davide Starvaggi
Ho letto con attenzione il comunicato degli studenti dell’Istituto Tecnico Isa Conti. La loro protesta merita rispetto, perché nasce da un disagio reale e da una situazione che si trascina da troppo tempo. È una presa di posizione civile e responsabile, con l’unico obiettivo di chiedere condizioni dignitose per vivere la scuola ogni giorno.
Quando dei ragazzi sentono il bisogno di farsi sentire in questo modo, significa che qualcosa non ha funzionato nei tempi e nei modi giusti. È corretto partire da qui, senza sminuire la loro voce e senza liquidare quanto accaduto come un episodio isolato.
Nella loro protesta emerge però anche un tema più ampio, che riguarda molte scuole delle isole minori. Le difficoltà che stanno vivendo non sono un’eccezione, ma il risultato di una diversità evidente rispetto alla terraferma, che ancora oggi non viene riconosciuta e affrontata in modo adeguato. Le scuole insulari hanno esigenze specifiche, ma continuano a essere gestite con regole pensate per realtà molto diverse. Lo stesso vale, più in generale, per tutti i servizi essenziali e primari.
Questa impostazione incide soprattutto sulla gestione delle strutture e dei servizi: ogni intervento richiede più tempo, più passaggi, più autorizzazioni, e alla fine i disagi ricadono su studenti, famiglie e personale scolastico. Il fatto che oggi se ne parli apertamente è anche merito degli studenti dell’Isa Conti, che hanno riportato all’attenzione una difficoltà che molti conoscono da anni.
Per questo sento il dovere di ringraziarli. Con il loro impegno stanno dimostrando attenzione, senso civico e un forte senso di appartenenza alla propria comunità. La loro protesta, portata avanti con rispetto e responsabilità, lascerà un’eredità importante: maggiore consapevolezza, più attenzione ai problemi reali e un esempio concreto di partecipazione democratica da cui tutti dovremmo imparare