L’acqua di Alicudi e le domande che merita
di Guido Riunno*
L’acqua di Alicudi e le domande che merita
Un milione di euro di fondi europei, un impianto già esistente a Vulcano che produce cinquanta volte il fabbisogno dell’isola, e nove prescrizioni tecniche ancora aperte al momento del decreto.
Sono arrivato ad Alicudi per la prima volta come fotografo, non come osservatore di appalti pubblici. Il progetto che porto avanti con la mia associazione — una mostra fotografica sull’isola. Poche persone, molti segni — mi ha portato a frequentare la comunità, a capire i ritmi, a conoscere il problema dell’acqua dall’interno.
Il problema dell’acqua ad Alicudi è reale. L’isola dipende da rifornimenti via bettolina, soggetti alle condizioni del mare, spesso interrotti. Non è un’emergenza inventata per contrastare un progetto: è una condizione documentata che i residenti vivono ogni giorno.
Proprio per questo, quando ho letto il decreto regionale che autorizza la costruzione di un dissalatore con fondi PNRR, ho pensato che fosse necessario capire meglio. Non per opposizione al progresso — ma perché una soluzione che non funziona è peggio dell’assenza di soluzione. La storia italiana dei dissalatori civili contiene abbastanza esempi da imporre prudenza.
Ho trascorso settimane a studiare i documenti disponibili. Quello che segue non è un’accusa contro nessuno. Sono tre dati verificabili che chiunque può controllare, e tre domande che mi sembra ragionevole porre prima che i lavori inizino.
Il costo operativo è lo stesso.
Gli impianti fissi di dissalazione in Sicilia costano in media circa 12 euro al metro cubo di acqua prodotta — dato della Fondazione Univerde, presentato alla Camera dei Deputati nel marzo 2024. Il costo attuale del rifornimento via bettolina da Napoli è anch’esso intorno ai 12 euro al metro cubo.
Se il costo operativo reale non cambia, cosa cambia concretamente per i residenti di Alicudi? È una domanda legittima, non retorica.
L’alternativa esiste, ed è già pagata.
A Vulcano c’è un dissalatore che produce circa 400.000 metri cubi d’acqua l’anno. Il fabbisogno annuale di Alicudi è stimato in circa 8.000 metri cubi: il 2% di quella produzione. Il gestore è lo stesso — il Comune di Lipari. Il fabbisogno combinato di Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli potrebbe essere coperto dalla sovrapproduzione già esistente, con investimenti in cisterne e trasporto stimati tra i 500.000 e gli 800.000 euro — a fronte dei 7,5 milioni stanziati per quattro nuovi dissalatori. Questa alternativa è mai stata formalmente valutata? Non risulta da nessun documento pubblico disponibile.
Il decreto è stato firmato con nove prescrizioni aperte
Il Comitato Tecnico Scientifico ha condizionato il proprio parere favorevole a nove prescrizioni specifiche — modifiche progettuali che devono essere soddisfatte prima dell’avvio dei lavori. Al momento della firma del decreto, nessuna di queste prescrizioni risultava verificata come adempiuta. Mancavano inoltre il permesso di costruire, la concessione demaniale marittima e il nulla osta della Soprintendenza del Mare. I lavori non possono legalmente iniziare senza questi titoli. La domanda è semplice: quali di queste condizioni sono state nel frattempo soddisfatte?
Non scrivo questo articolo per dire che il dissalatore non si deve fare. Scrivo perché una decisione che riguarda l’acqua di un’isola — un bene comune, il più antico — merita che le domande vengano poste prima che il cemento venga versato, non dopo.
Allego a questo articolo un foglio di una pagina — costruito con dati pubblici, fonti citate, senza posizioni di parte — che raccoglie i numeri essenziali e sei domande che valgono per chiunque voglia ragionare con serietà, favorevole o contrario al progetto.
Le domande giuste non appartengono né a chi sostiene il dissalatore né a chi si oppone.
Appartengono all’isola.
Note ai dati citati: Costo operativo dissalatori siciliani: Fondazione Univerde, audizione Camera dei Deputati, 7 marzo
2024. Produzione dissalatore Vulcano: dati SOPES 2025. Stato autorizzazioni: D.A. n. 13/GAB del 09/02/2026, Regione
Siciliana, Assessorato Territorio e Ambiente. Stima alternativa trasporto: analisi tecnica su dati pubblici. Allegato
disponibile su richiesta.
Allegato:
L’acqua e la parola
Dissalatore di Alicudi — le domande che meritano una risposta
Alicudi, maggio 2026
Questo foglio non prende posizione. Raccoglie dati documentati e domande aperte che riguardano tutti favorevoli e contrari al progetto.
I NUMERI
Produzione impianto 108 m³/giorno
Fabbisogno annuo Alicudi ~8.000 m³
Giorni di produzione necessari 74 giorni su 365
Costo operativo siciliano ~€12/m³ *
Costo bettolina da Napoli ~€12/m³ *
Eccedenza Vulcano (stesso gestore) ~300.000 m³/anno
Fabbisogno Alicudi su prod. Vulcano ~2%
PNRR: 4 dissalatori Eolie €7,5 milioni
Alternativa cisterne + trasporto (4 isole) €500-800K (stima)
Prescrizioni CTS aperte 9 su 9 nessuna verificata **
Autorizzazioni mancanti Permesso costruire
Concessione demaniale
Soprintendenza Mare
Fondazione Univerde / Camera dei Deputati, 2024 ** D.A. n. 13/GAB del 09/02/2026 —
Regione Siciliana
LE DOMANDE:
-Se il costo operativo è identico alla bettolina, cosa cambia per i residenti — al netto dell’impatto ambientale e del rischio di fermo?
-Quali garanzie strutturali rendono questo progetto diverso dall’80% degli impianti italiani che non funzionano?
-Le nove prescrizioni del CTS sono state soddisfatte?
-Chi verifica, con quale meccanismo pubblico, prima dei lavori?
-È stato effettuato uno studio comparativo formale con l’alternativa Vulcano? Se sì, dove è consultabile?
-Come è stata garantita la partecipazione dei residenti — isola senza internet — al procedimento autorizzativo?
-Il piano finanziario tiene conto dei costi reali e della storia dei mancati pagamenti del Comune di Lipari verso SOPES?
Documento elaborato a partire dalla Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV (15 maggio 2026)
*Fotografo
Con l’associazione culturale Fuori Campo ha realizzato il progetto “Poche persone, molti segni” sull’isola di Alicudi, con mostra e concerto previsti a Lipari il 7 agosto 2026 presso il Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani.